Allen & Heath Xone:DB4 – Recensione

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Il test di funzionamento con video dimostrativo dell’Allen & Heath Xone:DB4, il nuovo mixer per dj top class del marchio inglese, dotato di una sezione effetti unica nel suo genere e di tutte le funzioni avanzate di un mixer adatto a tutti gli usi.

Stiamo infatti parlando di un prodotto nato per soddisfare le esigenze dei professionisti del settore, con tante e tali funzioni che A&H ha dovuto e voluto utilizzare un layout molto diverso da quello tradizionale dei propri mixer per dj.
Nonostante il DB4 non sia un mixer dalle dimensioni troppo minimali, la superficie di controllo appare compatta a causa dei numerosi controlli presenti. Un piccolo sacrificio lo hanno fatto i potenziometri della regolazione di bassi, medi ed alti, che non sono in linea, ma sfalsati tra di loro, anche se questa diversa posizione dei potenziometri non ne pregiudica particolarmente la loro usabilità.

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La parte centrale del mixer è occupata dai tradizionali 4 canali principali, con i 4 faders di volume (con tre settaggi, dalla modalità lineare a quella logaritmica) con crossfader assegnabile, sovrastati dalla sezione effetti indipendente, dai controlli di autoloop e quelli di equalizzazione (con gain) ed infine dai comandi di assegnazione delle fonti sonore ai canali.
La qualità di cursori e potenziometri è quella standard dei mixer Allen & Heath, precisione e sensazione di grande affidabilità non mancano. I cursori non sono molto scorrevoli, ma credo che sia una scelta corretta: questo non è un mixer da scratch, parliamo di un prodotto più orientato a chi esegue combinazioni sonore complesse che richiedono precisione nel posizionamento dei cursori di volume.

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Ad ogni canale può essere assegnata una dei 4 ingressi presenti sul retro. Fatta questa scelta bisogna decidere che tipo di fonte sonora utilizzare, analogica, Usb, digitale. In modalità analogica si utilizzeranno i 4 ingressi Rca presenti di cui i due centrali sono predisposti per il collegamento di giradischi. In modalità Usb si utilizzerà la scheda audio a 4 In/Out stereo. In questo caso i 4 ingressi Rca analogici diventano gli input della scheda audio. La qualità sonora della scheda audio riscontrata nei test di ascolto con un impianto di elevata potenza è risultata davvero notevole con una risposta in frequenza sicuramente ai massimi livelli. La potenza di uscita è superiore alla media, su Traktor Pro 2 in modalità external mixer ho dovuto abbassare il master generale fino a -10db per ottenere un’uscita di livello corretto sui 4 canali del mixer.
In modalità digitale si potranno utilizzare i 4 ingressi digitali presenti sul retro, uno per ogni canale del mixer. In questo modo, avendo 4 fonti sonore digitali, ed avendo il DB4 un’uscita Rec anch’essa digitale, oltre ad avere un uscita audio di altissima qualità, è possibile effettuare registrazioni di qualità altamente professionale, nel caso ad esempio di utilizzo di software come Ableton Live per la registrazione digitale delle proprie creazioni. Ai lati dei cursori dei 4 canali principali del mixer troviamo le due tradizionali sezioni filtro assegnabili dei mixer A&H.

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Come già detto, sopra i cursori di volume troviamo le 4 sezioni effetti, ognuna dedicata per canale, cosa mai vista prima in un mixer da dj. In questo modo su ogni traccia potrà essere applicato un effetto diverso dagli altri canali. Gli effetti disponibili sono raggruppati in 5 categorie: Delay, Reverb, Resonator, Modulator e Damage, per un totale di 51 effetti. Per selezionare l’effetto desiderato basta premere il tasto Select e scorrere la lista visibile nel display posto sulla destra del mixer. Ogni effetto ha il controllo Dry-Wet e due parametri d’intervento. Il tasto di attivazione dell’effetto è posto in basso sotto il relativo cursore di volume.
La qualità degli effetti è davvero eccellente, ho aprezzato moltissimo quelli presenti nella sezione Delay (tutti bellissimi), Resonator e Modulator, per un’applicazione corretta degli effetti presenti nella sezione Reverb e Damage ritengo sia necessario fare un po’ di pratica per capirne il corretto utilizzo.
I numerosi controlli necessari per la selezione ed il controllo degli effetti ha reso la vita molto difficile ai progettisti A&H, che hanno fatto il possibile per rendere il più possibile ergonomico il controllo di questa sezione. Il risultato non è in effetti perfetto, a volte capita di dimenticarsi cosa si debba fare per attivare l’effetto, visto che il tasto di attivazione è distante dal blocco dei comandi degli effetti. Stesso discorso vale per il controllo del secondo parametro effetti, posto a fianco del display. Insomma ci vuole un po’ di tempo per acquisire gli automatismi e gestire al meglio gli effetti presenti nello Xone:DB4.

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Sopra la sezione effetti ci sono i controlli di autoloop. Le tracce eseguite su ogni canale vengono analizzate per determinarne i bpm, il valore viene visualizzato sullo schermo del pannello di controllo. Per ottenere una buona precisione dell’analisi è consigliabile attendere almeno 30 secondi di esecuzione della traccia. Su questa rilevazione si basa la creazione di loop quantizzati che hanno una precisione davvero notevole e sono in grado di stare a tempo con la traccia in esecuzione su un altro canale anche per diversi minuti. La lunghezza del loop può variare da un minimo di un trentaduesimo di beat fino a 4 beat.
I tre potenziomentri per i controlli di equalizzazione hanno, tramite apposito switch, una tripla funzione: tradizionale equalizzazione di bassi medi ed alti, Isolator e Filter. I potenziometri si illuminano con diverse combinazioni di rosso e blu per identificare immediatamente in quale modalità si sta lavorando. In modalità equalizzazione tradizionale il funzionamento e le curve di taglio sono analoghe a quelle presenti nei mixer di fascia alta A&H. La modalità isolator è quella che più mi ha entusiasmato, la precisione del taglio delle frequenze, in particolare degli alti e dei medi è eccezionale. Il mio personale consiglio è di utilizzare la modalità isolator al posto della tradizionale modalità equalizzazione anche per il mixaggio tradizionale, questa modalità esalta l’abilità di manipolazione di suono, soprattutto con musica Techno, Tech-House e Minimal-Tech. La modalità filter è sicuramente buona, ma in realtà aggiunge poco a quanto già presente nel mixer riguardo agli effetti.

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Sul lato sinistro in alto troviamo il quinto canale dedicato al microfono, ma che può essere anche utilizzato come line, grazie all’apposito switch e le connessioni Rca stereo presenti sopra la tradizionale presa XLR per il microfono. Questo canale ha, oltre al controllo del volume, i controlli di tono per alti e bassi. Inoltre, se si vuole applicare al microfono gli effetti disponibili, è presente uno switch che trasferisce i controlli di questo ingresso al primo canale a sinistra dei quattro principali del mixer.
Sul retro, oltre agli ingressi già descritti in precedenza, troviamo un’uscita master bilanciata XLR, un’uscita booth bilanciata a jack, un’uscita Rec Rca, i quattro ingressi fader-start.
Il pannello di controllo del DB4 permette di effettuare numerose regolazioni delle funzioni del mixer, dall’assegnazione dei canali della scheda audio, alla modalità di illuminazione dei vu-meter, a diverse modalità di prescolto e molto ancora, oltre alla funzione di aggiornamento firmware tramite l’apposita porta Usb. Dalla stessa porta Usb si possono salvare le proprie preferenze d’uso e caricarle su un altro DB4 per avere la stessa identica configurazione del mixer ovunque.

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Ultima funzione, ma in questo caso c’è da chiedersi se ne valga la pena, gran parte del mixer è mappabile via Midi per essere utilizzato con qualsiasi software. Come dicevo però, il mixer ha una tale qualità ed a tali e tante funzioni che sembrerebbe quasi un sacrilegio utilizzarlo come un qualsiasi controller.

Conclusioni

Come già detto per alcuni prodotti esaminati in passato sul nostro sito, l’Allen & Heath Xone:DB4 non è un mixer per tutti. Questo è un mixer che è decisamente orientato a dj esperti che hanno maturato la capacità e la sensibilità per poter utilizzare al meglio l’ampia gamma di effetti disponibili su ogni canale, per effettuare miscelazioni sonore fuori dall’ordinario. Sia che si usi con giradischi e cdj, sia che si utilizzi con software per mixare multidecks o sequencer come Ableton Live, l’Allen & Heath DB4 risponde al meglio sia a livello di trattamento del suono che a livello di manipolazione del suono stesso.
Per chi è meno esperto e si vuole cimentare con un mixer di tale livello dico che è bene prepararsi ad affrontare nuovi standard sonori che sono confrontabili con pochissimi prodotti in commercio (tornare indietro potrebbe essere molto deludente, utilizzando prodotti di fascia inferiore), ma soprattutto bisogna armarsi di grande umiltà e studiare attentamente tutte le funzioni disponibili, perché solo dopo numerose e lunghe sessioni di test si comincia ad apprezzare quanto possa offrire lo Xone:DB4.

Ringraziamenti:
Grisby Music – http://www.grisbymusic.it

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