EKS OTUS Dual Control – Recensione

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:: PREMESSA ::

Ecco finalmente la Recensione su OTUS. Ci è voluto del tempo anche per effettuare tutti i test necessari. Trattandosi di un prodotto innovativo, sia nelle funzioni che nella tecnica di utilizzo. E soprattutto trattandosi di un nuovo prodotto, i tempi sono più che giustificati. Basti pensare che dalla data di rilascio ad oggi sono uscite gia parecchie versioni dei drive. Questo a indicare che molte cose devono ancora essere sistemate, e calibrate per rendere operativo al 100% il Prodotto.

Quanto segue deve tenere conto di alcuni fattori che hanno influito nelle prove. E che al momento hanno uno status che verrà corretto nel tempo. Tra l’ altro l’OTUS che EKS mi ha gentilamente inviato per DigitalJockey.it, con molta probabilità non è la stessa versione che viene distribuita. Si tatta quindi di un rapporto di fiducia e scambio profesionale ottenuto nel tempo, grazie al rapporto con EKS. Quindi l’avere un prodotto in anteprima assoluta, ha i suoi vantaggi, ma anche le sue difficoltà.

Questo articolo è rimasto in stanby per un periodo, e finalmente oggi 31/01/2009 EKS mi ha rilasciato un aggiornamento firmware che mi ha consentito di chiudere la prima relazione sul prodotto, in modo pressochè completo.

:: PRIME IMPRESSIONI :: 

Il primo contatto con il prodotto lo si ha quando viene consegnato. Un “elegante” valigetta in cartone fustellato, con manico, come da figura, fanno da involucro per il trasporto. All’ interno, oltre all’ OTUS toverete un cavo USB di qualità, e una busta contente un apposito panno per la lucidatura della superficie.

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L’ impatto visivo e di sicuro effetto, le sue dimensioni unite le sue forme spaventano positivamente. Estraendolo dalla sua scatola si ha la prima sensazione tattile. Un buon peso, visto l’utilizzo di alluminio anodizzato nella parte inferiore della scocca. I piedini con la loro forma ad aculeo, pur sembrando poco solidi danno un ottima stabilità su superfici piane. Naturalmente per la loro forma sono meno adatti a piani inclinati. Piccola nota: grazie alla loro forma, consentono di appoggiare Otus direttamente spora un technics SL 1210 senza coperchio, lasciando spazio sia per il piolo centrale del piatto, che per la testina. Questo risolve il problema di molti dij, che non sanno mai dove appoggiare il loro controller, soprattutto in console già affollate di altri strumenti.

piedini

La superficie lucida nera, ha un problema che in alcuni casi non è di poco conto. Essendo riflettente se un proiettore di luce, o un fascio proveniente da una testa mobile, lo colpisce con la giusta inclinazione, il riflesso arriva direttamente in faccia al dij. Niente di grave, se non per il fatto che il colore del deck attivo non è più distinguibile. Quindi attenzione a dove lo posizionate.

La prima perplessità che ho avuto sulla solidità e stata data dai quattro JOG posti alle 4 estremità. Per come sono disposti con un ampio spazio tra superficie del jog e base del controller sembrano sospesi. Questo richiede maggiore attenzione durante il trasporto. Il movimento è a scatti, infatti risultano particolarmente utili per la navigazione, o per lo scrolling a scelta degli effetti, avvertendo in modo tattile la quantità di movimento eseguito si ottiene un controllo più accurato.

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Con il costo del controller mi aspettavo che, la valigia o una pseudo custodia per il trasposrto fosse compresa. Invecie EKS su suo sito vende separatamente una valigia per OTUS appositamente studiata per la sua forma. Con i rinforzi ed un alloggiamento protetto studiato a doc dalla UDG. Peccato che costa 119 euro + iva + spese di spedizione per un totale di 168.00 euro circa.

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Un suggerimento è quello di utilizzare, una valigia per portatili da 17” e un po di gomma piuma compatta, potete così realizzarvi la vostra borsa da trasporto risparmiando parecchi euro.

I tasti fanno CLICK, li senti quando si premono e la sensazione di pressione è ottimale anche nei tasti più piccoli. Questo da sicurezza di avere effetivamente eseguito l’ operazione.

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Se vi aspettate un CD con i drive rimarrete delusi. E’ sempre stato nella politica di EKS fornire i prodotti con l’ invito a scaricare le ultime versioni dei drive o del software sul loro sito dopo essersi registrati ( www.eks.fi ). Buona cosa visto che i drive vengono spesso aggiornati.

E’ in arrivo a breve, una nuova versione di BISON, la 1.1  Avrà la funzione di software nativo per OTUS. Ma visto che ora chi lo prende lo utilizza con altri software, mi sa che non sarà destinato ad avere un gran futuro.

Il tocco del jog centrale è una sensazione unica. Pur non avendo un motore interno, forse per il peso e la fluidita che gli hanno dato, la sensazione e quella di toccare un vinile. La superficie è divisa in due parti. L’ anello esterno in metallo agisce da jogwheel, mentre la parte superiore agisce come vinyl touch, adattandosi per lo sctatch. Entrambe i controlli sono mappabili via midi. Un piccolo accorgimento. Ascigate spesso le mani mentre lo usate. Se la punta delle dita è leggermente sudata, il controllo perde di precisione. Quindi prima di toccare la jog, asciugate le punte delle dita, e tutto filerà liscio.

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Una delle innovazioni più evidenti e l’ assenza del pitch meccanico, sostituito da un pitch touch. Per i tradizionalisti un abominio, ma per chi guarda avanti semplicemente una forma di controllo diversa a cui plasmare il proprio modo di lavorare. Affianco al pitch c’è un pulsantino con tre led per il controllo di sensibilità. E’ mappabile via midi anche questo, ma sconsiglio vivamente di mapparlo, lasciandogli la sua funzione nativa.

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Tra il Pitch e il mousepad ci sono 6 tasti touch mappabili. Sono particolarmente sensibili, sconsiglio quindi di affidargli funzioni tipo kill o attivazione di effetti perche ci vuole poco affinche inviino il comando al software. Il mousepad consente di utilizzare e controllare il puntatore del mouse con qualsiasi software o Sistema Operativo, direttamente dalla superficie centrale di OTUS. Trovo poco pratico che non sia possibile impostare il doubleclick su questa superficie, ma che si debba ricorrere forzatamente ai due controlli a pressione desto e sinistro sottostanti. Anche se poi nella pratica puntando il cursore in un punto X dello schermo, risulta molto piu preciso attivare il controllo con un pulsante che non con un doppio click che puo influire sulla posizione del puntamento, vista anche la sensibilità estrema di questo pad. Il lato inferiore e quello sinistro hanno una barra sensibile che puo essere mappata separatamente come controllo, questo anche mantendo la zona centrale come pad.

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 Knob sono piuttosto alti e di una dimensione che ne rende pratico il controllo, grazie anche alla loro forma a cono troncato. Con un diametro leggermente inferiore ai pomelli delle altre console, o di un comune mixer, ma con la giusta dentatura risultano essere molto affidabili, precisi ed ergonomici.

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::  DRIVE e INSTALLAZIONE  ::

L’ installazione avviene in modo consueto come per ogni altro controller. Un paragrafo nei tutorial specifici, lo dedicherò all’ interfaccia unica di gestione dei drive che è la novita disponibile su tutti i prodotti EKS (XP10-XP5-OTUS).

Connettendolo, dopo che il pc lo ha riconoscituo, ecco la prima impressione. Rispetto alle immagini che tutti abbiamo visto sul sito di EKS in cui le due colorazioni sono ben evidenti e definite, ci si accorge che sono frutto di un qualche ritocco nell immagine. Nella immagine qui sotto, paragono a destra l’ immagine ufficiale e a sinistra la foto scattata quasi sulla verticale. E’ ben evidente, anche nei video che seguono, che la colorazione non è poi cosi marcata come nella foto.

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Nella realtà i led dono posizionati a qualche centimetro di distanza dalla superficie che essendo nera, in corrispondenza dei fori, lascia intravvedere la luce colorata sottostante. E’ molto meno intensa rispetto alle immagini pubblicitarie. Dipende molto anche dall’ inclinazione di OTUS. Un parallasse non corretto comporta una diminuzione della luminosità. Un po come quando non si ha il giusto angolo di visuale su un monitor LCD, dove tutto è distinto, ma i colori perdono di luminosità a seconda dell’ angolo di visione.

Trattandosi di una superficie in plexiglass, si sarebbe ottenuto un maggiore effetto accoppiando un foglio di qualche micron su una lastra di fresna. o smerigliando le parti trasparenti. Ma cio non influisce sul funzionamento e quindi ci si abitua velocemte a cercare come punto di riferimento la zona in cui il colore è maggiormente visibile.

Nella relazione iniziale, non ero in grado di fornire informazioni sulle prestazioni audio della scheda interna, in quanto risultavano inibite dalla casa madre. Ora con il nuovo firmware 1.4 la schede sono risultate operative. Come nelle schede degli XP10 e degli XP5 la potenza erogata si sente. Non hanno alcuna necessità di schede supplementari in quanto soddisfano abbondantemente gli standard di livello d’uscita, anche per impianti professionali. Una piccola nota la farei su il tipo di sonorità. Ho notato che il suono è molto freddo. E quindi, se pur cristallino e definito, manca di corposita nelle frequenze basse. Ma è una questione di gusto e di genere musicale suonato. Con molta probabilità su impianti non in grado di riprodurre fedelmente tutta la gamma di frequenze questa mancanza non verrebbe nemmeno notata, per la ragione che l’ amplificazione stessa non sarebbe in grado di riprodurle anche se la scheda le emettesse.

Quindi OTUS è completo di tutto. Basta un PC con il software, un cavo usb e due cavi rca e si ha tutto il necessario per fare un dj set di alto livello. Come si vede nella foto sottostante, nel retro del controller sono presenti, partendo da sinistra : L’attacco USB, una presa cuffia per il preascolto, e un uscita audio digitale (Giallo)+ i due connettori RCA classici (Rosso/Nero) per ogni uno dei due canali. Visto che il segnale digitale si sta evolvendo ed è sempre più presente nei nuovi mixer, EKS ha pensato bene di introdurre anche questa uscita che incrementa il livello di prestazioni del prodotto stesso.

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Un altro particolare annunciato nelle future, riguarda i due sensori di movimento. Nella mia versione sono stati disabilitati. E sembra che ufficialmente si penserà a riabilitarli solo in una versione futura. Nemmeno con l’ ultimo aggiornamento firmware risultano essere operativi. Dai miei test risulta un forte assorbimento di corrente da parte del controller,e credo sia questa la ragione per cui attualmente questa funzione non è stata abilitata. Non avendo un alimentazione esterna, risulta piuttosto normale che quando richiede un pico di corrente non disponibile tutto si incasini. Per un efficienza completa, a mio giudizio l’ unica soluzione dovrebbe essere quella di sovralimentarlo anche se solo via usb consentendogli qualche mA di assorbimento in più rispetto ai 500 mA di una USB che spesso nei portatili sono anche qualcosina in meno.

:: CONSIDERAZIONE ::

Come gia detto si tratta di un prodotto che non è ancora dotato di un suo software nativo e che necessita di un midiagent per interagire con altri software. (L’ unico a renderlo nativo al momento è Deckadance 1.4.3). Quindi scordatevi di estrarlo dalla scatola e usarlo subito. Il prodotto va interfacciato con il software che si intende utilizzare. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di uno svantaggio. In realta non stiamo parlando di un prodotto EntryLevel ma di un prodotto professionale, e quindi con peculiarita che vanno gestite e personalizzate da ogni singolo utente secondo il suo modo di lavorare. E rivolto ad un utenza esperta e che preferisce mettere le mani sulla funzionalità quindi non va cosiderata come una mancanza da parte dell azienda ma un vantaggio per chi lo acquista. EKS comunque fornisce sul suo sito delle mappature base gia per molti software. Nella pagina dedicata ai software di terze parti troverete sia le indicazioni sul come collegare otus, sia sul come effettuare il setting, ed in fine quando richiesto anche dei file di mappatura base tipo i .TSI per TRACKTOR 3 o PRO , o gli XML per VIRTUAL DJ , o per altri software tipo DECKADANCE o MIX VIBES.

:: COME FUNZIONA ?  ::

L’ innovazione proposta da EKS con OTUS sta nel concetto di DualControl, un unica superficie, che controlla due o più deck. L’unica evidenza che indica in quale dei due si sta operando è il colore della retroilluminazione, che cambia da arancione in verde a seconda del deck attivo in quel momento. Spiego meglio questo concetto. E come avere  due superfici distinte e separate. Solo che avendo la stessa superficie e gli stessi tasti sono stati sovrapposti. L’utente è in grado di scegliere quali comandi tenere condivisi su entrambe i deck e quali invece assegnare a uno o all’ altro.

Diventa fondamentale prevedere uno schema con cui lavorare. Bisogna capire di cosa si ha bisogno e di come lo si vuole fare funzionare.

Per esemplificare questo concetto userò delle funzioni comuni a tutti a i programmi.

Per esempio browsing, nella sua funzione base, quindi una lista di cartelle e il loro contenuto, e i due PLAY. Per comodita useremo i due jog ad angolo in basso. Quello di sinistra lo chiameremo JOG SW (Sud-West) mentre quello a destra JOG SE (Sud Est). L’ azienda gli ha chiamati così, usando i punti cardinali e quindi seguo l’ esempio. Di solito la lista delle cartelle che hanno origine dalla ROOT (C:/), più le varie cartelle virtuali o le play list, stanno a sinistra, quindi alla navigazione su questa lista assegneremo la funzione di scorrimento up/down del JOG SW, con la rispettiva funzione presente in ogni software. L’ espansione delle cartelle di solito avviene in automatico, ma non sempre e quando vogliamo aprire una sottocartella ci serve un tasto per fare si che la visualizzazione ad albero si espanda. Niente di più semplice. Il Jog ha anche la funzione PUSH e quindi se ruotato scorre, se premuto espande. Man mano che le cartelle scorrono, nella finestra di destra visualizzeremo il contenuto della cartella.

Ora assegnamo al JOG SE la funzione di scorrimento up/down per la finestra di destra, quella dei file. Per dirgli dove caricare il file selezionato, abbiamo più possibilità offerte dai vari software. E qui è l’ esempio lampante di quanto spiegato prima, dove la preferenza dell’ utente è quella che fa la differenza.

PRIMA OPZIONE : premendo il JOG SE si conferma il caricamento della traccia selezionata sul deck attivo in quel momento. Quindi se il controller è arancione carica sul deck di sinistra se invecie è verde carica sul deck di destra.

SECONDA OPZIONE : La pressione del JOG SE attiva il preascolto della traccia. Sara quindi necessario mappare due tasti supplementari per dirgli se caricare la traccia sul deck A o sul B. Quali ? Dipende solo dalla preferenza dell utente.

Ci sono altre opzioni per fare la stessa cosa, ma elencarle tutte creerebbe confusione. Quindi credo che quanto scritto sia sufficiente a capire che potersi personalizzare il controllo è uno degli aspetti più interessanti di questo prodotto. Che si adatta alle esigenze e preferenze di ogni singolo utente.

Ora passiamo al PLAY, per mapparlo sarà necessario ricorrere al midi learn disponibile nei vari software. Selezionando il deck Arancione, che di default trasmette nel canale midi uno e premere il tasto PLAY, la stessa oprazione ma su una nuova midi action va effettuata con il canale midi 2 ( verde ) attivo. Grazie ai nuovi midi drive è possibile assegnare a un deck o all’ altro nel controller un canale midi a scelta tra quelli disponibili cosi che il nostro software possa venire controllato anche da controller aggiuntivi senza rischio di sovrapposizioni o conflitti nel protocollo midi.

:: CONSIDERAZIONE ::

Personalmente credo che per affrontare questo controller bisogna attingere alla propria esperienza di dj ed essere sufficientemente aperti a sperimentare. Una buona dose di ore di test per prendere la confidenza necessaria soprattutto allo switching tra i due controller, o tra i due deck sovrapposti è indispensabile. Quindi essere legati al concetto di mixing digitale come lo si è visto o fatto fino ad ora, risulterebbe un freno alle enormi possibilità offerte da questo prodotto. Non è un prodotto per Dij alle prime armi in quanto necessita avere pardonanza perfetta di quello che si sta facendo. Ed il livello di concentrazione deve essere nettamente superiore a quello necessario durante l’ utilizzo di console all in one o doppie cosole a singolo deck. Va ricordato che ogni singolo ha tasto ha minimo due funzioni, è quindi fondamentale sapere quando lo si preme, cosa farà e su che deck. L’ immagine pubblicitarie di EKS  con il dj che usa le mani e due piedi a forma di mano è paradossale, ma allo stesso tempo realistica (Vedi in testa alla recensione). Durante i test in external mixing mi sono trovato più volte ad avere le bracccia incrociate con la destra sul mixer e la sinistra su OTUS posizionato alla mia destra. Oppure con le mai impegnate sia sul mixer che su OTUS, in contemporanea.

Contrariamente a quanto avevo programmato, ed essendo un concetto chiave per l’utilizzo su qualunque software, la prima funzione generica di cui voglio fare l’ aprofondimento è proprio lo switching da un deck all altro.

:: LO SWITCHING .. IN PRATICA ::

Questo è il concetto chiave su cui l’ intero controller funziona. Si tratta del pulsante centrale in basso. Ha due modalità di lavoro. La pressione ed il doppio click. Con un doppio click si effettua il cambio permanete del deck. Esempio: è Arnacione si preme due volte diventa verde e da quel momento lavorera sul verde. Per tornare alla posizione iniziale (Arancione ) serve nuovamente effettuare un doppio click.

Qualcuno potrebbe pensare perchè non il singolo click ? Dopo averlo usato anche nei miei live vi posso assicurare che con il doppio click si ha la certezza dell’ operazione che si è effettuata, confermata anche dal colore del controller. Con un click singolo si rischierebbe erroneamente di attivare il deck sbagliato e di effettuare operazioni, tipo uno stop nel deck sbagliato. Con il conseguente e possibile blocco della musica.

Una lancia, la spezzo dopo ore di utilizzo, sul fatto che, premendo i pulsante di switching una sola volta, e mantenendolo premuto si è in grado di operare sul altro deck ritornado a quello attivo al rilascio del pulsante.

Inizialmente mi sembrava un impiccio, usandola mi è capitato piu volte di usare un effetto nel deck che stava entrando, e di avere la necessita di variare l’ effetto in quello uscente. Effettuare questa operazione in rapidità sarebbe impossibile se questo tasto non fosse stato ideato in questo modo.

Un ultima considerazione che farei su questo specifico controllo è: Va mappato oppure no nel software ? E’ facoltativo… se avete la necessita che nel software sia indicato il deck su cui state operando potete mapparlo. Ma vi assicuro che dopo un po che lo si usa non darete importanza a questo aspetto dei software, ma a darvi questa indicazione sarà semplicemente il colore di OTUS al momento dell azione. Indipendentemente dal software che usate l’attenzione sara rivolta esclusivamente al controller, e ricorrete al video solo per caricare o selezionare le tracce e per poche altre funzioni.

:: MAPPATURE GUIDA ::

Come gia indicato la peculiarità di questo prodotto sta proprio nel crearseli. Esistono comunque delle mappature guida sul sito www.eks.fi per gli utenti registrati. La mappatura ufficiale per VirtualDJ in internal mixing disponibile in un file .XML con un PDF per una comprensione immediata è stata realizzata da DigitalJockey.it ed è scariocabile dal sito di eks. La Native Instruments ha proposto una serie di mapping sia per Tracktor 3 che per Tracktor Pro nelle varie configurazioni Internal o External Mixing a 2 o a 4 deck, emulando il pdf di spiegazione come da noi proposto. Altri software hanno fatto lo stesso e personalmente mi fiderei solo delle mappature suggerite da eks nel sito ufficiale. Tra l’ altro contollandole e personalizzandole. La pagina da visitare è quella relativa al software di terze parti : http://eks.fi/index2.php?p=support&o=Otus

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:: INTERNAL O EXTERNAL MIXING ::

La domanda INTERNAL o EXTERNAL MIXING sembra banale, ma credo necessita un piccolo approfondimento. Quello che si puo fare e quello che è meglio fare sono due due questioni che possono assumere posizioni diametralmente opposte. Quindi dico la mia, ma c’è chi può avere altre opinioni. Un controller del genere usato in internal mixing e come usare una Ferrari per andare a fare un rally.

Per la sua natura professionale il contoler va accoppiato ad un mixer. Non avendo controlli a slitta per i volumi dei canali. Controllare il volume con i potenziometri rotativi si puo fare, ma non e certo il massimo. In precedenza mi sono espresso segnalando che la RANE come la VESTAX o la PIONEER gia hanno prodotti con i volumi a controllo rotativo. Ma si tratta di manopole con una dimensione superiore al normale, ed appositamente studiate per questa funzione. Su OTUS si tratta di assegnare a due normali knob questa funzione per cui non sono stati progettati. Meglio un buon mixer affianco e lasciare ai controlli disponibili su OTUS la gestione di effetti o altre funzioni del programma, e al mixer, che tra l’ altro non è sottoposto ai ritardi delle latenze se pur basse, il compito di regolare i volumi, e i tagli di frequenza.

Pensavo di avere maggiori elementi comuni per fare un unica recensione, ma mi sono e mi sto rendendo conto che con ogni software si ha un esperienza e una sensazione diversa e quindi ho smontato parte della bozza per suddividerla in più articoli che compariranno nella sezione tutorial, divisi per software.

 

Il primo che mi sento di fare e: OTUS Vs. TRACKTOR PRO in external Mixing, visto che è quello che sto usando principalmente abbianto a OTUS e che meglio ho avuto modo di approfondire e provare anche durante i miei live.

Seguira a breve: OTUS Vs. VirtualDj 5.2 dove mostrerò, con video e immagini come lavorare in modalità internal mixing.

Per entrambe ho creato delle mie mappature specifiche che saranno linkate nell’ articolo e quindi le recensioni saranno composte da: una sezione che spiega l’ installazione, da un altra dove c’è un tracciato del mapping usato. Da alcuni video dimostrativi. E da immagini. Naturalmente arrichite da qualche considerazione. Senza la pretesa di essere dei veri tutorial. Ma senz’altro saranno utili a comprendere e valutare la versatilità del prodotto. Ho la possibilità di testarlo anche con altri software, e quando avro il tempo pubblicherò degli articoli anche per altre configurazioni.

:: CONSIDERAZIONI ::

Piu che una considerazione è una nota da fare. Nel mio sistema, cosi per com’ era configurato ho riscontrato un incompatibilità di IRQ con i controller della linea Nano di Korg. Tenete conto quindi di questo particolare se intendete utilizzarlo con altri controller in parallelo, eventuali instabilità del sistema devono essere ricercate in questo tipo di conflitti, assegnando quindi delle IRQ differenti a prodotti che creerebbero instabilità al sistema. L’ utilizzo dei cavi USB forniti da EKS da maggiori garanzie di funzionamento. Come molti altri controller l’instabilità puo dipendera da tipo di cavo utilizzato, oltre che dalla porta USB utilizzata per colegare il controller.

:: RINGRAZIAMENTI ::

Thanks To : EKS Finland : per averci concesso questa esclusiva e questa possibilità.

 DigitalJockey.it Staff per il supporto e la fiducia concessa.

 

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