Jammin Pro Pk25 & Pd12 – Recensione

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18/10/2012 – La Jammin Pro si lancia sul mondo dei controller sulla scia di Akai e Korg, inserendo nel loro ventaglio di prodotti due controller midi utilizzabili sia per produzioni che per live performance: vediamo di descriverne un po’ le caratteristiche e le peculiarità.

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Iniziamo dalla Pk25, una vera e propria tastiera a 25 minitasti (due ottave) sensibili al tocco con la possibilità di selezionare 4 curve di velocity (ossia la sensibilità dei tasti) e ovviamente la possibilità di spostarsi tra più ottave con due tasti dedicati: si può scendere o salire di due ottave, raggiungendo quindi complessivamente una scala di 4 ottave disponibili; la posizione delle ottave è indicata da led verdi posizionati sotto ai due tasti. Viste le dimensioni contenute del controller (340 x 100 x 32 mm e 342g di peso) la classica rotella a molla per la variazione del pitch sulla nota è stata sostituita da due tasti, che si illuminano alla pressione degli stessi. Sono inoltre presenti due tasti dedicati per l’editing e la modulazione, e una praticissima rotella a scatto che permette di spostarsi tra una scena o un’altra, o tra uno strumento e l’altro, ovviamente in base al software che decidiamo di usare. È presente nella confezione un software di editing dei comandi, quindi il controller è completamente mappabile a seconda dell’uso che ne vogliamo fare; è completamente plug&play, basta collegarlo e viene subito riconosciuto dai principali software di produzione musicale.

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Per quanto riguarda invece il Pd12, ci troviamo di fronte ad un controller formato essenzialmente da 12 pad sensibili al tocco e con una cornice luminosa che facilita l’individuazione durante l’utilizzo soprattutto in ambienti poco illuminati; la sensibilità dei pad è piuttosto buona e le loro dimensioni permettono un buon utilizzo del controller, soprattutto poiché chi usa questo tipo di prodotti ha bisogno di reattività e velocità nell’utilizzo con le dita. Il tutto è impreziosito dalla possibilità di customizzare come nel Pk25 la curva di sensibilità dei pad. Nella parte sinistra del controller, sono presenti 6 tasti dedicati al transport (play, stop, record, avanzamento o arretramento veloce e loop), ma ovviamente completamente rimappabili con il software dedicato incluso nella confezione. È presente poi un comodo fader per l’impostazione di effetti sui vari pad, e due tasti dedicati per programmare eventuali ulteriori modulazioni; si chiude con la presenza del tasto “scene” che permette di spostarci tra 4 diverse scene indicate dai rispettivi 4 led verdi. Le dimensioni sono le stesse del Pk25 ad eccezione del peso che in questo caso è di 460g; e ovviamente anche in questo caso il controller è plug&play ed autoalimentato via usb.

Ci troviamo quindi di fronte a due prodotti sicuramente non innovativi visti i precedenti di casa Korg e Akai, ma sicuramente efficaci e tutto sommato ben realizzati; da segnalare anche l’idea di staccare dai colori classici con un rosso acceso che regala ai due controller un tocco di stile in più. Probabilmente due prodotti che si rivolgono più a producer che a dij (eccezion fatta per il Pd12 che può essere efficacemente utilizzato con software di mixaggio soprattutto per lanciare campioni), ma viste le dimensioni ridotte e i prezzi contenuti sono sicuramente due accessori che possono incentivare di gran lunga la creatività di ogni appassionato di musica digitale. Personalmente ho preferito il Pk25, leggermente più preciso nelle dinamiche dei tasti; ovviamente non sono comunque da sottovalutare pure i pad del Pd12, ma paragonandolo ai suoi simili di Korg e Akai, qualche differenza la si può forse notare: di sicuro però i contorni illuminati di arancione danno una marcia in più rispetto al Korg Nanopad2 ma non rispetto all’Akai Lpd8 (poiché anch’esso presenta le cornici dei pad illuminate d’arancione).

Complessivamente ribadiamo la buona qualità di questi due nuovi prodotti di Jammin Pro, azienda che non si contraddistingue certo nei controller (appunto questi due sono i primi nati) ma che sia per il Pk25 che per il Pd12 non trascura certo una ricerca dei particolari unita all’essenzialità che i controller di queste piccole dimensioni richiedono; ne scaturisce poi un buon rapporto qualità-prezzo (su djpoint.net il prezzo di listino è di 70€ cadauno) che fa di questi due prodotti un’ottima occasione per ampliare le capacità produttive e i virtuosismi durante le live performance dei digital jockeys.

Per informazioni: http://www.jamminpro.net/product_controller.html

Review by Püz from The Bedroom Boys (DigitalJockey Lab Ferrara)

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