Pioneer DJM-900SRT – Recensione

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La principale novità di Serato DJ 1.5 è stata l’implementazione del DVS, Grazie a questo nuovo mixer di Pioneer potremo utilizzare Serato DJ senza schede audio aggiuntive con i giradischi o i cdj in timecode.

Il Mixer Pioneer DJM-900SRT

djm-900srt_top_low_mediumA livello estetico non si notano grandi differenze rispetto al già conosciuto DJM-900 Nexus questo perchè, fondamentalmente, si tratta della stessa macchina. La differenza fondamentale possiamo riassumerla in due punti:

  • Compatibilità con Serato DJ
  • Ingressi Phono su tutti i canali

Esteticamente troviamo la stessa veste grafica del predecessore (che continua ad essere in commercio) con delle piccole variazioni nei colori; infatti troviamo i cap dei fader di colore argento anzichè nero, la cornice del display degli effetti dello stesso colore e tutti i led che prima erano arancioni (CUE, EFX ecc.) hanno cambiato colore diventando blu e associandosi molto più allo stile del software per cui questo mixer è nativo.
Debbo dire che questa variazione di colore è piacevole e si abbina molto di più esteticamente anche ai nuovi CDJ di fascia PRO di Pioneer (parliamo dei CDJ 900 e 2000 Nexus).

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Le caratteristiche tecniche sono le medesime del 900 Nexus: ci troviamo difatti davanti ad un mixer a 4 canali, con 2 canali microfonici dedicati di riferimento per questa fascia di prodotto sia per la qualità audio che per quella strutturale.

Il mixer ha una scheda audio a 4 ingressi e 4 uscite stereo commutabili sui 4 canali del mixer sia su ingressi phono che su ingressi line per ciascuno dei canali indipendentemente.

La qualità della scheda audio è quella a cui ci ha già abituato Pioneer sui suoi prodotti PRO; infatti viene dichiarata una frequenza di campionamento pari a 24 bit @96 KHz più che sufficiente per qualsiasi tipo di collegamento in ogni club del mondo.

Le Connessioni di Ingresso ed Uscita

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Oltre alle connessioni in ingresso analogiche di cui abbiamo già parlato, pari a 4 line e 4 phono, il DJM-900SRT è in grado di accettare anche connessioni in ingresso ed in uscita digitali su cavo coassiale, infatti è dotato di 4 input ed un output stereo SPDIF.

Per quanto concerne invece le uscite troviamo un’uscita Master Out stereo con connessioni bilanciate XLR e sbilanciate RCA, un’uscita record su connettori RCA ed un’uscita booth su connettori bilanciati TRS (jack da 6,3 mm) anche queste uscite sono stereo.

Troviamo inoltre anche le connessioni Send e Return, anch’esse stereo, per collegare una periferica esterna per gli effetti (come ad esempio le unità RMX-1000 o RMX-500 della stessa casa).

Il DJM-900 gestisce indipendentemente anche due ingressi microfonici questi però hanno in comune la gestione della regolazione dei toni anche se hanno la gestione dei volumi separata.

Per quanto riguarda le connessioni dati invece troviamo sul pannello posteriore il connettore pentapolare per l’uscita MIDI, la porta RJ45 per connettersi, tramite cavo ethernet, al sistema Rekordbox con altri cdj (fino a quattro) e, sul pannello superiore, la porta usb per la connessione al pc per la scheda audio.

La posizione di questa porta ha destato, fin dall’ingresso del DJM-850 prima e del DJM900 poi, non poche perplessità ai vari appassionati del settore. Io la reputo una scelta azzeccata proprio per la destinazione classica che ha questo mixer: il club.
Quando ci troviamo ad “affrontare” la consolle già installata in un club la cosa più scomoda da fare è proprio cercare e cambiare i collegamenti al mixer e, se questo ha una scheda audio, collegare il cavo usb nel pannello posteriore non è proprio la cosa più semplice. Pioneer ha pensato anche a questo, posizionando la porta della scheda audio sul pannello superiore, a portata di mano di chiunque e progettando il pannello posteriore in modo tale da poter effettuare collegamenti “alla cieca” visto che i connettori di ingresso si trovano in diretta corrispondenza di ogni canale del mixer.

L’altra comodità è nel selettore degli ingressi di ogni canale: a dispetto del DJM-900 Nexus, posso gestire qualsiasi tipologia di ingresso (Digital/Phono/Line/USB) indipendentemente per ogni canale, senza vincolare le abitudini che ognuno ha, l’unico vincolo rimane per i canali predefiniti delle usb, in collegamento con il software proprietario (Serato DJ): in questo caso mi trovo a dover gestire i quattro deck nel modo “classico” del controllerism, trovo infatti, da sinistra verso destra, Deck 3 – Deck 1 – Deck 2 – Deck 4 ma questo rientra anche nell’immediatezza di utilizzo a cui ci ha abituato Serato e non la trovo una grande limitazione.

La Gestione degli Effetti

Il DJM-900SRT ha un DSP interno che vanta 13 BEAT FX assegnabili per canale per un mash-up della musica sincronizzato a BPM come Delay, Echo, Spiral, Reverb, Filter, Flanger, Roll e Reverse Roll. Tutti questi effetti possono essere gestiti sia dall’apposito knob che dall’XPAD, infatti usando questo pad si possono attivare i BEAT FX regolando nel contempo i parametri, il tutto con un solo dito.
Oltre al Beat FX nel DJM-900SRT troviamo anche un Sound Colour FX con sei effetti: Filter, Crush, Noise, Space, Dub Echo, Gate/Comp. che possono essere miscelati insieme ai vari Beat FX.

L’Utilizzo con Serato DJ

In precedenza, per utilizzare un software per il timecode della casa neozelandese Serato, bisognava essere in possesso solo di una scheda audio dedicata (una della serie Rane SL) oppure di un mixer del produttore americano Rane.

Con l’avvento di Serato DJ 1.5 ora è possibile poter utilizzare direttamente il Mixer Pioneer DJM-900SRT senza schede aggiuntive, questo ne semplifica molto l’utilizzo, non dovendo connettere nulla oltre che i classici giradischi o cdj direttamente al mixer e, con un solo cavo usb il mixer al pc per essere subito operativi.

Una volta installati i driver (scaricabili dal sito di supporto di Pioneer) la scheda audio del mixer viene correttamente riconosciuta e si può avviare Serato DJ, questo riconosce immediatamente il mixer e permette l’utilizzo del software fino a 4 deck (possiamo sempre scegliere di utilizzarne e visualizzarne anche solo due).
Dalla schermata di configurazione si può procedere alla calibrazione dei vari deck collegati (sia giradischi che cdj) e si è pronti per l’utilizzo del software.
Come già ci ha abituato, Serato DJ è semplice, immediato ed intuitivo e l’utilizzo con il DJM-900SRT lo rende ancor più semplice.
Nulla ci vieta, inoltre, di poter collegare invece che dei giradischi o dei cdj in timecode anche dei cdj in HID compatibili, come il CDJ900, il CDJ2000 o il CDJ2000 nexus oppure un controller aggiuntivo come il DDJ-SP1 per un’esperienza di missaggio ancora più immediata e produttiva.

Il Video della Prova con il DDJ-SP1

 

Conclusioni

Come già con il precedente modello, Pioneer ci ha abituato a prodotti di qualità professionale che valgono tutti i soldi richiesti per acquistare una macchina come il DJM-900SRT. Inoltre con la compatibilità con il software Serato DJ sicuramente li ritroveremo nei banchi delle consolle dei club più blasonati.

Ringraziamenti:

Goody Music di Roma per la disponibilità di sala prove e prodotto.

Recensione a cura di Sasa dj

Informazioni sul prodotto: sito ufficiale Pioneer dj

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