Image-Line Fruity Loops Studio 8 – Recensione

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Per una volta lasciamo da parte i software di digital mixing per parlare di uno degli strumenti più conosciuti per la creazione di loop e campioni, ma non solo, Fruity Loops Studio 8 che la Image-Line ci ha messo gentilmente a disposizione per realizzare questa dettagliata recensione realizzata da Püz from Bedroom Boys.

Fl Studio è un completo sistema di produzione musicale che comprende funzioni di registratore multitraccia, sequencer e mixing per la creazione professionale di brani o parti di essi (loops). Attraverso la possibilità di applicare effetti VST in tempo reale, una qualità a 32 bit con sofisticati algoritmi di interpolazione, pieno supporto di Direct Sound e Asio, oltre ovviamente ad un avanzato supporto MIDI, con FL Studio ogni stile musicale è possibile. Brani e loops possono essere esportati in formato .wav, .mp3, .ogg, o MIDI, a 16 o a 32 bit.

L’architettura aperta di questo software permette l’utilizzo di una moltitudine di strumenti virtuali (sia proprietari che in VSTi) ed ovviamente effetti (anche in questo caso sia proprietari che non), ed inoltre la possibilità di collegare in ReWire (praticamente sincronizzare virtualmente) altri software che supportino questa funzione, oltre ovviamente a FL Studio stesso.

Un avanzato sequencer permette un veloce accesso alla creazione di realistici loops, per la realizzazione delle proprie tracce, oltre che ad un avanzato metodo di composizione strumentale, attraverso piano roll, arpeggiatori, o tradizionale composizione tramite tastiera, oltre ovviamente alle proprietà per ogni elemento come cutoff, resonance, pitch, panning e molto altro.
Possibilità di registrazione multitraccia audio live, impreziosita dal controllo dei movimenti dei parametri degli strumenti, e con l’automazione attraverso l’editor degli eventi.

Un più che completo mixer da 68 tracce (64 insert e 4 send) che supportano 8 effetti per traccia, con la possibilità di mandata per ogni traccia e un integrato equalizzatore parametrico, volume e panning per ogni singola traccia.

Una moltitudine di strumenti ad alta qualità è integrata nel pacchetto: WaveTraveller (synth di “distorsione” d’onde), Sampler, TS404 (il popolarissimo synth di proprietà Roland), 3xOSC (subsynth), Plucked! (plucked strings), MIDI Out, DX10 (FM synth), Scratcher (simulatore di scratch con giradischi), Wasp (demo), SimSynth Live (demo), e tanto altro (ovviamente con la possibilità di aggiungere altri VST); in più i nuovi Synthmaker, Morphine, Poizone2, Slicex, Toxic Biohazard, e molto altro ancora.
Inoltre è presente un completo set di effetti ad alta precisione e qualità, sia per il mastering che per i singoli strumenti: 2 tipi di riverbero, 2 efficaci compressori, un equalizzatore parametrico, un distorsore, un phaser, un flanger, un bass boost, un delay e tanto altro ancora (ovviamente con la possibilità di aggiungere altri VST).

Ovviamente la maggior parte dei parametri (anche dei plugins VST) è controllabile via protocollo MIDI: è possibile importare ed esportare sequenze e eventi (in file MIDI).

COS’E’ FRUITY LOOP STUDIO 8

Per entrare nello specifico, FL Studio vi permette di caricare strumenti e samples, riprodurli live o manualmente inserendo step-by-step le varie note, registrare da fonti esterne (come un microfono ad esempio) e riprodurre il tutto bilanciandolo attraverso il mixer a 64 canali (aggiungendo anche effetti); il risultato finale verrà poi esportato in uno dei vari formati audio sopra citati.

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La videata principale del software si compone quindi in un numero di finestre (la maggior parte completamente personalizzabili, per quanto riguarda la posizione, le dimensioni, zoom e visualizzazione) le cui principali sono Channels (la finestra dei vari strumenti, che rappresenta una “singola unità di misura” o un singolo pattern), la finestra Playlist (che rappresenta il susseguirsi dei vari patterns), e la finestra Mixer che rappresenta un tradizionale banco mixer con i suoi vari parametri.

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In alto, rimangono i tasti che ricoprono le funzioni principali: “file”, “edit”, “channels”, “view”, “options”, “tools” ed “help”, con a fianco il master volume e il master pan. Proseguendo da sinistra verso destra incontriamo il beat display (che rappresenta il conteggio progressivo dei beat o il minutaggio del pattern\brano), con sotto i tasti tradizionali “play”, “stop” e “rec” (quest’ultimo serve per registrare sia audio, che eventi midi).
Alla sinistra di questi tasti abbiamo due led importanti: “pat” che rappresenta la riproduzione del singolo pattern selezionato, e “song” che riproduce invece tutti i patterns presenti nella playlist. seguono poi l’indicatore di BPM e l’indicatore del pattern selezionato; proseguendo verso destra incontriamo poi i vari meters, indicatori di uso della cpu, e sotto il time ruler (che ci permette di selezionare la divisione della nostra griglia delle finestre).
A seguire poi i tasti di visualizzazione delle varie finestre e alcuni tasti di funzione. (abbiamo tralasciato alcuni led arancioni, posizionati sotto i meters, e gli indicatori di consumo cpu, che ricoprono funzioni secondarie, soprattutto per quanto riguarda la gestione di strumenti MIDI esterni). Sulla sinistra della finestra principale, possiamo trovare il File Browser, un rapido accesso a tutti i nostri progetti, ai samples, ai loops, agli strumenti e agli effetti.

LA FINESTRA CHANNELS

La finestra Channels è formata fondamentalmente dai vari strumenti che si vogliono caricare per generare un pattern: sulla sinistra avremo quindi dei “pulsanti” con il nome dello strumento che abbiam caricato, e a fianco la successione di tasti in beat (4, 8, 16, o il numero che desideriamo impostare) da premere per attivare il suono desiderato (un pò come se avessimo una griglia in quarti, nella quale andiamo a posizionare le battute che vogliamo). E’ come se la finestra Channels rappresentasse un “rack” di strumenti vero e proprio, nel quale sono selezionati i beat, le note o la serie di note che quello strumento andrà a riprodurre.

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Per riprodurre singoli beat basterà cliccare sul tasto corrispondente (step sequencer), se vogliamo invece riprodurre note, basta cliccare sul pulsante in alto a destra della finestra (raffigurante una piccola tastiera di pianoforte), ed in corrispondenza del strumento selezionato si aprirà una tastiera\griglia che ci permetterà di immettere le note desiderate. Ciò impone però che ogni nota abbia la stessa lunghezza in griglia, e non permette il posizionamento di più note sovrapposte (come un accordo, ad esempio); per ovviare a questi problemi dovremmo ricorrere alla finestra Piano Roll che esamineremo più avanti.

LA FINESTRA PLAYLIST

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La finestra Playlist invece, ci permette di mettere in sequenza i vari beat che abbiam creato nella sezione Channels, che vengono visualizzati in blocchi (rettangolini) da posizionare su una griglia, in un’apposita sezione dalla finestra Playlist chiamata appunto Pattern-Block Tracks. c’è poi un’altra sezione della finestra Playlist, chiamata Clip Tracks, dove possiamo posizionare vari tipi di clip, Audio (che possono essere file campioni wave, o vere e proprie tracce wave), Automation (automazioni, quindi sequenze di movimenti di vari parametri di uno strumento o di un effetto applicato ad uno strumento) e infine Pattern Clips (che rappresentano più o meno i Pattern Blocks, ma visualizzati non come “quadratini” ma bensì come forme d’onda). Ovviamente si possono effetture tutte le operazioni di cut&paste, di selezione, di zoom e di cambiamento di colore per visualizzare al meglio le proprie composizioni coi vari comandi presenti nella parte superiore della finestra Playlist.

LA FINESTRA PIANO ROLL

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Anche la finestra piano roll presenta le stesse caratteristiche per quanto riguarda le varie possibilità di cut&paste, zoom, selezione, cambiamento colore eccetera, come d’altronde la struttura centrale della finestra è quella di una griglia dove inserire elementi. Ciò che cambia è che sulla sinistra della finestra abbiamo una tastiera di pianoforte in sviluppo verticale, che ci fa presto capire che ad ogni riga della griglia corrisponde una nota di tastiera (la notazione può essere rappresentata sia dai classici tasti bianchi e neri, sia dalla notazione standard in lettere).
Lo sviluppo orizzontale invece rappresenta la lunghezza delle note che andriamo a posizionare sulla griglia (ovviamente in uno stesso momento temporale, possiamo posizionare più note contemporaneamente, per generare ad esempio accordi o composizioni più complesse); ovviamente ogni nota può essere modificata nella sua lunghezza, spostata sulla griglia, cambiata in ogni momento. Sono presenti poi utili funzioni che permettono di posizionare direttamente arpeggi, accordi, oppure effetti come il “flam” ed il random che permettono di dare più vivacità e di rendere la nostra composizione meno “computerizzata”.
Per ogni nota che andiamo a posizionare possiamo poi cambiare diversi parametri nella sezione sottostante della finestra come la velocity, cut & resonance, pan, oppure creare e visualizzare delle automaziozioni dei vari parametri. Inoltre è importante sottolineare che si possono importare intere sequenze midi, oppure si possono registrare sequenze suonate con tastiere midi e poi si ha la possibilità di correggere note sbagliate, modificarle, ed effettarle in un secondo momento.

LA FINESTRA MIXER

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Non ci resta che fare qualche accenno per quanto riguarda la finestra Mixer, che rappresenta un vero e proprio banco mixer da studio, dove possiamo controllare i volumi (e i pan, nonchè l’equalizzazione) di ogni singola mandata (con un massimo di 64) che assegniamo ai nostri strumenti caricati, con la possibilità di caricare per ogni mandata fino ad 8 effetti diversi. Sono presenti poi 4 send track che possiamo assegnare ad ogni singola traccia del mixer, per assegnare ad esempio gli stessi effetti a tutti gli strumenti che vanno a comporre la batteria o la parte ritmica.
Inutile ormai aggiungere che la gran parte dei comandi può essere automatizzata. Gli effetti del pacchetto che si possono caricare nei vari banchi sono tra i più disparati: dal normale equalizzatore (presente comunque anche nel mixer vero e proprio), al chorus, a vari tipi di delay, al compressore e al limiter, alla distorsione, a vari riverberi, flanger, phaser e vocoder. Oltre a questi è possibile l’utilizzo di effetti vst\dx che si possono caricare e utilizzare in ogni momento.

CONSIDERAZIONI FINALI

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Così come è presente un gran numero di effetti, è anche presente una grande varietà di strumenti che possiamo utilizzare per creare i nostri loop. Sarebbe veramente lungo e difficile descriverli uno ad uno, quindi l’invito (che è un invito generale che facciamo all’utilizzo di tutto il software) è quello di provare e giocare, divertirsi a scoprirne le infinite possibilità e sfumature.

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Come abbiamo poi già accennato, è possibile effettuare registrazioni audio, da sovrapporre e\o affiancare ai nostri loop; possiamo quindi registrare direttamente un giro della nostra chitarra, piuttosto che una voce o qualsivoglia strumento, e inserirlo come file audio nel nostro progetto (anche grazie alle nuove possibilità offerte dall’Edison, sul quale però non ci dilunghiamo); possiamo registrare delle sequenze suonate con uno strumento midi, che riproduce i suoni di uno strumento caricato nella nostra finestra Channels; possiamo registrare sequenze di automazioni muovendo e modificando i vari parametri degli strumenti o degli effetti, anche attraverso l’utilizzo di un controller midi; possiamo utilizzare il software in re-wire, ovvero inserirlo come se fosse un intero macro-strumento in altri software di composizione musicale (quali Live, o Reason), e farli comunicare, oppure come se Fruity Loops fosse inteso come un macro VST da un altro software.

I nostri file poi, possono essere esportati in ogni tipo di formato (Audio in wav mp3 e ogg, e ovviamente nel formato midi), con la possibilità poi di dividere in file diversi ogni traccia del mixer, oppure di salvare informazioni addizionali compatibili con il software Acid (molto utile poi nell’importazione, se vogliamo dare una ripassata finale al nostro file).

Queste in breve sono le caratteristiche di questo grande ed ottimo software di creazione musicale, che ha fatto grandi passi avanti rispetto le prime edizioni; ora l’interfaccia è notevolmente migliorata, sono decisamente aumentate le potenzialità creative sia grazie alla possibilità di interfacciare strumenti midi, sia per la completa possibilità di controllare la gran parte dei parametri, ed inoltre non si può dimenticare di citare le svariate possibilità di combinazioni creative offerte da tutti gli strumenti e dai numerosi effetti. Si rinnova il consiglio di giocare molto con questo software, di esplorarne le varie possibilità: questo è molto semplice proprio grazie alla struttura molto intuitiva e versatile di questo software, che è l’unica caratteristica (e forse la fondamentale) rimasta invariata durante lo sviluppo delle varie edizioni.

By Püz (Bedroom Boys) – www.vostok1.orgwww.bedroomboys.cjb.net