Stanton SCS.3 System – Recensione

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In prova il sistema di controllo touch per software per mixare di Stanton, SCS.3 System.

Con vero piacere vi illustriamo il controller di Stanton, l’SCS.3 (pacchetto completo composto da 3 controller utilizzabili anche separatamente, con due unità SCS.3ds o Da Scratch, e una unità SCS.3m), che si presenta come un controller dall’approccio davvero differente rispetto a tutti gli altri precedentemente usciti sul mercato. La sua principale caratteristica risiede appunto nella nuova tecnologia StanTouch®: a parte i 4 tasti transport (play, cue, sync, tap) situati nella parte inferiore delle due unità deck, tutti gli altri controlli presentano la tecnologia touch, ovvero a sfioramento, sia per quanto riguarda tasti veri e propri, sia per quanto riguarda fader che per le jogwheel. La vera innovazione applicabile attraverso questa tecnologia è il multitouch, ovvero la possibilità di pilotare ovviamente più controlli allo stesso tempo, ma anche lo stesso fader toccandolo in due punti conteporaneamente: questo a livello pratico permette un qualcosa di veramente innovativo che non risulta possibile con nessun altro controller o mixer-deck analogico, ossia la possibilità ad esempio di effettuare kill repentini sulle frequenze del mixer, o anche rapidi passaggi di cut con il crossfader.

 

690x531-images-stories-Stanton-scs3-001Le unità non presentano quindi nè fader fisici, nè knob veri e propri, nè particolari pulsanti (a parte come abbiamo già detto, quelli di transport, che sono stati saggiamente pensati come veri e propri pulsanti che richiedono una precisione perfetta ed un tocco reale); questo rende le tre unità e quindi anche il pacchetto completo un oggetto piatto e compatto, davvero bello da vedere, unitamente al gran numero di led presenti che impreziosiscono il tutto oltre ad avere un indispensabile valore funzionale. I led restituiscono infatti un perfetto feedback delle azioni che si vanno a compiere nelle sezioni touch, rendendo così molto più autentico il feeling con questo controller.
Il tutto è stato pensato e realizzato in stretta sinergia con Traktor, e non a caso il pacchetto è venduto in bundle con Traktor Pro LE: i controlli delle unità sono infatti corrispondenti alle varie funzioni del software in bundle, e non a caso con SCS.3 la possibilità di controllare 4 deck è veramente immediata: switchando le varie singole unità, è possibile controllare normalmente i due deck A e B, ma anche C e D sia per le unità deck che per l’unità mixer. Passiamo ora ad una descrizione più dettagliata delle unità che compongono il controller.

SCS.3ds, l’unità deck

L’SCS.3d anche chiamata DaScratch®, è l’unità deck, e comprende quindi tutti quei controlli dedicati alla parte deck del software; oltre ai già citati pulsanti play, cue, sync e tap situati nella parte inferiore dell’unità, troviamo un ampio jogwheel con tecnologia touch pad, pieno di sensori che permettono un feeling realistico e un immediato controllo del software.

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Attorno alla wheel troviamo 4 tasti multifunzione, e nella parte superiore invece due slider e 6 pulsanti che controllano le macro azioni di tutta l’unità: vinyl, deck, loop, trig, eq e fx. Azionando quindi questi tasti, potremmo controllare i parametri delle relative funzioni, tramite la jogwheel, i 4 pulsanti multifunzione attorno ad essa, e i due slider.

Nella modalità normale DECK, lo slider GAIN controlla ovviamente il guadagno del deck, mentre lo slider PITCH, la velocità del brano; la jogwheel nella parte esterna ci permette di scratchare come se utilizzassimo un vero jog o un vinile (con tanto di led esterni che seguono il movimento del nostro dito), mentre nella parte centrale possiamo effettuare uno scratch in forward e backward. In modalità EQ, la jog si divide in tre settori verticali, dove possiamo controllare come se fossero dei slider i tre classici parametri di equalizzazione: a sinistra le basse frequenze, al centro le medie e a destra le alte (anche in questo caso, tre file di led visualizzano il livello del parametro che andiamo a modificare). In modalità FX, avremo sempre la stessa divisione della jog in tre settori verticali che si trasformano in slider per controllare il valore dei parametri dei tre effetti, mentre i due slider superiori ci permettono di alterare il dry\wet dei 3 effetti (lo slider GAIN) e attivare il rack di effetti 1 e\o 2 di Traktor (lo slider PITCH, sfiorando la parte superiore e\o inferiore dello slider).

La modalità LOOP mantiene la divisione in tre parti della jog con le seguenti funzioni: sfiorando la parte centrale avremmo l’attivazione e disattivazione del loop, mentre sfiorando la parte sinistra andremo a diminuire la lunghezza del loop e sfiorando la destra lo aumenteremo. Infine la modalità TRIG che divide la jog in vari settori su cui è possibile utilizzare diversi hotcue; c’è da sottolineare che si sta pensando all’ipotesi di affiancare o sostituire la mappatura di questa funzione con una che permetta di utilizzare la jogwheel per scorrere il browser e caricare i brani nei diversi deck. Infine il tasto DECK ci permette di switchare i controlli dal deck A al deck C del software.

Ovviamente stiamo descrivendo la mappatura standard offerta da Traktor, ma nulla vieta di andare a modificarla, essendo l’SCS-3 un controller midi a tutti gli effetti, e quindi ogni suo controllo è completamente ri-assegnabile a qualsiasi funzione dei software (è già stata sviluppata una mappatura completa per Virtual DJ, e anche gli altri software di mixaggio stanno comprendendo l’SCS.3 tra le loro mappature). Come detto prima, tutte le funzioni sono applicabili a uno o l’altro deck: se si utilizza una sola unità SCS3d si potrà effettuare uno switch tra deck A e deck B, mentre con l’utilizzo del pacchetto completo, una unità potrà switchare tra i deck A e C, e l’altra tra i deck B e D.

SCS.3m, l’unità mixer

Questa unità incorpora tutte le funzioni tradizionali di un mixer a due canali, ma come già accennato, con la possibilità di switchare i singoli canali per il controllo completo di Traktor a 4 deck. I fader sono tutti StanTouch®, e quindi controllabili a sfioramento, sia per quanto riguarda i fader di volume dei deck, il crossfader, e anche per quanto riguarda la sezione equalizzazione, oltre ai due fader orizzontali per il controllo del gain dei canali.

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Tutti questi controlli come già accennato, sono multitouch, ed è quindi possibile toccarli contemporaneamente in due punti per passare rapidamente da un valore all’altro del parametro; ciò significa riuscire a passare rapidamente da un punto all’altro del crossfader e sui fader del volume ed effettuare kill rapidissimi sulle frequenze.

Unita a questa particolarità che rende sicuramente unica nel suo genere l’SCS.3m, c’è anche la possibilità di controllare gli effetti del software, semplicemente switchando tra la modalità EQ ed FX: in questo modo, i tre controlli che prima pilotavano i parametri dell’equalizzazione, ora controllano i parametri dei tre effetti, e ciò che prima controllava il gain dei deck, ora controlla il dry\wet del banco effetti; ovviamente il tutto è pensato in maniera intelligente, nel senso che switchando tra le modalità, non andremo ad alterare i valori dei parametri dell’altra, che rimarranno memorizzati.

Appena sopra il crossfader, ci sono poi i tasti dedicati al preascolto, mentre a fianco dei due controlli del volume, tre tasti a sfioramento controllano i kill delle frequenze nella modalità EQ, e l’attivazione dei tre effetti nella modalità FX (più un quarto tasto da ambo le parti, che resetta i valori dei parametri). Il tutto è ovviamente impreziosito dai led che completano l’unità e che restituiscono benissimo il feedback delle azioni che si compiono, oltre che essere molto utili per individuare le modalità selezionate (EQ o FX), e le posizioni dei valori dei vari fader.

 Conclusioni: pro e contro del primo e vero controller
dal feeling “touch”

Il feeling provato testando questo innovativo controller di casa Stanton è quello di un attitudine delicata, ma non per questo meno immediata: tutti i controlli touch rispondono benissimo al tocco e all’azione, e il tutto è visibile attraverso i led che facilitano tra l’altro l’utilizzo in condizioni di scarsa luminosità, e fanno sicuramente di questo controller un oggetto veramente bello da vedere, unitamente alla compattezza del pacchetto (le tre unità si uniscono tramite magneti, e rimangono unite abbastanza solidamente tra loro; inoltre i vani posteriori delle unità si possono aprire, e oltre ad effettuare i collegamenti usb, contengono pure i cavi, in modo da ridurre al minimo gli spazi e l’ingombro di cavi tra le unità). Il fatto poi di poter riuscire ad utilizzare la gran parte delle funzioni di Traktor (transport, effetti, cue point, equalizzazione e loop), e la possibilità di applicare tutto ciò a 4 deck, il tutto in un unico controller estremamente leggero e compatto, rendono l’SCS.3 ancor più eccezionale.
Certo questo rappresenta anche un piccolo contro, perchè prima di trovarsi completamente a proprio agio con questo innovativo controller, bisogna davvero prenderci un po’ la mano, o in questo caso specifico, il dito: la sensibilità dello StanTouch® è davvero alta, ma la lunghezza molto ridotta dei fader spesso li rende difficili da controllare con precisione assoluta ma la funzione multitouch viceversa ci dà quel qualcosa in più che supplisce al discorso appena fatto. Inoltre come dicevamo, risulta un po’ complesso capire sempre quale sia la modalità attivata nelle varie unità, nonostante i led indichino perfettamente la funzione attiva, ma la piccola dimensione dei tasti unitamente ad un uso prolungato durante un djset di ore in condizioni di scarsa luce, rischiano un po’ di far perdere l’orientamento all’utilizzatore che magari si è bevuto anche un paio di gin-tonic. Mi sento quindi di consigliare questo prodotto a quei dj attenti, dal tocco delicato e dal mixaggio morbido, e non di sconsigliarlo, ma di provarlo con curiosità, a quei dj più “smanettoni” e dal mixaggio impulsivo e rapido.

Ringraziamenti

Stanton – www.stantondj.com
Djpoint.net – www.djpoint.net
Luigi Bressan aka Luz DiJ & Cioce (Laboratorio Digital Jockey Ferrara)

Review by Püz (Bedroom Boys)