Modular DJ Software: The One – Recensione

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Dopo una lunga attesa, finalmente, è stato rilasciato il primo software modulare per il DJing: The One. Digital Jockey non poteva astenersi dal provare questo nuovo ed entusiasmante software e, così, ci siamo procurati una copia per poterlo provare nei nostri laboratori.

Introduzione

Perché creare un software modulare per i DJ? Molto semplice! Nella professione di DJ ognuno ha le sue proprie esigenze in termini di utilizzo della attrezzatura usata. Chi usa più di 2 Deck, chi ha necessità di avere particolari configurazioni nel routing audio e chi, semplicemente, ha una sua logica nella disposizione degli elementi visualizzati, tutti cercano sempre di ottenere la massima personalizzazione del software usato. Purtroppo, vuoi per limiti imposti dal programma stesso o per mancanza di elementi disponibili, questo passo risultava difficile oppure impossibile. The One va oltre e permette di creare il proprio setup ideale senza impazzire in giro per il sistema operativo.

Cos’è The One

The One è un software modulare ovvero un software che ti permette di scegliere liberamente gli elementi utilizzati all’interno del software stesso. Questo significa che possiamo scegliere “come” e “cosa” vedere all’interno della schermata principale in base all’utilizzo del momento. Quindi potremo avere più layout d’utilizzo a nostra disposizione da potere richiamare in qualsiasi momento lo vogliamo. Inoltre è possibile creare più percorsi audio e MIDI in modo d’avere sempre il pieno controllo dei nostri set in tempo reale. Ad esempio, se volessimo fare un B2B con un altro DJ usando contemporaneamente una configurazione Internal Mixer ed una External Mixer potremmo farla usando il medesimo computer senza preoccuparci di cablaggi e sincronizzazioni varie. L’unico limite sarebbe il nostro Hardware.

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Com’è fatto The One

Schermata 02 (2 Deck + Mixer + Effetti)

Descrivere le funzionalità e gli elementi che compongono The One non è facile proprio per la sua natura modulare. Le configurazioni sono infinite (limitate solo dalle necessità, dalla fantasia e dal hardware dell’utente finale) e continuamente modificabili. In partenza, al primo avvio, si ha disposizione tre layout predefiniti (2 Deck più mixer, 2 Deck in External Mixer e 4 Deck più mixer) ma se ne possono aggiungere a piacimento tramite l’editor (in fase di prova siamo arrivati a 6 layout ma, volendo, se ne potevano aggiungere altri). Gli elementi utilizzabili (Gear) sono quattro: Player, Mixer, Effect Rack e Browser.

Schermata 04 (4 Deck)

Non ci sono limiti al numero di elementi utilizzati (sempre in fase di prova siamo arrivati a 9 Deck con 9 Effect Rack e 2 mixer) ma, bisogna ricordare, che ogni elemento comporta un peso in termini di risorse di sistema quindi, se vogliamo evitare crash di sistema, è cosa buona non esagerare nell’utilizzo.

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La sezione dedicata al mixer è, a sua volta, configurabile a piacimento. Si possono visualizzare fader, filtri, equalizzatori, crossfader ecc. ecc. in base alle proprie esigenze e/o gusti personali.

La sezione dedicata agli effetti è altrettanto configurabile. Gli effetti a disposizione sono 12 (modulazione, filtri, riverbero, distorsione e modifica del suono) di buona qualità. Si possono aggiungere tutti gli effetti ad un solo banco oppure creare più banchi effetto configurandoli a piacimento.

La sezione del routing audio vede tutte le periferiche audio collegate al momento e permette una libera assegnazione senza obbligare l’utente a creare schede aggregate o simili. Durante le prove sono state utilizzate contemporaneamente 3 schede audio (Apogee Duet 2, Focusrite Scarlett 2i4 e Native Instruments Traktor Audio 2DJ) con differenti elementi assegnati. Tuttavia questo rende il sistema instabile e causa crash quando queste lavorano contemporaneamente su più canali.

Schermata 05 (Routing Audio)

La sezione dedicata al MIDI Mapping prevede diversi controller già pre-mappati più la possibilità di aggiungerne altri a piacimento. Il metodo di mappatura è molto semplice ed intuitivo. Una volta premuto il tasto “MIDI Learn” nel pannello delle impostazioni basta selezionare la funzione che si vuole mappare sugli elementi e poi premere il tasto da mappare sul dispositivo MIDI scelto e l’assegnazione è fatta. Chi ha dimestichezza con la DAW Ableton Live riconoscerà immediatamente il metodo. Durante le prove, siamo riusciti ad ottenere una mappa funzionante in circa mezz’ora su di un dispositivo non pre-mappato.

L’utente ha disposizione un tabella di 16 colori per personalizzare ulteriormente gli elementi utilizzati in modo d’avere un proprio codice colore per lavorare. Ogni elemento può avere il proprio colore (ad esclusione dei banchi effetto che prendono il colore del dispositivo a cui sono collegati) in modo d’aiutare l’utente a non confondersi qualora gli elementi visualizzati siano troppi.

Come funziona The One

Tutte le prove effettuate sono state fatte su di un iMac 27” (Late 2011) con processore Intel i7 quad-core a 3.4gHz di frequenza con 16GB di RAM e con montato sopra MacOS X 10.9.1 Maverick. Sono stati usati vari dispositivi MIDI ed Audio, non è stato possibile testare il programma in live quindi tutti i test sono stati eseguiti in laboratorio.

Va premesso che tutte le configurazioni estreme provate hanno causato dei crash di sistema ma la cosa dev’essere imputata solo ed unicamente alla natura estrema stessa di queste configurazioni. The One, utilizzato “normalmente”, risulta leggero e molto stabile nelle varie configurazioni standard.

The One è un programma molto completo ed intuitivo per il DJing. Una volta “abituati” alla sua natura modulare, diventa subito istintivo nell’utilizzo. Ha tutte tutte le funzioni che troviamo in un programma affine e che ci servono per eseguire un set di qualità. Alcune funzione avanzate, come il campionatore, sono al momento assenti ma la possibilità di decidere il numero e la disposizione degli elementi utilizzabili fa passare in secondo piano tale mancanza. C’è da dire che siamo ancora alla prima release ufficiale del software e non è detto che in un futuro prossimo le poche funzioni mancanti vengano integrate all’interno di The One. Già così, viene offerta una piattaforma lavorativa incredibilmente professionale.

Ogni singolo parametro, ogni singolo elemento di layout ed ogni singola impostazione può essere personalizzato in poco tempo creando un programma fatto su misura all’utente finale senza costringere quest’ultimo ad adattarsi ad elementi pre-costruiti dalla casa madre.

Ha ancora alcune lacune a livello grafico ma, una volta creato il proprio ambiente lavorativo personalizzato, queste vengono meno di fronte a tanta capacità “creativa”.

Il sistema d’analisi è molto preciso e, nel caso l’analisi risulti falsata, è possibile sistemare la griglia di riferimento in qualsiasi momento. È presente l’integrazione con iTunes in modo che possiamo importare le nostre playlist oppure crearne di nuove partendo da quelle pre-esistenti. Il browser è molto completo e di facile utilizzo. Inoltre, se la nostra libreria musicale non è presente sul disco principale oppure ne usiamo più d’una, possiamo creare un percorso parallelo verso ad una qualsiasi periferica d’archiviazione desiderata.

Una funzione che merita un paragrafo tutto suo è la “Timeline” ovvero la possibilità di trasformare ogni singolo Player in un editor audio in tempo reale e non distruttivo. Nell’angolo a destra di ogni Player è presente il tasto “Edit” che, una volta premuto, ci mette a disposizione diversi strumenti per editare la traccia caricata. Questo ci permette di creare i nostri Remix personalizzati (parola essenziale parlando di questo software) al volo, di salvarli e di richiamarli in ogni momento. Non soddisfatti di questo, è inoltre possibile aggiungere altri elementi audio (sempre in tempo reale) oppure tracce complete in modo da creare Mash-Up o set completi da utilizzare quando si preferisce. La Timeline diventa uno strumento essenziale per quei DJ che non s’accontentano del “prodotto pre-confezionato” e voglio aggiungere un tocco personale ai propri set senza essere costretti ad acquistare e/o imparare ad utilizzare software aggiuntivi.

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Conclusioni

The One è il futuro! La sua natura modulare lo rende un software perfetto per tutti i tipi di DJ. Una volta integrate le poche funzioni mancanti sarà in grado di competere con gli altri software per il DJing in commercio al momento.

Durante le prove, ha dato dimostrazione di “carattere” offrendo sempre il meglio in ogni circostanza. La possibilità di personalizzare a piacimento ogni singolo elemento all’interno del programma lo rende uno strumento impossibile da non amare che si sia un professionista oppure un semplice amatore.

Questa prima versione ci ha lasciato a bocca aperta e non osiamo pensare cosa potrà fare in futuro!

Ulteriori informazioni -> http://www.one.dj/

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