I 10 comandamenti del Digital DJ
- Ru DiJ
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Sto impaginando ... poi si vedra se è il caso di sticcare in home page...
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- cioce
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Veramente Phil Morse è Inglese ma vive in Spagna, ma aspettiamo che Rudy impagini tutto per bene poi lo vedrete in HomePageSid220 ha scritto:Siccome abbiamo contatti coi colleghi americani, mettere tutto in home come articolo?
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Ops, non potevo saperlo...aspettiamo
- Ru DiJ
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Cercavo un immagine adatta giusto per la intro... maaa non trovandola ho provato a farne una, solo che.... meglio non usarla ...
Il soggeto e sempre lo Zio Spa..
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JacopoCirillo
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Moralizzato e commosso.
Senza cuffie nelle orecchie sono un uomo morto. Coez
Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Posso fare il bastian contrario?
Questa è la dimostrazione di quanto (poco) noi teniamo alle valanghe di pagine da noi scritte....
Appena passa qualcuno, solo perché è straniero ovviamente, che si mette a scrivere un decalogo, eccoci pronti a sbavarci sopra manco fosse la bibbia. Tanto le cose nostre sono sempre mer* in confronto, chi scrive in inglese ha sempre ragione....
Tra l'altro su tante cose avrei da fare molte e molte osservazioni, data l'ovvietà di certe affermazioni che mi sanno di "non ci sono più le mezze stagioni" o di cose con cui sono totalmente in disaccordo.
Mi sarei aspettato un dibattito, ma vedo che è bellissimo e perfettissimo.
Posso lanciare una provocazione?
Scriviamo noi un bel decalogo lo facciamo tradurre in inglese e poi vediamo quanti siti ce lo pubblicano.... Secondo me un bookmaker non banca neanche la scommessa.....
Questa è la dimostrazione di quanto (poco) noi teniamo alle valanghe di pagine da noi scritte....
Appena passa qualcuno, solo perché è straniero ovviamente, che si mette a scrivere un decalogo, eccoci pronti a sbavarci sopra manco fosse la bibbia. Tanto le cose nostre sono sempre mer* in confronto, chi scrive in inglese ha sempre ragione....
Tra l'altro su tante cose avrei da fare molte e molte osservazioni, data l'ovvietà di certe affermazioni che mi sanno di "non ci sono più le mezze stagioni" o di cose con cui sono totalmente in disaccordo.
Mi sarei aspettato un dibattito, ma vedo che è bellissimo e perfettissimo.
Posso lanciare una provocazione?
Scriviamo noi un bel decalogo lo facciamo tradurre in inglese e poi vediamo quanti siti ce lo pubblicano.... Secondo me un bookmaker non banca neanche la scommessa.....
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- Ru DiJ
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Certo che ci sarebbe molto altro da dire e aggiungere.
Ma se molti utenti prima di scrivere, gli dessero una letta molte domande banali, e prive di contesto perche senza cognizione di causa non verrebbero fatte.
Anche molte altre risposte alla luce di quelle parole, assumerebbero un significato molto più ampio.
Certo quella situazione, rispecchia solo in parte, quella italiana, ma credo che almassimo ci sia da aggiungere... e quindi il dibattito è difficile che ci sia.
soprattutto perche se la maggiornaza o anche solo qualcuno in più ragionasse in quel modo pur non essendo perfetto, le cose sarebbero molto meglio .
Ma se molti utenti prima di scrivere, gli dessero una letta molte domande banali, e prive di contesto perche senza cognizione di causa non verrebbero fatte.
Anche molte altre risposte alla luce di quelle parole, assumerebbero un significato molto più ampio.
Certo quella situazione, rispecchia solo in parte, quella italiana, ma credo che almassimo ci sia da aggiungere... e quindi il dibattito è difficile che ci sia.
soprattutto perche se la maggiornaza o anche solo qualcuno in più ragionasse in quel modo pur non essendo perfetto, le cose sarebbero molto meglio .
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Giusto per argomentare....
1. Parte dalla parte giusta (fallo per la musica) e poi finisce per parlare d'altro. Fallo per la musica vuol dire non pensare allo strumento che usi, ma alla musica. E invece, eccolo a parlare di computer di software di splitter, di tecniche sostituite dal computer. Ma la musica dove sta?
E poi: ma se si mixa con il sync, con la messa a tempo manuale, o tagliando da una traccia all'altra, qualcuno mi spiega alla fine che importanza diamo alla tecnica di mixaggio in un dj? Non sarà che ce la cantiamo e ce la suoniamo troppo per un elemento che è e rimane minoritario nella valtazione di un dj?
Dall'altra parte la passione per musica ci sta solo perché si spende di più per comprare due giradischi o due cdj? Quindi passione = soldi? Che meraviglia. Eccola qua, la "vera passione" al soldo dei soldi. Rabbrividisco solo a pensarci. Come se una consolle megagalattica garantisse che dietro c'è un buon o un vero dj.
2. Ma chi lo dice che per il digital dj è tutto facile?
Perché se c'è una cosa vera è che avere migliaia di tracce non serve a nulla. E se ogni settimana escono minimo 500 nuove tracce cosa c'è di facile? Le canzoni top di ogni genere si sapevano ora come ieri, la differenza la faceva chi passava le ore nei negozi di dischi ad ascoltare musica, solo che ora lo si fa negli itnernet store.
Dove è la differenza? Non c'è, come prima bisogna dedicare tempo alla scelta della musica. Caspita, meno male c'è qualcuno che ce lo ricorda, un vero gran comandamento....
Prima si fa la domanda, ma poi cosa dice? La risposta sta aspettando te, manco avesse visto il comico Corrdao Guzzanti che interpreta Quelo: "la risposta è dentro di te ed è sbagliata"....
Visto che è tanto bravo da non dare la risposta, ve la do io, che non ho quest'ansia di scrivere decaloghi. Il punto è che se non ti metti ad ascoltare musica senza guardare mai chi è il producer o la label è tutto inutile. Quante tracce nuovi ascolti ogni mese? 10, 100, 1000? Di 1000 ascoltate, quante ne compri? Una 20ina? Sei sulla buona strada.....
Prima parla del loop che facilita e poi si ricorda che il djing nasce senza cursore del pitch e quindi sensa messa a tempo, per poi tornare a sostenere l'importanza della tecnica. Come dire abbiamo le idee poco chiare.
La verità, credetemi, è molto meno poetica di come la racconta.
Il dj medio di quei tempi non poteva certo permettersi di comprare più di una trentina di dischi al mese (se andava bene). Questo faceva sì che chi faceva il dj seriamente, allenandosi ogni giorno un paio d'ore, naturalmente imparava a memoria ogni singolo disco che aveva e questo era di grande aiuto nella gestione della propria discografia. Queste conoscenze affinavano la capacità di comprendere le assonanze mixando tutti i propri dischi con tutti gli altri che si possedevano. Ma questo soprattutto per motivi essenzialmente numerici.
Comprando 30 vinili al mese (ed erano pochi quelli che se lo potevano permettere) si arrivava a 1080 vinili dopo 3 anni!
Altro che poesia.....
E si torna all'unica vera regola, non presente in questo "meraviglioso" decalogo: se non si conosce a fondo la proprio discografia è tutto inutile. Ascoltate, imparate a memoria la vostra musica, mixatela a casa in ogni modo possibile immaginabile, questo vi aiuterà durante le vostre serate.
Scorrete le vostre playlist e cancellate dal vostro hard disk ogni traccia di cui non vi ricordate come fa, tanto non la userete mai.
In questo senso, non è che i vecchi dj sono più saggi o i nuovi dj sono più stupidi (ah le mezze stagioni.....), solo che c'è un solo modo per approcciarsi alla musica per il dj, analogico o digitale che sia. Il resto è fuffa allo stato cosmico.
E ancora una volta il richiamo al principio "ci metto più soldi, quindi ho più passione, manco tutti possano permettersi le stesse cose.
Si comincia semplicemente con i mezzi che si hanno a disposizione e poi se si è bravi si cresce, e se ci sarà qualche milione di bedroom djs in più nel mondo, chi se ne frega.
3. Qui davvero mi cadono le braccia.
Si parte per l'ennesima volta dall'assunto che dopo poco che si usa un software una persona possa essere pronta.... sbagliato!
Perché non è garantito che suonando in pubblico si migliora, anzi a volte ci si immagina di essere diventati bravi perché quattro stupidi si esaltano per la musica schifosa che si sta mettendo, qualunque strumento si usi.
E non è vero che se un set fa schifo la gente balla sempre o si divertirà comunque, allora il suo bel comandamento 3 va bellamente nel cesso. Solo con un serio atteggiamento autocritico si migliora, allora sì che le serate in pubblico migliorano il dj.
Altrimenti meglio restare a casa per davvero.
4. Qui si parte bene, ma si finisce malissimo con il discorso delle tracce crossover o delle hits.
Si ha sempre la strana idea che nella propria discografia ci sia il pezzo che ti salva la serata. Questa è una leggenda metropolitana che va sfatata una volta per tutte.
Il problema è che in un set di tre ore, con lo stile di mixing moderno, puoi arrivare a passare fino ad una novantina di tracce.
Voglio venirvi incontro, vi concedo di avere 30 hits, riempista, crossover (chiamatele come volete voi) del momento. Bene, cosa mettere per le restanti due ore? Pensate davvero che quelle 30 tracce siano il santo graal del djing?
Restate in cameretta, vi eviterete grandi ulcere.....
Non pensate di trovare le hits di domani, pensate ad avere una discografia per quanto possibile coerente e, su questo siamo d'accordo, aperta a variazioni, ma non pensate davvero che il dj deve avere tutto.
E torniamo al dj vecchio stampo che faceva tanta fatica a farsi una discografia e che era costretto, suo malgrado, a massimizzare il risultato col poco che aveva a disposizione. Il vecchio dj non aveva tutto, solo pochi fortunati.
Ripeto, cancellate dal vostro hard disk tutte le tracce che non conoscete, imparate a mixare bene quelle che vi piacciono: tutto sarà più semplice.
5. Questo è proprio un discorso ipocrita, impara almeno a premere on, eject e play di un cdj, così si salvano le apparenze.
Sarà che non ho mai avuto questa curiosa acrimonia verso i giovani dj, ma davvero io non mi aspetto niente da nessuno, a me interessa che la gente si diverta, che la musica piaccia a me o che si facciano mixaggi perfetti sono discorsi da addetti ai lavori che interessano ai quattro gatti che visitano i siti per dj.
Se penso di saper far meglio di chi sta in consolle parlo con il proprietario del locale e cerco di provare a dimostrarglielo. Il resto sono chiacchiere da invidiosi.
Se un dj deve pensare a guadagnarsi il rispetto degli altri dj allora siamo alla frutta.
E mi chiedo perché un bravo dj digitale deve pensare di ottenere rispetto da un pessimo dj che usa vinili o cdj. I dj bravi tra loro si sanno riconoscere, indipendentemente da cosa usano.
Il rispetto si conquista con quello che succede in pista, che gli altri veri dj (che usino vinili, cdj o software) cordialmente si impicchino.
E poi, ma si è persa l'abitudine di andare a vedere qualche giorno prima la consolle dove si andrà a lavorare? Non andate a guardare quante prese elettriche ci sono e quali collegamenti audio servono? E chiedere al proprietario o il dj di turno come funziona la consolle? E vi chiamate dj?
6. Anche su questo andrebbe bene il discorso già fatto appena sopra. Ma voi andate a suonare in un club senza avere idea di cosa vi serve?
Restate in cameretta.....
Aggiungo: se siete in grado di capire al volo e far funzionare un impianto è una cosa in più, ma non mettetevi in testa che il dj debba essere la soluzione ai problemi del proprietario del locale. Ma anche qui torniamo al discorso sopra citato, se non arrivate abbastanza preparati sul locale dove volete suonare poi non lamentatevi.
Aggiungo poi che questa smania di mettere le mani nelle regolazioni degli impianti audio dei locali è la peggiore cattiva abitudine che si possa avere. Pensare di avere la bibbia del fonico in testa entrando in un locale che magari è lì da anni, è di una presunzione inaccettabile. Se l'impianto non suona come piace a noi facciamolo presente a chi ha la responsabilità, perché noi non conosciamo la storia ed il dettaglio esatto del funzionamento di quell'impianto. Settaggi che per noi sono demenziali forse sono stati realizzati appositamente per motivi che noi non possiamo conoscere.
Se poi a fine serata vogliamo proporre un test a locale chiuso per migliorare il suono, tutto ok. A locale aperto e senza aver parlato con un tecnico del locale non si tocca niente.
Perché questo non è il nostro lavoro.
7. Un altro mitizzatore della messa a tempo manuale, a leggerla così sembra tanto difficile.
Due mesi fa ho fatto venire a casa un amico che era tanto tempo che voleva capire come funzionava il djing.
Per un'ora l'ho stordito con lezioni di metrica, cassa rullante e via andare. Fatto questo gli ho messo davanti Traktor Pro (mai visto prima) con due DJ-Tech Kontrol One ed un mixer esterno. Senza mai guardare lo schermo (figuriamoci se capiva cosa c'era sullo schermo), con una canzone in cuffia e l'altra nelle casse dopo 45 minuti riusciva a mettere a tempo due tracce manualmente in modo dignitoso.
Infine l'ho stordito altri 40 minuti spegandogli cosa fa veramente la differenza nel djing. E' uscito da casa mia contento e soddisfatto.
E ancora con la storia che senza mixaggio a tempo non c'è djing. Eppure al comandamento 1 non si diceva che all'inizio non si poteva mettere a tempo?.....
Ah dimenticavo, c'è sempre il rispetto degli altri dj da guadagnare. Pensiamo a guadagnare soldi con le serate, il rispetto degli altri "dj" non ti porta un bel niente. Questa strana idea che qualcuno debba conquistarsi il rispetto di qualcuno che non incide nulla nel risultato del tuo dj-set mi fa veramente ridere.
E poi con questa storia che il computer s'impalla sempre, ma il cdj o la puntina del giradischi non si rompe mai. Non mi capita spesso vedere dj che hanno con se un lettore cdj di riserva, ma per loro questo discorso non conta. Noi ce lo portiamo sempre dietro, se s'impalla un cdj a qualcuno è sempre e solo sfiga....
8. Prima regola prendere musica sempre da siti che garantiscano la massima qualità audio. Ma evitiamo di pensare che il nostro orecchio possa darci la ragione di tutto, anche per un motivo importante, ogni modifica di un file audio produce un degrado della qualità sonora del file audio stesso. Perché un file mp3 a 128kbit se trasformato in mp3 320kbit non può migliorare, può solo peggiorare. Ogni passaggio produce un decremento di qualità.
Platinum Notes funziona bene con files wav od al massimo con mp3 a 320kbit, con files di peggiore bitrate potrà offrire maggior dinamica, ma scordatevi che possa migliorarlo come qualità sonora generale.
Mp3Gain l'ho usato agli inizi, ma poi l'ho abbandonato, perché, checché se ne dica, produce un decremento della qualità del suono, l'autogain dei software per mixare alla fine produce un suono migliore.
9. Sei un dj? Lavori con la musica? Gli strumenti di lavoro li compri? Allora fallo anche qui.
10. Dopo averci sollazzato con sync, messa a tempo manuale, cutting, giradischi, cdj, controllers, tecnica di mixaggio e quant'altro..... scusate mi sono sbagliato, nove comandamenti da buttare nel cesso (ma va là....) finalmente qualche riga di buon senso per autosmentirsi in toto per le migliaia di caratteri scritte sopra.
Meno male che è finito va.....
Chi me lo traduce e lo pubblica su digitaldjtips?
1. Parte dalla parte giusta (fallo per la musica) e poi finisce per parlare d'altro. Fallo per la musica vuol dire non pensare allo strumento che usi, ma alla musica. E invece, eccolo a parlare di computer di software di splitter, di tecniche sostituite dal computer. Ma la musica dove sta?
E poi: ma se si mixa con il sync, con la messa a tempo manuale, o tagliando da una traccia all'altra, qualcuno mi spiega alla fine che importanza diamo alla tecnica di mixaggio in un dj? Non sarà che ce la cantiamo e ce la suoniamo troppo per un elemento che è e rimane minoritario nella valtazione di un dj?
Dall'altra parte la passione per musica ci sta solo perché si spende di più per comprare due giradischi o due cdj? Quindi passione = soldi? Che meraviglia. Eccola qua, la "vera passione" al soldo dei soldi. Rabbrividisco solo a pensarci. Come se una consolle megagalattica garantisse che dietro c'è un buon o un vero dj.
2. Ma chi lo dice che per il digital dj è tutto facile?
Perché se c'è una cosa vera è che avere migliaia di tracce non serve a nulla. E se ogni settimana escono minimo 500 nuove tracce cosa c'è di facile? Le canzoni top di ogni genere si sapevano ora come ieri, la differenza la faceva chi passava le ore nei negozi di dischi ad ascoltare musica, solo che ora lo si fa negli itnernet store.
Dove è la differenza? Non c'è, come prima bisogna dedicare tempo alla scelta della musica. Caspita, meno male c'è qualcuno che ce lo ricorda, un vero gran comandamento....
Prima si fa la domanda, ma poi cosa dice? La risposta sta aspettando te, manco avesse visto il comico Corrdao Guzzanti che interpreta Quelo: "la risposta è dentro di te ed è sbagliata"....
Visto che è tanto bravo da non dare la risposta, ve la do io, che non ho quest'ansia di scrivere decaloghi. Il punto è che se non ti metti ad ascoltare musica senza guardare mai chi è il producer o la label è tutto inutile. Quante tracce nuovi ascolti ogni mese? 10, 100, 1000? Di 1000 ascoltate, quante ne compri? Una 20ina? Sei sulla buona strada.....
Prima parla del loop che facilita e poi si ricorda che il djing nasce senza cursore del pitch e quindi sensa messa a tempo, per poi tornare a sostenere l'importanza della tecnica. Come dire abbiamo le idee poco chiare.
La verità, credetemi, è molto meno poetica di come la racconta.
Il dj medio di quei tempi non poteva certo permettersi di comprare più di una trentina di dischi al mese (se andava bene). Questo faceva sì che chi faceva il dj seriamente, allenandosi ogni giorno un paio d'ore, naturalmente imparava a memoria ogni singolo disco che aveva e questo era di grande aiuto nella gestione della propria discografia. Queste conoscenze affinavano la capacità di comprendere le assonanze mixando tutti i propri dischi con tutti gli altri che si possedevano. Ma questo soprattutto per motivi essenzialmente numerici.
Comprando 30 vinili al mese (ed erano pochi quelli che se lo potevano permettere) si arrivava a 1080 vinili dopo 3 anni!
Altro che poesia.....
E si torna all'unica vera regola, non presente in questo "meraviglioso" decalogo: se non si conosce a fondo la proprio discografia è tutto inutile. Ascoltate, imparate a memoria la vostra musica, mixatela a casa in ogni modo possibile immaginabile, questo vi aiuterà durante le vostre serate.
Scorrete le vostre playlist e cancellate dal vostro hard disk ogni traccia di cui non vi ricordate come fa, tanto non la userete mai.
In questo senso, non è che i vecchi dj sono più saggi o i nuovi dj sono più stupidi (ah le mezze stagioni.....), solo che c'è un solo modo per approcciarsi alla musica per il dj, analogico o digitale che sia. Il resto è fuffa allo stato cosmico.
E ancora una volta il richiamo al principio "ci metto più soldi, quindi ho più passione, manco tutti possano permettersi le stesse cose.
Si comincia semplicemente con i mezzi che si hanno a disposizione e poi se si è bravi si cresce, e se ci sarà qualche milione di bedroom djs in più nel mondo, chi se ne frega.
3. Qui davvero mi cadono le braccia.
Si parte per l'ennesima volta dall'assunto che dopo poco che si usa un software una persona possa essere pronta.... sbagliato!
Perché non è garantito che suonando in pubblico si migliora, anzi a volte ci si immagina di essere diventati bravi perché quattro stupidi si esaltano per la musica schifosa che si sta mettendo, qualunque strumento si usi.
E non è vero che se un set fa schifo la gente balla sempre o si divertirà comunque, allora il suo bel comandamento 3 va bellamente nel cesso. Solo con un serio atteggiamento autocritico si migliora, allora sì che le serate in pubblico migliorano il dj.
Altrimenti meglio restare a casa per davvero.
4. Qui si parte bene, ma si finisce malissimo con il discorso delle tracce crossover o delle hits.
Si ha sempre la strana idea che nella propria discografia ci sia il pezzo che ti salva la serata. Questa è una leggenda metropolitana che va sfatata una volta per tutte.
Il problema è che in un set di tre ore, con lo stile di mixing moderno, puoi arrivare a passare fino ad una novantina di tracce.
Voglio venirvi incontro, vi concedo di avere 30 hits, riempista, crossover (chiamatele come volete voi) del momento. Bene, cosa mettere per le restanti due ore? Pensate davvero che quelle 30 tracce siano il santo graal del djing?
Restate in cameretta, vi eviterete grandi ulcere.....
Non pensate di trovare le hits di domani, pensate ad avere una discografia per quanto possibile coerente e, su questo siamo d'accordo, aperta a variazioni, ma non pensate davvero che il dj deve avere tutto.
E torniamo al dj vecchio stampo che faceva tanta fatica a farsi una discografia e che era costretto, suo malgrado, a massimizzare il risultato col poco che aveva a disposizione. Il vecchio dj non aveva tutto, solo pochi fortunati.
Ripeto, cancellate dal vostro hard disk tutte le tracce che non conoscete, imparate a mixare bene quelle che vi piacciono: tutto sarà più semplice.
5. Questo è proprio un discorso ipocrita, impara almeno a premere on, eject e play di un cdj, così si salvano le apparenze.
Sarà che non ho mai avuto questa curiosa acrimonia verso i giovani dj, ma davvero io non mi aspetto niente da nessuno, a me interessa che la gente si diverta, che la musica piaccia a me o che si facciano mixaggi perfetti sono discorsi da addetti ai lavori che interessano ai quattro gatti che visitano i siti per dj.
Se penso di saper far meglio di chi sta in consolle parlo con il proprietario del locale e cerco di provare a dimostrarglielo. Il resto sono chiacchiere da invidiosi.
Se un dj deve pensare a guadagnarsi il rispetto degli altri dj allora siamo alla frutta.
E mi chiedo perché un bravo dj digitale deve pensare di ottenere rispetto da un pessimo dj che usa vinili o cdj. I dj bravi tra loro si sanno riconoscere, indipendentemente da cosa usano.
Il rispetto si conquista con quello che succede in pista, che gli altri veri dj (che usino vinili, cdj o software) cordialmente si impicchino.
E poi, ma si è persa l'abitudine di andare a vedere qualche giorno prima la consolle dove si andrà a lavorare? Non andate a guardare quante prese elettriche ci sono e quali collegamenti audio servono? E chiedere al proprietario o il dj di turno come funziona la consolle? E vi chiamate dj?
6. Anche su questo andrebbe bene il discorso già fatto appena sopra. Ma voi andate a suonare in un club senza avere idea di cosa vi serve?
Restate in cameretta.....
Aggiungo: se siete in grado di capire al volo e far funzionare un impianto è una cosa in più, ma non mettetevi in testa che il dj debba essere la soluzione ai problemi del proprietario del locale. Ma anche qui torniamo al discorso sopra citato, se non arrivate abbastanza preparati sul locale dove volete suonare poi non lamentatevi.
Aggiungo poi che questa smania di mettere le mani nelle regolazioni degli impianti audio dei locali è la peggiore cattiva abitudine che si possa avere. Pensare di avere la bibbia del fonico in testa entrando in un locale che magari è lì da anni, è di una presunzione inaccettabile. Se l'impianto non suona come piace a noi facciamolo presente a chi ha la responsabilità, perché noi non conosciamo la storia ed il dettaglio esatto del funzionamento di quell'impianto. Settaggi che per noi sono demenziali forse sono stati realizzati appositamente per motivi che noi non possiamo conoscere.
Se poi a fine serata vogliamo proporre un test a locale chiuso per migliorare il suono, tutto ok. A locale aperto e senza aver parlato con un tecnico del locale non si tocca niente.
Perché questo non è il nostro lavoro.
7. Un altro mitizzatore della messa a tempo manuale, a leggerla così sembra tanto difficile.
Due mesi fa ho fatto venire a casa un amico che era tanto tempo che voleva capire come funzionava il djing.
Per un'ora l'ho stordito con lezioni di metrica, cassa rullante e via andare. Fatto questo gli ho messo davanti Traktor Pro (mai visto prima) con due DJ-Tech Kontrol One ed un mixer esterno. Senza mai guardare lo schermo (figuriamoci se capiva cosa c'era sullo schermo), con una canzone in cuffia e l'altra nelle casse dopo 45 minuti riusciva a mettere a tempo due tracce manualmente in modo dignitoso.
Infine l'ho stordito altri 40 minuti spegandogli cosa fa veramente la differenza nel djing. E' uscito da casa mia contento e soddisfatto.
E ancora con la storia che senza mixaggio a tempo non c'è djing. Eppure al comandamento 1 non si diceva che all'inizio non si poteva mettere a tempo?.....
Ah dimenticavo, c'è sempre il rispetto degli altri dj da guadagnare. Pensiamo a guadagnare soldi con le serate, il rispetto degli altri "dj" non ti porta un bel niente. Questa strana idea che qualcuno debba conquistarsi il rispetto di qualcuno che non incide nulla nel risultato del tuo dj-set mi fa veramente ridere.
E poi con questa storia che il computer s'impalla sempre, ma il cdj o la puntina del giradischi non si rompe mai. Non mi capita spesso vedere dj che hanno con se un lettore cdj di riserva, ma per loro questo discorso non conta. Noi ce lo portiamo sempre dietro, se s'impalla un cdj a qualcuno è sempre e solo sfiga....
8. Prima regola prendere musica sempre da siti che garantiscano la massima qualità audio. Ma evitiamo di pensare che il nostro orecchio possa darci la ragione di tutto, anche per un motivo importante, ogni modifica di un file audio produce un degrado della qualità sonora del file audio stesso. Perché un file mp3 a 128kbit se trasformato in mp3 320kbit non può migliorare, può solo peggiorare. Ogni passaggio produce un decremento di qualità.
Platinum Notes funziona bene con files wav od al massimo con mp3 a 320kbit, con files di peggiore bitrate potrà offrire maggior dinamica, ma scordatevi che possa migliorarlo come qualità sonora generale.
Mp3Gain l'ho usato agli inizi, ma poi l'ho abbandonato, perché, checché se ne dica, produce un decremento della qualità del suono, l'autogain dei software per mixare alla fine produce un suono migliore.
9. Sei un dj? Lavori con la musica? Gli strumenti di lavoro li compri? Allora fallo anche qui.
10. Dopo averci sollazzato con sync, messa a tempo manuale, cutting, giradischi, cdj, controllers, tecnica di mixaggio e quant'altro..... scusate mi sono sbagliato, nove comandamenti da buttare nel cesso (ma va là....) finalmente qualche riga di buon senso per autosmentirsi in toto per le migliaia di caratteri scritte sopra.
Meno male che è finito va.....
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Re: I 10 comandamenti del Digital DJ
Mi è caduta la mandibola...

