Eh si i tempi cambiano e bisogna sbattersi di più...vorrei ricominciare...mahhh ne vale la pena???
Povera musica, poveri voi dj professionisti!
Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
Io ero di quelli che mi facevo il mazzo a montare il tutto con i 1200 e il mio valigione di 33 giri!!!
Eh si i tempi cambiano e bisogna sbattersi di più...vorrei ricominciare...mahhh ne vale la pena???
Eh si i tempi cambiano e bisogna sbattersi di più...vorrei ricominciare...mahhh ne vale la pena???
Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
Salve a tutti ritengo interessante discutere su questi argomenti così da capire anche le esperienze altrui.
Prima di tutto dico qualcosa su di me (mi sembra doveroso), ho 15 anni, non ho suonato mai ad una serata con i vinili, non ho mai suonato a serate con più di 200 persone e non mi definisco mai un dj (i dj sono altri).
Io amo la musica in generale: partendo dal rock'n roll anni 60 all'elettronica anni 90,spaziando per dubstep,classica,folk ecc.. insomma vario molto dal punto di vista del genere.
Secondo me visto che frequento persone nel campo musicale con 15/20 anni di esperienza, il livello culturale per quando riguarda la musica oggi è proprio basso. Non sono un esperto di musica anzi sono un novellino, ma riesco a riconoscere quando una canzone è creata con strumenti,sudore e passione e non un loop dove c'è un pulcino del c**** (ogni riferimento è puramente casuale).
Comunque anche io vorrei suonare in qualche locale, farmi le ossa, dispongo anche di copiose attrezzature pagate col frutto del lavoro apprendistato, rinunciando a qualunque genere di vacanze e festività con amici per far un gruzzoletto di soldi e crearmi un dj set personale completo. Ma il problema è che adesso va di moda la commerciale di infimo livello,qualunque genere di c****** brasiliana ecc.. ed io la mia tanto amata elettronica puro stile moby/daft punk/vitalic me la posso sistemare nel deretano.
Io guardo al futuro sperando che ritorni il buon gusto e così possa cominciare a fare serate un pò più impegnative ma per adesso mi limito a inserire in una stupida playlist per qualche mio coetaneo una o due canzoni di pura elettronica e inseguito rimetto canzoni tamarre poichè la pista è vuota. Secondo voi questo è avere una passione?
Prima di tutto dico qualcosa su di me (mi sembra doveroso), ho 15 anni, non ho suonato mai ad una serata con i vinili, non ho mai suonato a serate con più di 200 persone e non mi definisco mai un dj (i dj sono altri).
Io amo la musica in generale: partendo dal rock'n roll anni 60 all'elettronica anni 90,spaziando per dubstep,classica,folk ecc.. insomma vario molto dal punto di vista del genere.
Secondo me visto che frequento persone nel campo musicale con 15/20 anni di esperienza, il livello culturale per quando riguarda la musica oggi è proprio basso. Non sono un esperto di musica anzi sono un novellino, ma riesco a riconoscere quando una canzone è creata con strumenti,sudore e passione e non un loop dove c'è un pulcino del c**** (ogni riferimento è puramente casuale).
Comunque anche io vorrei suonare in qualche locale, farmi le ossa, dispongo anche di copiose attrezzature pagate col frutto del lavoro apprendistato, rinunciando a qualunque genere di vacanze e festività con amici per far un gruzzoletto di soldi e crearmi un dj set personale completo. Ma il problema è che adesso va di moda la commerciale di infimo livello,qualunque genere di c****** brasiliana ecc.. ed io la mia tanto amata elettronica puro stile moby/daft punk/vitalic me la posso sistemare nel deretano.
Io guardo al futuro sperando che ritorni il buon gusto e così possa cominciare a fare serate un pò più impegnative ma per adesso mi limito a inserire in una stupida playlist per qualche mio coetaneo una o due canzoni di pura elettronica e inseguito rimetto canzoni tamarre poichè la pista è vuota. Secondo voi questo è avere una passione?
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Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
Dico la mia.
Dunque, dj sottopagati o che lavorano gratis ne ho sempre conosciuti, anche in tempi migliori e dove la parola "crisi" non esisteva minimamente perchè i locali, dal migliore al peggiore erano tutti pieni indipendentemente dalla proposta musicale.
Inoltre, ricordiamocelo tutti bene, siamo tutti partiti da "ZERO" e quindi sfido chiunque a dire il contrario...tutti siamo partiti dal suonare o gratis o pagati 50.000 a serata (all'epoca si parlava di 50.000 lire...ora di 50 euro per indicare il dj sottopagato o sfruttato o comunque "pivello").
Il problema, come giustamente sottolineava qualcuno, è che un conto è prendere 50 euro a 18 anni quando sei agli inizi (e ci sta...) e un conto sono i personaggi che a 45 anni ancora si vendono a 50 euro pur di fare serate (forse per un motivo piu' compulsivo che economico, perchè tra l'altro questi soggetti se vai ad indagare stanno anche bene di famiglia, hanno un ottimo "primo lavoro", ma senza dj set da fare a tutti i costi non vivono...anche solo per l'"eroina" che ti scorre quando sei in consolle e sei il protagonista-narcisista di una serata).
Ora, dire quale sia il cachet giusto nel 2012 per una serata è dura. Le cose sono cambiate, il dj spesso deve portarsi dietro tutta l'attrezzatura mentre 15 anni fa i locali avevano tutto il necessario...quindi necessariamente diventa un service, per supplire le carenze di gestori che preferiscono investire in ospitate di veline piuttosto che nell'attrezzatura tecnica indispensabile.
Direi che in generale, un dj set "base" di 2-3 ore non dovrebbe scendere sotto la soglia delle 120-130 euro a prestazione. Tutto cio' che è al di sotto è sfruttamento, o comunque discutibile. Poi ci stanno i discorsi dei "favori agli amici, ecc..." e quello vabbè, esula da tutto.
Sul "videomix" che qualcuno ha citato, posso immaginare sia una pratica usata in molte zone del nostro paese, ma personalmente dove abito io non ho visto ancora nessun dj cimentarsi in questa tecnica. Sarei curioso di vedere qualcosa, ma ripeto....vuoto piu' totale nei locali qui in zona. Andrei comunque con le pinze, perchè non dimentichiamoci che anche il videoclip permettetemi di dirlo (visto che ho lavorato ad Mtv per 7 anni) è non morto, ma quanto meno moribondo. Non è certo il futuro o qualcosa di nuovo ed originale...usarlo nei dj set sì, pero' anche lì...ricordo che all'Altromondo Studios di Rimini già usavano queste tecniche 15 anni fa.
Concordo al 100% invece sul discorso della cultura musicale.
Ho fatto per 10 anni dj set solo di commerciale ed happy music, dal 1995 al 2005. Le serate erano quelle che erano, nonostante l'assenza di crisi e la presenza del doppio di locali di adesso. Dal 2006 ho scelto invece di ampliare l'orizzonte, e fare moltissime serate tematiche di solo anni '80, solo rock, indie-rock, new wave e persino darkwave, esplorando un mondo completamente diverso sia di pubblico che di locali.
Ebbene vi confesso che le mie presenze in consolle si sono triplicate, mentre tutti i dj che fanno solo house o commerciale in questi mesi si piangono addosso costantemente (per i cachet miseri e per le poche occasioni di suonare) invece per quanto mi riguarda la "differenziazione" è stata la carta vincente.
Pertanto come consiglio sempre a tutti i colleghi agli inizi prendete, uscite...andate ad ascoltare dj set diversissimi tra loro...non fossilizzatevi solo in un genere ma abbiate curiosità critica nell'ascoltare (sia cio' che di buono che di cattivo c'e' in giro) per farvi un'idea....in una parola sola, siate intelligenti e non ignoranti (chiudendovi nel vostro mondo e nel vostro genere...pensando di essere Dio sulla terra, e che il pubblico aspetti solo voi).
Essendo le discoteche moribonde o in lenta via di estinzione, e i discobar pure...è lecito immaginarsi un futuro con pochissimi luoghi dove si potrà fare solo "house" o generi elettronici estremi. Se uno vuole rimanere in piedi, e continuare, è giusto che pensi piu' che altro a situazioni tipo: feste di matrimonio, compleanno, serate in circoli Arci e simili (che proliferano...), aperitivi...ecc... tutte situazioni in cui è evidente che i generi elettronici e derivati non siano assolutamente indispensabili, semmai è indispensabile una buona cultura musicale e capacità di adattamento a 360°
Dunque, dj sottopagati o che lavorano gratis ne ho sempre conosciuti, anche in tempi migliori e dove la parola "crisi" non esisteva minimamente perchè i locali, dal migliore al peggiore erano tutti pieni indipendentemente dalla proposta musicale.
Inoltre, ricordiamocelo tutti bene, siamo tutti partiti da "ZERO" e quindi sfido chiunque a dire il contrario...tutti siamo partiti dal suonare o gratis o pagati 50.000 a serata (all'epoca si parlava di 50.000 lire...ora di 50 euro per indicare il dj sottopagato o sfruttato o comunque "pivello").
Il problema, come giustamente sottolineava qualcuno, è che un conto è prendere 50 euro a 18 anni quando sei agli inizi (e ci sta...) e un conto sono i personaggi che a 45 anni ancora si vendono a 50 euro pur di fare serate (forse per un motivo piu' compulsivo che economico, perchè tra l'altro questi soggetti se vai ad indagare stanno anche bene di famiglia, hanno un ottimo "primo lavoro", ma senza dj set da fare a tutti i costi non vivono...anche solo per l'"eroina" che ti scorre quando sei in consolle e sei il protagonista-narcisista di una serata).
Ora, dire quale sia il cachet giusto nel 2012 per una serata è dura. Le cose sono cambiate, il dj spesso deve portarsi dietro tutta l'attrezzatura mentre 15 anni fa i locali avevano tutto il necessario...quindi necessariamente diventa un service, per supplire le carenze di gestori che preferiscono investire in ospitate di veline piuttosto che nell'attrezzatura tecnica indispensabile.
Direi che in generale, un dj set "base" di 2-3 ore non dovrebbe scendere sotto la soglia delle 120-130 euro a prestazione. Tutto cio' che è al di sotto è sfruttamento, o comunque discutibile. Poi ci stanno i discorsi dei "favori agli amici, ecc..." e quello vabbè, esula da tutto.
Sul "videomix" che qualcuno ha citato, posso immaginare sia una pratica usata in molte zone del nostro paese, ma personalmente dove abito io non ho visto ancora nessun dj cimentarsi in questa tecnica. Sarei curioso di vedere qualcosa, ma ripeto....vuoto piu' totale nei locali qui in zona. Andrei comunque con le pinze, perchè non dimentichiamoci che anche il videoclip permettetemi di dirlo (visto che ho lavorato ad Mtv per 7 anni) è non morto, ma quanto meno moribondo. Non è certo il futuro o qualcosa di nuovo ed originale...usarlo nei dj set sì, pero' anche lì...ricordo che all'Altromondo Studios di Rimini già usavano queste tecniche 15 anni fa.
Concordo al 100% invece sul discorso della cultura musicale.
Ho fatto per 10 anni dj set solo di commerciale ed happy music, dal 1995 al 2005. Le serate erano quelle che erano, nonostante l'assenza di crisi e la presenza del doppio di locali di adesso. Dal 2006 ho scelto invece di ampliare l'orizzonte, e fare moltissime serate tematiche di solo anni '80, solo rock, indie-rock, new wave e persino darkwave, esplorando un mondo completamente diverso sia di pubblico che di locali.
Ebbene vi confesso che le mie presenze in consolle si sono triplicate, mentre tutti i dj che fanno solo house o commerciale in questi mesi si piangono addosso costantemente (per i cachet miseri e per le poche occasioni di suonare) invece per quanto mi riguarda la "differenziazione" è stata la carta vincente.
Pertanto come consiglio sempre a tutti i colleghi agli inizi prendete, uscite...andate ad ascoltare dj set diversissimi tra loro...non fossilizzatevi solo in un genere ma abbiate curiosità critica nell'ascoltare (sia cio' che di buono che di cattivo c'e' in giro) per farvi un'idea....in una parola sola, siate intelligenti e non ignoranti (chiudendovi nel vostro mondo e nel vostro genere...pensando di essere Dio sulla terra, e che il pubblico aspetti solo voi).
Essendo le discoteche moribonde o in lenta via di estinzione, e i discobar pure...è lecito immaginarsi un futuro con pochissimi luoghi dove si potrà fare solo "house" o generi elettronici estremi. Se uno vuole rimanere in piedi, e continuare, è giusto che pensi piu' che altro a situazioni tipo: feste di matrimonio, compleanno, serate in circoli Arci e simili (che proliferano...), aperitivi...ecc... tutte situazioni in cui è evidente che i generi elettronici e derivati non siano assolutamente indispensabili, semmai è indispensabile una buona cultura musicale e capacità di adattamento a 360°
Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
Bella Chicco, complimenti per il tuo post....io suonavo commerciale perchè era quello che mi chiedevano e poi a casa mi ascoltavo solo underground americana/inglese...non so nemmeno come si potrebbe chiamare ora...ho le ragnatele ormai!!! 
- juancarlitos
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- Iscritto il: 17 apr 2012, 10:36
Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
...Bel discorso Chicco... Ma scusa se mi permetto di dissentire sul fatto di adattarsi.
Si adatta chi suona per vivere! Chi deve portare a casa la pagnotta dalla consolle! E in realtà anche in questo forum, credo siano relativamente molto poche le persone costrette a rincorrere la moda musicale pur di suonare e di "campare"...
Io ascolto da sempre musica in generale, ma la mia musica, quella che mi piace, quella che mi emoziona e quella che se potessi proporre al pubblico, non è certo la musica che ascolti per la radio!
Proprio perchè oggi siamo tutti un po' Dj, io mi distinguo per il mio genere.
Questo ragionamento è figlio di una non necessaria esigenza di suonare in pubblico a 200 euro a serata!!! O meglio, qui la radio la passa si, ma dopo 3 o 4 mesi quando ormai è diventata commerciale!!!
Nel nostro paese siamo noi le generazioni che si stanno facendo sotterrare dai generi commerciali. Tutti a ballare sempre e solo la musica che passa la radio e un 2% solo a "capire" ed apprezzare la sperimentazione... Siamo noi quelli che falliscono perchè non sappiamo coinvolgere proprio perchè ci lasciamo condizionare da quello che va per la maggiore... e cos'è che va per la maggiore??? LA RADIO MUSIC....
A 20 anni ho girato in lungo e in largo l'Italia e un po' di Europa per andare a sentire gente che non aveva paura di sperimentare in consolle! Ora i locali così li conti in una mano massimo due...
Sabato sono stato in un locale abbastanza famoso della mia regione. Certo, non mi aspettavo di sentire Zappalà o Joe T.Vannelli del 97-98 ma tutto sommato il commerciale house non era malaccio... solo che il pezzo più avanti era "there it is" di Tujamo...
Il succo del mio discorso comunque è che nel nostro paese, non siamo davvero più in grado di competere con l'evoluzione della musica di tendenza perchè l'ambiente ormai è saturo di concorrenza tra djs o pseudo tali, i gestori guardano solo i soldi e i clienti ballano solo la musica che hanno già sentito allo loro radio preferita...
Ma se un giorno torneranno in voga i locali sperimentali, dove tutto girerà intorno al genere specifico di musiche che vengono proposte (come dovrebbe essere!), allora probabilmente inizierò anche io a sgomitare un po' per farmi spazio...
Ma per ora, povera musica, poveri dj professionisti (non tutti cmq) e soprattutto, povero Paese...
Si adatta chi suona per vivere! Chi deve portare a casa la pagnotta dalla consolle! E in realtà anche in questo forum, credo siano relativamente molto poche le persone costrette a rincorrere la moda musicale pur di suonare e di "campare"...
Io ascolto da sempre musica in generale, ma la mia musica, quella che mi piace, quella che mi emoziona e quella che se potessi proporre al pubblico, non è certo la musica che ascolti per la radio!
Proprio perchè oggi siamo tutti un po' Dj, io mi distinguo per il mio genere.
Questo ragionamento è figlio di una non necessaria esigenza di suonare in pubblico a 200 euro a serata!!! O meglio, qui la radio la passa si, ma dopo 3 o 4 mesi quando ormai è diventata commerciale!!!
Nel nostro paese siamo noi le generazioni che si stanno facendo sotterrare dai generi commerciali. Tutti a ballare sempre e solo la musica che passa la radio e un 2% solo a "capire" ed apprezzare la sperimentazione... Siamo noi quelli che falliscono perchè non sappiamo coinvolgere proprio perchè ci lasciamo condizionare da quello che va per la maggiore... e cos'è che va per la maggiore??? LA RADIO MUSIC....
A 20 anni ho girato in lungo e in largo l'Italia e un po' di Europa per andare a sentire gente che non aveva paura di sperimentare in consolle! Ora i locali così li conti in una mano massimo due...
Sabato sono stato in un locale abbastanza famoso della mia regione. Certo, non mi aspettavo di sentire Zappalà o Joe T.Vannelli del 97-98 ma tutto sommato il commerciale house non era malaccio... solo che il pezzo più avanti era "there it is" di Tujamo...
Il succo del mio discorso comunque è che nel nostro paese, non siamo davvero più in grado di competere con l'evoluzione della musica di tendenza perchè l'ambiente ormai è saturo di concorrenza tra djs o pseudo tali, i gestori guardano solo i soldi e i clienti ballano solo la musica che hanno già sentito allo loro radio preferita...
Ma se un giorno torneranno in voga i locali sperimentali, dove tutto girerà intorno al genere specifico di musiche che vengono proposte (come dovrebbe essere!), allora probabilmente inizierò anche io a sgomitare un po' per farmi spazio...
Ma per ora, povera musica, poveri dj professionisti (non tutti cmq) e soprattutto, povero Paese...
Traktor Pro 2 - Pioneer Cdj 2000 - Pioneer Djm 600 - A&H Xone:DB2 - Akai LPD8 - Traktor X1 - Zomo MC-1000 - Pioneer EFX-500 - Stanton DJ Pro 3000 - Hercules Control AIR - Hercules Dj 4Set - Asus U36S Subnotebooks
- djchicco77
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Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
Credo ci sia un misunderstanding nella mia frase "adattarsi".
Un conto è l'adattamento di chi passa dal commerciale, alla house commerciale, all'happy music...pur rimanendo nell'ambito "mainstream" (quindi successi radiofonici) e un conto è chi ha scelto di passare a generi diversi piu' di nicchia/alternativi.
Sono d'accordo e assolutamente favorevole alla sperimentazione, e come te (che hai scritto l'ultimo commento) non posso far altro che prendere purtroppo atto che essa sia del tutto scomparsa nelle discoteche italiane.
Obiettivamente...siamo sinceri...mentre 15 anni fa per sentire un dj set "avanti" di suoni, di proposte, ecc... uno bene o male trovava almeno un paio di discoteche della zona di "tendenza" ...adesso se un dj vuole sentire qualcosa di nuovo e fuori dal coro o va in un centro sociale o in un circolo Arci, dove per natura/ideologia e quant'altro una gestione piu' propensa alla sperimentazione e un pubblico sicuramente più recettivo e attento alla propositività.
Direi che quest'ultima è una differenza SOSTANZIALE tra il prima e l'adesso.
Permettetemi la provocazione, ma tante volte ho l'impressione che gran parte del "nostro pubblico" sia persino piu' avanti di molti dj che occupano alcune consolle...con mentalità superate, anagraficamente giovani ma artisticamente "vecchi".
Facciamo un esame di coscienza e riflettiamo...è proprio la mentalità da "giovani-vecchi" che sta lentamente distruggendo il nostro paese, a tutti i livelli...non solo dj set...
Un conto è l'adattamento di chi passa dal commerciale, alla house commerciale, all'happy music...pur rimanendo nell'ambito "mainstream" (quindi successi radiofonici) e un conto è chi ha scelto di passare a generi diversi piu' di nicchia/alternativi.
Sono d'accordo e assolutamente favorevole alla sperimentazione, e come te (che hai scritto l'ultimo commento) non posso far altro che prendere purtroppo atto che essa sia del tutto scomparsa nelle discoteche italiane.
Obiettivamente...siamo sinceri...mentre 15 anni fa per sentire un dj set "avanti" di suoni, di proposte, ecc... uno bene o male trovava almeno un paio di discoteche della zona di "tendenza" ...adesso se un dj vuole sentire qualcosa di nuovo e fuori dal coro o va in un centro sociale o in un circolo Arci, dove per natura/ideologia e quant'altro una gestione piu' propensa alla sperimentazione e un pubblico sicuramente più recettivo e attento alla propositività.
Direi che quest'ultima è una differenza SOSTANZIALE tra il prima e l'adesso.
Permettetemi la provocazione, ma tante volte ho l'impressione che gran parte del "nostro pubblico" sia persino piu' avanti di molti dj che occupano alcune consolle...con mentalità superate, anagraficamente giovani ma artisticamente "vecchi".
Facciamo un esame di coscienza e riflettiamo...è proprio la mentalità da "giovani-vecchi" che sta lentamente distruggendo il nostro paese, a tutti i livelli...non solo dj set...
- juancarlitos
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Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
La tua ultima provocazione, a me sa tanto da inconfutabile realtà!
Molti ragazzi o ragazzini di oggi, cresciuti a pane e internet, conoscono benissimo la musica nuova! E secondo me sono anche molto critici nei confronti dei dj che ascoltano... Solo che c'è un fattore fondamentale che li obbliga a frequentare sempre e solo certi locali dove la musica è quello che è... perchè purtroppo di locali, non ce ne sono altri!
Beh se qualcuno volesse investire nel nord est, per creare il primo MUSICODROMO, conti pure sul mio aiuto! Ma dovrebbe essere megagalattico perchè la concorrenza europea, è davvero imponente!!!
Molti ragazzi o ragazzini di oggi, cresciuti a pane e internet, conoscono benissimo la musica nuova! E secondo me sono anche molto critici nei confronti dei dj che ascoltano... Solo che c'è un fattore fondamentale che li obbliga a frequentare sempre e solo certi locali dove la musica è quello che è... perchè purtroppo di locali, non ce ne sono altri!
Beh se qualcuno volesse investire nel nord est, per creare il primo MUSICODROMO, conti pure sul mio aiuto! Ma dovrebbe essere megagalattico perchè la concorrenza europea, è davvero imponente!!!
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- djchicco77
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Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
Si appunto, l'impressione è che i ragazzini usino un motore di una ferrari, e che alcuni dj (non tutti per fortuna) ma soprattutto i locali siano rimasti con una cinquecento in mano
- Luigi
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Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
....non c'è dubbio che stiamo vivendo un periodo di profonda trasformazione in tutti i campi e quindi anche nel settore musicale. Ora, io non mi reputo assolutamente un dj. Come ho avuto modo di scrivere diverse volte sono partito come "musicista" da ragazzo, poi mi sono appassionato alla produzione di musica attraverso il computer, alla fine mi sono messo a fare il "dj" partendo direttamente da controller + portatile. Di locali che pagano decentemente nella mia zona ce ne sarebbero, ma per la maggioranza sono monopolizzati da questi staff che hanno il loro "art director" i loro PR i loro dj, i loro vocalist, baristi etc. per un "cane sciolto" come me ci sono ben poche possibilità di entrare nel giro. Qualcuno del forum ha detto che se si è producer si è più facilitati ed hai più chance di essere chiamato nei vari locali, club etc. Questo può essere anche vero, ma devi aver prodotto qualcosa di veramente eccezionale, eclatante, che si sia distinto dalla massa di decine di migliaia di producer che esistono al mondo, ed alle decine di producer che vivono nella tua zona. Perchè altrimenti non ti prendono ugualmente.
Eppure io qualcosa di buono l'avrò pur prodotto (musicalmente parlando) se nell'ormai lontano 2007 sono stato chiamato a "suonare" la mia musica in Irlanda.
Qui in Italia, nella mia zona praticamente sono meno conosciuto del brufoloso ragazzino sedicenne/diciottenne col ciuffo alla moda che suona regolarmente nei locali solo perchè si tira dietro una ventina di ragazzini altrettanto brufolosi che hanno appena i soldi per farsi la birretta.
In Italia si dà più peso all'apparenza che non alla sostanza, anche se non si può generalizzare, come già detto c'è qualche locale alternativo, i circoli arci etc.
Ora questi cosiddetti bimbominkia (parola dispregiativa), si parla tanto di questi ragazzini che secondo me tanto minkia non sono, ma ce ne saranno molti anche fra gli iscritti in questo forum. 13-14-15-anni 16 anni. Che già sanno tutto e di pù, ma lo sanno non per loro esperienza diretta, vissuta sulla loro pelle col passare degli anni.
No. Loro hanno appreso tutto da internet da youtube da fb da wiki etc. etc.
Sono come tante spugne che assorbono tutto quello che gli si presenta avanti, non hanno nemmeno il tempo di digerire quello che hanno assimilato, di farsene una propria idea, di ragionarci sopra, di elaborarla interiormente, che già sono pronti ad assorbire altro.
La colpa non è di questi ragazzini che giustamente hanno la voglia di protagonismo, bensì la colpa è dei gestori di questi locali di vario genere che gli danno la possibilità di mettersi dietro la consolle.
La risposta giusta sarebbe di dir loro: cos'è vuoi "suonare". vuoi fare il dj? Ma vai a giocare, va ai giardinetti, vai a dare quattro calci ad un pallone, vai al ping-pong dell'oratorio...
Io credo che nel giro di pochi anni la figura del dj andrà a scomparire, perchè saremo tutti dj, saremo tutti "musicisti" saremo tutti fotografi, tutti pittori e tutti poeti, saremo un mondo di "artisti" dove ognuno copierà l'altro come in un gioco di specchi all'infinito, perchè si sarà perso il valore vero dell'arte che è l'originalità, materia sempre più rara nel mondo globalizzato della rete.
Penso pure che c'è il pericolo che tutto questo possa finire di colpo con un colossale collasso di internet che ci farebbe ritornare ad un mondo più umano, a misura della nostro orologio biologico.
Un salto indietro di 30-40 anni farebbe bene a tutti. IMO
ciao
Eppure io qualcosa di buono l'avrò pur prodotto (musicalmente parlando) se nell'ormai lontano 2007 sono stato chiamato a "suonare" la mia musica in Irlanda.
Qui in Italia, nella mia zona praticamente sono meno conosciuto del brufoloso ragazzino sedicenne/diciottenne col ciuffo alla moda che suona regolarmente nei locali solo perchè si tira dietro una ventina di ragazzini altrettanto brufolosi che hanno appena i soldi per farsi la birretta.
In Italia si dà più peso all'apparenza che non alla sostanza, anche se non si può generalizzare, come già detto c'è qualche locale alternativo, i circoli arci etc.
Ora questi cosiddetti bimbominkia (parola dispregiativa), si parla tanto di questi ragazzini che secondo me tanto minkia non sono, ma ce ne saranno molti anche fra gli iscritti in questo forum. 13-14-15-anni 16 anni. Che già sanno tutto e di pù, ma lo sanno non per loro esperienza diretta, vissuta sulla loro pelle col passare degli anni.
No. Loro hanno appreso tutto da internet da youtube da fb da wiki etc. etc.
Sono come tante spugne che assorbono tutto quello che gli si presenta avanti, non hanno nemmeno il tempo di digerire quello che hanno assimilato, di farsene una propria idea, di ragionarci sopra, di elaborarla interiormente, che già sono pronti ad assorbire altro.
La colpa non è di questi ragazzini che giustamente hanno la voglia di protagonismo, bensì la colpa è dei gestori di questi locali di vario genere che gli danno la possibilità di mettersi dietro la consolle.
La risposta giusta sarebbe di dir loro: cos'è vuoi "suonare". vuoi fare il dj? Ma vai a giocare, va ai giardinetti, vai a dare quattro calci ad un pallone, vai al ping-pong dell'oratorio...
Io credo che nel giro di pochi anni la figura del dj andrà a scomparire, perchè saremo tutti dj, saremo tutti "musicisti" saremo tutti fotografi, tutti pittori e tutti poeti, saremo un mondo di "artisti" dove ognuno copierà l'altro come in un gioco di specchi all'infinito, perchè si sarà perso il valore vero dell'arte che è l'originalità, materia sempre più rara nel mondo globalizzato della rete.
Penso pure che c'è il pericolo che tutto questo possa finire di colpo con un colossale collasso di internet che ci farebbe ritornare ad un mondo più umano, a misura della nostro orologio biologico.
Un salto indietro di 30-40 anni farebbe bene a tutti. IMO
ciao
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Re: Povera musica, poveri voi dj professionisti!
La saggezza di questo uomo mi commuove sempre!!! Non posso che essere d'accordo con Luigi su tutto quanto ha detto!!!
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