Ciao, innanzitutto benvenuta e complimenti per aver scelto questa passione che sicuramente ti riserverà grandi soddisfazioni. Basta avere la pazienza di aspettare, di crescere professionalmente e di maturare pian piano. Come in tutte le cose, i risultati arrivano con il tempo.
Un collega ha già delineato il quadro abbastanza triste di Milano, che mi sento di condividere anch'io. Mi auguro non ti sia trasferita apposta a Milano sperando di trovare l'America, perchè non scherzo dicendo che da un certo punto di vista la situazione è forse piu' rosea in provincia.
Diciamo che a Milano, come in tutti i posti, dipende un po' dal genere che fai e dalla situazione che vai cercando. E' vero, c'e' la Milano dei Navigli, degli aperitivi. C'e' anche la Milano dei locali "di tendenza", quelli con calciatori e veline, e c'e' la Milano cosiddetta alternativa, che forse è stata negli anni quella che l'ha resa più famosa ma che ultimamente è abbastanza agonizzante.
Sono tre situazioni completamente diverse tra loro, sia a livello di pubblico che a livello soprattutto di cachet. Mentre nelle situazioni da "aperitivo" puoi sperare (se hai gli agganci giusti, quindi credo sia inevitabile l'agenzia) di guadagnare anche parecchio e al di sopra dello standard(presupponendo un lavoro continuativo), in quella dei locali di tendenza è difficile l'inserimento (volente o nolente come dappertutto ci sono sempre i soliti nomi noti che si contendono le consolle). Quella alternativa probabilmente ti puo' dare maggiori soddisfazioni dal punto di vista artistico e umano, ma ben poche a livello di cachet...o per lo meno non subito, perchè si gioca molto sul fattore "passione".
Ultimamente per questioni sia lavorative che personali ho girato molto nei locali di Milano, soprattutto di quella fantomatica Milano alternativa di cui tutti parlano e che fa notizia anche sui giornali. L'idea che mi sono fatto è che in gran parte dei casi ci siano situazioni decisamente sopravvalutatie Non faccio nomi per ovvi motivi di correttezza, ma è stata un po' una grossa delusione. Ho visto tanti locali con impianti veramente pessimi e con problemi tecnici enormi, e personaggi decisamente improvvisati in consolle, che se vuoi farti del male e indagare scopri che il piu' delle volte suonano gratis o per 40-50 euro e qualche consumazione.
In tutte le esperienze che ho avuto a Milano in consolle posso pertanto dire senza se e senza ma di avere avuto delle enormi soddisfazioni a livello artistico (considerato che faccio musica anni '80, prevalentemente new wave, e che Milano è sempre stata una piazza fertile e recettiva in tal senso) ma assolutamente nessuna a livello economico.
In provincia, dove abito, a parità di serate si guadagna tranquillamente il triplo, non si deve fare da pr e quindi preoccuparsi di "portare gente" e gli impianti funzionano.
So che è paradossale, ma ti assicuro che è così.
Certo, in provincia manca la "recettività" della gente tipica della grande città, quindi diciamo che uno deve scegliere se una cosa la fa per passione, per soldi, o per un giusto equilibrio tra le due cose.
Se vuoi farti un'idea dello stereotipo di nightlife milanese, e farti una risata, dai un'occhiata a questo file

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