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Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 3:05
da HACKID
Ciao ragazzi. Apro questo (spero interessante) topic per fare alcune personali considerazioni riguardo ad un argomento che leggo spesso in rete.

Purtroppo molti hanno ancora concezioni che personalmente considerato "vecchie" o, per essere meno bruschi , "superate".

Mi riferisco alla concezione che un tale si puo' definire DiJ/Dj se fa mettere a tempo....

Da questa concezione nasce il brutto pregiudizio che "il dj è lo strumento che ha" e da qui derivano frasi come "il pc....bla bla bla" ...."il sync...bla bla bla"
"fa tutto da solo" , "ci riesce anche mia nonna".

Considero il saper metter a tempo una dote importantissima per un Dij/Dj , una delle prima che bisogna acquisire ma non fondamentale ai giorni nostri.
Questa frase fara' storcere il naso a qualcuno ma ho usato il grassetto per mettere in risalto una cosa :
10 , 20 , 30 anni fa il saper mettere a tempo faceva la differenza perche' non tutti erano in grado di farlo , vuoi perche' le tecniche e le conoscenze tecniche non erano cosi' di dominio pubblico come oggi , vuoi perche' non tutti potevano permettersi un technics , vuoi perche' i pezzi di allora , registrati "live" , non erano quantizzati come lo sono quelli odierni.

Allora il Dj stava li' a correggere in continuazione BPM e FASE....

Oggi l'evoluzione del Dj e la tecnologia ci mettono davanti a nuovi modi di intendere la musica e al Dj sono richieste nuove e altre doti oltre che quella della messa a tempo....

E' l'evoluzione....come una TV prima era in bianco&nero , poi a colori , ora ultrasottile....cosi' il Dj prima era bravo se metteva bene a tempo 2 brani , oggi è bravo se sa fare questo e tante altre cose.

Creare la musica in live ad esempio era una cosa impensabile ai tempi ed oggi sappiamo bene i mezzi che ci mettono a disposizione software come ableton live (tanto per citarne uno famoso).
Gli scienziati di allora (ma per me anche di ora) erano gli scratchers....che ai massimi livelli diventano dei veri e propri compositori ed utilizzano "campioni" di un vinile o dell'altro per creare suoni e ritmi nuovi , iniditi , unici , con l'ausilio del mixer e di qualche pezzo di scotch da applicare sui dischi.

un esempio (ma ne trovate tantissimi sul tubo) :

[youtube]aPO6OnoqXso&feature=related[/youtube]

Come dicevo oggi le cose sono cambiate perche' le possibilita' messe a nostra disposizione e le conoscenze sono altre :

[youtube]EmiO-00wXuk&feature=related[/youtube]

Non mi pare abbia messo mano al pitch...non è un dj quello....scusate se è solo CERLA :mrgreen:

Che ne pensate delle mie argomentazioni notturne? :geek:

Re: Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 12:48
da CyberMix
Devo dire di essere in disaccordo con gran parte di quanto scritto sopra.
La messa a tempo non è mai stata un parametro per valutare un buon dj, proprio questi sono tipici discorsi da addetti ai lavori che il grande pubblico non ha mai capito e continua ovviamente a non capire.
Si continua a pensare che i parametri utilizzati per valutare un dj da parte di un "addetto ai lavori" sia lo stesso con cui il pubblico valuta il lavoro di un dj.
Peccato che non sia così.
Mettere a tempo non ha mai fatto la differenza.
L'unico parametro per valutare un dj è la capacità di far divertire la gente ed un vero e bravo di è in grado di portare a termine una serata facendo passaggi al volo, anche con due registratori a cassette con comandi meccanici, per chi ha potuto verificarne l'uso lo può capire.
E' perfettamente inutile saper miscelare tanti suoni assieme se questi suoni fanno schifo e la gente non balla. La precisione tecnica è e rimane un valore aggiunto (non necessario) che permette al dj di creare particolari atmosfere, ma non può e non deve costituire il cardine della prestazione del bravo dj.
Questo è il motivo per il quale il livello dei dj è così basso in questo momento.
Mi è capitato proprio in settimana di sentire un set registrato di un live di un dj esperto di una serata di pieno agosto, sapete che cosa ha messo come primo pezzo? Pitbull con "I know you want me"..... ma che hai paura che la gente non balli quando inizi?
Questo è forse "il problema" secondo me.
La paura di non saper controllare la pista.
Il resto secondo me è molto "accademia".

Re: Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 13:34
da davide76
Dico la mia poi magari ogni uno e libero di esprimersi come meglio crede.

Allora mettere a tempo non e che significhi sapere fare il dj ma e comunque una cosa che il dj deve sapere fare perche sapere mettere a tempo significa anche avere buon orecchio musicale e questo a prescindere di con cosa una persona suoni deve esserci per forza.

Se uno non riesce a mettere a tempo con un 1200 secondo me significa che e negato perche significa non ha buon orecchio musicale.
Per quanto riguarda una volta ragazzi dovete considerare che una volta suonavano con giradischi a cinghia ultra pesanti e lenti tipo i thorenz tanto per fare un'esempio e si e vero bisognava avere della pratica superlativa per poter suonare in quei sistemi e sopprattutto una buona conoscenza della musica e pur nonostante a volte faticavano ugualmente.

Ora la domanda che mi sorge di fare e questa :

Ma ragazzi dobbiamo tornare indietro con gli anni invece di andare avanti ??
Io penso proprio di NO.
Con il pc non serve mettere a tempo ad orecchio e allora ??
Non vedo tutta questa drammaticita se uno e bravo e bravo punto e basta.

Ha ragione cybermix la vera paura spesso e la pista specialmente quando suoni in posti che non sai nemmeno che cosa piacera a quel pubblico e li comincia a venire la strizza :lol:

Re: Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 13:53
da HACKID
Forse ho scritto cosi' tanto che non sono riuscito a farmi capire :mrgreen:

La mia analisi riguardava l'aspetto tecnico del dj visto dagli addetti ai lavori...da dj a dj insomma.

E' chiaro che la gente vuole ballare e che il dj è bravo se fa ballare la pista...qui credo che anche il piu' ottuso sia d'accordo :lol:

D'altra parte , se la si vede con gli occhi dell'utente che balla , allora possiamo affermare che uno showman/animatore , che magari sa parlare bene e sa coinvolgere la gente, è un bravo dj....poi puo' anche tagliare tutti brani ma la gente ballera' lo stesso!! ed è qui che non sono d'accordo con Cybermix.

Per me che vedo la cosa "dall'interno" la tecnica è molto importante , altrimenti la figura stessa del Dj verrebbe snaturata (come da esempio sopra).

Poi il discorso si potrebbe pure allargare dicendo che è importante anche l'organizzazione dell'evento....perche' è chiaro che se la serata va' e la pista si riempie a tappo (anche se i meriti non sono del dj) specialmente con tante ragazza poi puoi mandare il play pure la m**** e potete stare tranquilli che balleranno tutti....questo lo sottoscrivo come esperienza personale ;)

Vi prego di valutare cio' che ho scritto come addetti ai lavori...perche' è fin troppo banale che il dj è bravo se fa ballare.

Re: Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 14:14
da davide76
Beh si puo anche dire che ci sono dj piu bravi e meno bravi oppure ancora meglio piu completi o meno completi ;)
Posso fare anche il mio esempio io per dirla mi ritengo un discreto miscelatore di brani e per le mie esperienze sono uno che riesce a capire abbastanza quello che vuole la gente (cosa molto importante).
Ma non faccio scratch non sono vocalist non faccio esibizioni e non faccio radio.
Ecco per esempio uno che oltre a quello che faccio io fa anche anche una delle cose appena citate lo considero gia migliore di me.
Almeno io la vedo in questo modo.
Poi un dj che fa radio secondo me e il top dei top anche se a volte viene snobbata ma il saper fare radio parlare e coinvolgere la gente e avere una ottima cultura musicale tipo spazialex tanto per citarne uno e una dote che non molti hanno e questo secondo me fa la differenza da dj a dj.

Re: Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 15:18
da CyberMix
Premetto per far capire, io sono noto per la cura maniacale nei passaggi, anche quando mixavo con due, tre, quattro (......) giradischi, quindi questi tipo di discorsi li conosco bene.

Il problema Hackid è che non si può trasformare in un esercizio di stile quello che esercizio di stile non è (fare il dj).
Il complesso delle cose che fa il dj durante una serata deve per prima cosa produrre entertainment, ma qui sembra che i tanti se lo siano dimenticato. E, mi ripeto, in questo senso il livello dei dj è in caduta libera, ma questo è dovuto a più fattori, non solo alle cattive abitudini ed ai cattivi modi di pensare dei dj.
La tecnica non può essere fine a se stessa, ma deve produrre qualcosa di creativo, perché se faccio un passaggio precisissimo vuoto sul vuoto allora posso anche fare un passaggio al volo e magari faccio molta più figura.
Il piacere di realizzare un passaggio perfetto (mia massima personale soddisfazione ;-) ) o uno scratch da campione deve rimanere una cosa nostra personale. Fatto questo bisogna guardarsi attorno e capire se questo ci permette di creare entertainment, se non lo fa divertiamoci a farlo a casa, ma a casa deve rimanere.
Per questo penso che ragionamenti come questi siano spesso solo accademia e che ci distolgono dal vero obiettivo, che è rendere quello che facciamo qualcosa di godibile per il pubblico.

Re: Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 16:30
da Bazzooka
mi permetto di scrivere anche le mie opinioni :
La tecnica di ogni DiJ e' sempre una diretta conseguenza dei mezzi che usa,
e quindi di tornaconto, se un computer ha facilitato le operazioni ESSENZIALI
di messa a tempo dei vari ritmi da mixare, anche l'operatore che lo usa
si e' adeguato al nuovo modo di operare.
Mettere a tempo 2 musiche con strumenti meccanici tradizionali,
se un tempo era la base per misurare l'esperienza e la bravura di un DiJ
ora e' diventata solo una routine, e un DiJ BRAVO
si puo' finalmente misurare su altri particolari ben piu' assortiti.
Con i Giradischi le possibilita' erano abbastanza limitate,
e per ottenere delle performance che superavano il banale mxaggio
bisognava sbizzarrirsi con tecniche al di sopra delle possibilita' medie
di ogni dilettante o amatore, con duri allenamenti e prove continuate,
che pero' limitavano sempre e comunque la fantasia sonoro/musicale
schiava delle possibilita' delle solite apparecchiature.

Con l'arrivo dei campionatori, delle effettiere, e infine del PC
le cose si sono naturalmente evolute
e il DiJ non e' rimasto solo un JukeBox umano
ma ha cercato di diventare un performacer della musica.
Al giorno d'oggi, con tante possibilita' creative a portata di click
ognuno dovrebbe pensare a sfuttare in modo eclettico
la grandissima diponibilita' di varianti a disposizione,
e limitarsi a motoni passaggi, sarebbe un controsenso.

La vera vocazione del DiJ dovrebbe essere quella di sconvolgere le tracce originali
e renderle sempre piu' fantasiose ed eccitanti, produrre nuove sonorita'
per far divertire in modo originale smpre meglio, la gente che paga per ballare.
Usare i classici giradischi, le console computerizzate o tutti i surrogati di essi,
e' solo una dei tanti mezzi a disposizione, e le tecniche impiegate
potranno essere le piu' svariate e personali, direttamente collegate ai mezzi impiegati,
e non devono avere preconcetti di sorta.

L'importante e' far balare e divertire.
Se non si perdono piu' preziosi minuti per sincronizzare i ritmi a mano
si ha tanto tempo in piu' per smanettare in modo creativo
e produrre risultati sempre piu' eccitanti e fantasiosi.

Dall'altro canto, anche la scena delle nostre performance ha un suo ruolo
In una sessione di DiJ Set, la spettacolarita' della prestazione
conta quanto l'intiero allestimento sonoro e di effetti speciali.
E un DiJ che si muove in modo acrobatico, con movimenti largi e visibili da lontano
contribuisce a istigare il publico per diverstisi in modo platale.
Anche i mezzi utilizzati, e il loro modo piu' o meno evidente di utilizzarli,
possono cotribuire al successo delle persone che li usano.
Fare scena e' importante,
basta che lo si faccia in modo attivo
entrando a far parte dell'animazione dell'intiero evento.
Il computer e i suoi primi acessori, hanno contribuito a miniaturizzare i nostri strumenti,
limitandoci i nostr movimenti coreografici.
Ma ora, come si vede benissimo nei video riportati sopra,
ci sono i mezzi per superare benissimo anche questo particolare,
che abbinati a una seria scelta musicale, a un adeguato allestimento di effetti scenici
(giuste luci e tanti Video)
fanno sempre modere le mani a quei dj tradizionalisti,
fermi alle misere possibilita' di un solo paio di piatti.

Augh !

Re: Il DJ/DiJ, l'evoluzione e la messa a tempo

Inviato: 23 nov 2009, 17:16
da CyberMix
Con Bazzooka mi capita spesso di discutere di tante cose, sempre nello spirito di grande amicizia.
Ma questo suo post dovrebbe essere letto parola per parola ed imparato a memoria da tanti, perché esprime esattamente quello che è stato il percorso del deejay della nostra generazione, ma spiega soprattutto quella che deve essere la via maestra del VERO DEEJAY.

Tecnica e tecnologia al servizio dello spettacolo che si vuol proporre.
E' impossibile ed impensabile scindere le due cose.

E giustamente Bazz non dimentica il lato scenico del deejay che interagisce con la sua consolle, gestualità che non deve essere per forza legata al muovere avanti ed in dietro un vinile alla ricerca del tempo perduto, ma con varie forme di strumentazione.
Chi è curioso cerchi su youtube le performance di DJ Enferno, è uno spettacolo anche solo vederlo muoversi tra i vari strumenti utilizzati.

E poi, come dice giustamente Bazz, imparate ad esplorare i limiti delle nuove strumentazioni tecnologiche per rendere più spettacolare il vostro mixset.
Perché scimmiottare un dj che mixa due vinili quando si può fare molto di più?
Il problema è, ma l'ho già detto in altra sede, che questo tipo di approccio richiede competenze musicali molto maggiori di prima, se si vuole creare uno show godibile anche dal pubblico, ed è questa la sfida posta dalle nuove tecnologie.
Chi pensa che sfruttare a fondo questi strumenti sia una cosa semplice prende un colossale abbaglio.