Piu' che altro credo che al di là dell'elenco e della "cartella musica" che uno si debba creare, sia assolutamente sbagliato definire a priori la successione piu' o meno fedele della playlist in esecuzione.
Io sono sostenitore della teoria che afferma "gli ingredienti debbano essere assolutamente selezionati...ma il condimento sia estemporaneo".
Credo che sia un po' paragonabile a un pittore che fa un quadro di paesaggio...ed anzichè starsene all'aria aperta a dipingerlo, se lo immagina e costruisce nel suo atelier.
Il condimento è l'emozione che viene al momento....mentre ascolti il brano.
Quante volte ci è capitato di immaginare una playlist sotto la doccia di casa da proporre la sera in un locale...con la nostra immaginazione....e poi trovarsi la sera stessa a fare esattamente l'opposto di quello che ci eravamo immaginati?
La situazione va "vissuta", non premeditata. Io la penso cosi'...poi in realtà esistono mille scuole di pensiero diverse.
Ci sono dj che si preparano una settimana prima un set...a priori...senza sapere nè il locale nè la gente che si troveranno davanti...
Il dj è un artista nè piu' nè meno come un pittore, e il suo quadro è il dj set.
Personalmente sostengo piu' la scuola che vede il dj come un "selezionatore" che un "uno che sa mixare". Mixare i brani in 4/4 volente o nolente dopo un po' sono capaci quasi tutti, scegliere i brani e fare una buona playlist non banale per quanto mi riguarda ha una importanza senza dubbio superiore....e sinceramente sono una minoranza quelli che sanno distinguersi in tal senso
