Scusate il ritardo ma ho dovuto "ripassare" alcune cose perché non me le ricordavo molto bene!!!
Allora… iniziamo con il dove, quando e perché il CD e' nato… bene, sfatiamo il primo mito… l'idea del Compact Disc non e' giapponese come tutti pensano ma e' occidentale al 100%… grosso modo l'idea venne sviluppata attorno alla meta' degli anni '70 da 2 colossi industriali: la DuPont (leader nei policarbonati) e la Philips (al tempo leader in tutto). L'idea era nata sulla falsa riga del primo supporto digitale per l'Home Video, il Laser Disc (un progetto nato da una sfortunata joint adventure tra la MCA e la Philips, notare come le cose s'incrocino, e poi portata al successo in America ed Asia dalla giapponese Pioneer).
Purtroppo questa alleanza fu piena d'incomprensioni e litigi vari che portarono l'abbandono della DuPont dal progetto dopo poco tempo. Quindi la Philips creo' una nuova alleanza con un altro colosso (giapponese questa volta) dell'elettronica che in quei tempi era all'avanguardia con la ricerca sul Laser: la Sony. Le 2 multinazionali registrarono il brevetto del nuovo supporto audio nel 1978 e lo presentarono al CES di Las Vegas del 1979. Questo attiro' subito l'attenzione di tutti gli smanettoni del pianeta (fate conto che la mania del Hi-Fi e della Audiofilia era nata meno di 15 anni prima e la sua diffusione a livello "umano" solo con l'inizio del decennio), dagli addetti ai lavori ai semplici appassionati, tanto da convincere le 2 multinazionali ad investire nello sviluppo del progetto… tuttavia la limitazione tecnologica del tempo causo' un ritardo sulla commercializzazione del brevetto.
Innanzi tutto, ci fu una lunga diatriba sul formato digitale da utilizzare per la stampa del CD. Questa fu superata creando una commissione composta da rappresentanti dei maggiori produttori di elettronica al consumo e delle maggiori case discografiche del periodo (che casualmente facevano riferimento sia a Philips sia a Sony per la distribuzione globale) e raccolte nel famoso RedBook (l'origine del nome e' soggetta a molte leggende metropolitane… nella realtà fu scelto questo nome perché il colore della copertina della relazione finale era rosso). Il formato scelto fu il PCM 16bit@44.1kHz in modo da essere compatibile con il suo fratello maggiore video (il Laser Disc… ricordate?) ma la dimensione del disco scendeva da 12" a 5" c.a. (uno degli obbiettivi del nuovo formato era aumentare la portabilita' rispetto al suo antagonista analogico, il disco in vinile, mantenendone la qualità di riproduzione il più possibile inalterata). Le specifiche erano rivoluzionarie per l'epoca… senza perdersi in troppi dettagli tecnici, basti pensare ch'era garantita la riproduzione fino a 100000 volte senza deterioramento del supporto (cosa impensabile per un supporto analogico)!!!
Il primo lettore CD fu lanciato nel settembre del 1982, il Philips CD100 (in verità in settembre furono 3 i lettori lanciati sul mercato. Assieme al Philips c'erano anche il Marantz ed il Fischer… i marchi erano entrambi di proprietà della Phillips all'epoca ed i loro lettori erano sempre il CD100 rimarchiato… ora sapete da chi hanno preso le brutte abitudini gli asiatici), seguito il mese successivo dal Sony CDP101 mentre per vedere i vari modelli degli altri costruttori bisognerà aspettare il 1983. Purtroppo l'entusiasmo iniziale subì una pesante frenata già dopo i primi mesi a causa di 3 gravi inconvenienti tecnici. Il primo era dovuto al fatto che i primi convertitori DA usati non erano dei 16bit reali ma dei 14bit con capacita di sovracampionamento fino a 16bit (problema che incideva pesantemente sulla qualità della conversione), il secondo era dovuto all'inadeguatezza dei Master di registrazione (all'inizio non si tenne conto della diversità dell'acquisizione dei dati tra digitale ed analogico così, per i primi anni, si fece una semplice conversione del Master analogico senza cambiare niente a livello d'equalizzazione, compressione e soppressione del rumore causando una forte discrepanza qualitativa tra quello che veniva registrato e quello che veniva riprodotto… e, adesso, sapete perché su molte ristampe degli anni '90 compariva la pomposa scritta "Digital Remastered"), il terzo ( e forse il più grave) era dovuto dagli alti costi di produzione che la nuova tecnologia comportava (grosso modo un lettore CD costava in media quasi il doppio di un giradischi di qualità equivalente mentre il costo di un normale CD arrivava ad essere superiore alle £50.000,00… all'inizio degli anni '80!). Questi "difetti" ralentarono notevolmente la commercializzazione della nuova tecnologia.
Ci vollero quasi 5 anni prima di ottenere risultati qualitativamente paragonabili ai suoi antagonisti analogici… e comunque unicamente all'interno del mercato consumer (nell'Alta Fedeltà si continuerà a prediligere il formato analogico anche perché i costi di progettazione ed i brevetti per il CD erano ancora molto alti ed i marchi più piccoli non riuscivano a coprirli). Finalmente, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, comincio' la vera commercializzazione consumer del CD ma… c'e' sempre un "ma"… erano passati quasi 10 anni dalla presentazione del brevetto e la tecnologia digitale, a dispetto di quella analogica, galoppa in fretta! Presto quasi tutti gli studi di registrazione erano attrezzati per realizzare Master digitali ad alta qualità ben oltre della soglia dei 16bit, questo scateno' quella che fu la guerra più sanguinosa nel mondo dell'elettronica dopo la guerra tra Betamax e VHS: la guerra dei bit!!! Ognuno aveva la sua teoria ed ognuno la sviluppava come gli faceva comodo mantenendo come unico riferimento i 16bit@44.1kHz decretati nel RedBook. Ogni 6 mesi usciva un nuovo convertitore DA con caratteristiche sue che migliorava notevolmente la qualità di riproduzione del segnale madre (in verità la soluzione più comune era quella di riprodurre il segnale a 1bit con capacita' di sovracampionamento a 8x… in questa maniera si ottenevano 8bit di risoluzione per ogni canale per un totale di 16bit stereo con frequenze di campionamento che variavano dai 44.1kHz, standard audio, ai 48kHz, standard video). Questa guerra fu la rovina di molti costruttori minori e, in alcuni casi, anche di grandi costruttori. Molti marchi blasonati nel Hi-Fi Entry Level (Denon, Technics e Marantz giusto per nominare i più conosciuti) attraversarono grosse crisi economiche per sostenere i costi di progettazione e sviluppo. Sopravvissero unicamente quelle legate alle grandi multinazionali dell'elettronica come Sony e Matsushita (oggi più comunemente conosciuta come Panasonic) e non senza ripercussioni sul loro futuro.
Una volta finita anche questa "guerra", finalmente il mercato del CD conobbe un breve ma intenso periodo di felicita'… breve perché nel frattempo era arrivato il 1995 e con lui il nuovo formato digitale video completamente compatibile con quello audio: il DVD!!! Questo nuovo formato portava un numero spropositato d'innovazioni tecnologiche che rendeva il vecchio formato CD, nato oltre 15 anni prima, obsoleto. Il DVD era in grado di contenere quasi 5GB (arrivati a 9GB con l'avvento del dual layer) d'informazioni contro i miseri 700MB del CD, questo poteva essere interpretato in 2 maniere: o una maggiore durata degli album oppure un'aumento della qualità del segnale. Data la pigrizia della maggior parte degli artisti a produrre album di durata superiore ai 50 minuti si scelse la seconda soluzione!

Alla fine degli anni '90 nasce il DVD-Audio come sostituto del vecchio CD (arrivato a quasi 20 anni di onesta carriera). Il nuovo formato mantiene il formato PCM come riferimento (e permettere una retrocompabilita' con il vecchio formato assoluta) ma ne viene aumentata la qualità prima a 24bit@96kHz (il doppio dello standard Dolby e DTS) e poi a 24bit@192kHz (il quadruplo dello standard Dolby e DTS) che permette una riproduzione pressoché identica ad un formato analogico… inoltre viene anche supportata la riproduzione multicanale ad uso audio!!!
C'era un piccolo problema, tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, la quasi totale egemonia sulla produzione di meccaniche di lettura digitale video era in mano alla Pioneer (ricordate? Quella che aveva portato avanti lo sviluppo del Laser Disc… come s'incrociano gli eventi) e alla Matsushita, la quale era una delle maggiori rivali dei detentori del brevetto del CD (Sony e Philips se ve lo siete dimenticato). Che si fa?!? Si crea un rivale del DVD-Audio!!!
All'inizio degli anni 2000, Sony e Philips presentano l'erede del Compact Disc: il SACD (Super Audio Compact Disc)!!! Questo nuovo formato era notevolmente superiore sia al suo antenato sia al DVD-Audio perché basato su una nuova tecnologia audio: il DSD (Direct Stream Digital). Il DSD permetteva una frequenza di campionamento di 64 volte superiore rispetto al PCM registrata a 1bit con capacita' di sovracampionamento illimitata (in realtà il limite era posto a 128bit ma il convertitore più potente che fu mai realizzato era a soli 32bit con frequenza di campionamento a 356kHz… e non serviva assolutamente a niente perché lo standard dei Master digitali e' a 24bit con frequenze che variano dai 48kHz, musica POP e Rock, ai 192kHz, musica classica e Jazz) ma aveva il limite di una retrocompatibilita' molto limitata (detta in parole povere: molti vecchi CD non venivano letti).
Questi 2 formati scatenarono una nuova guerra tra i giganti del consumer… pero' questa volta la guerra fu meno cruenta per il consumatore per 2 motivi: il primo fu che l'etichette discografiche e gli studi di registrazione avevano investito moltissimo sul CD e quindi preferirono continuare a produrre e stampare su questo formato in attesa di vedere chi vinceva la guerra… il secondo fu d'attribuire per un'evoluzione dei formati digitali piuttosto curiosa avvenuta nel campo informatico. Intorno alla seconda meta' degli anni '90, il comitato tecnico MPEG (Moving Picture Experts Group) rilascio' un algoritmo di compressione lossy per i formati digitali audio che permetteva di ridurre fino ad un quarto la dimensione originale del file intaccando il meno possibile la qualità di riproduzione del file stesso in base al bitrate scelto. Questo formato di compressione era stato pensato inizialmente per i formati audio da inserire all'interno dei supporti video ma gli eccellenti risultati ottenuti e il successivo dilagare del fenomeno dei programmi p2p all'inizio degli anni 2000 fecero si' che questo formato compresso diventasse abbastanza comune tra gli utenti più "comuni" di musica… forse lo conoscete… si chiama MPEG Layer III… comunemente noto come Mp3!!!

Il rapido diffondersi di questo formato compresso spinse altre software house a sviluppare il loro algoritmo di codifica quindi, mentre i pirla dell'elettronica si facevano la guerra sui formati solidi, il nuovo formato per la musica divenne "liquido" e conobbe la sua consacrazione con la nascita del più grande store multimediale della terra, iTunes Store, e decretando la definitiva morte del formato digitale "solido" come il CD!!!
….aspetta!!! Ma quando e' nato iTunes Store?!? 28 aprile 2003!!! Oltre 10 anni fa!!!

Ma allora vedi perché avevo detto che il CD doveva morire con dignità 10 anni fa??? Il CD, come supporto fisico, aveva fatto la sua storia… era stato il riferimento assoluto per 24 anni (un'eternità per il digitale)… le case costruttrici non si sono messe d'accordo sulla sua normale successione e, alla fine, e' morto a favore del futuro: la musica liquida!!!
Il fatto che ancora oggi ci siano dei "malati" che s'ostinano a decantare virtù che il CD non ha e non ha mai avuto e' solo patetico e nulla di più… il futuro della musica e' in formato compresso digitale oppure (e qui facciamo un'inchino perché con oltre 150 anni d'utilizzo ha dimostrato d'essere il miglior supporto audio mai progettato) sul buon vecchio disco in vinile… ed aggiungo: Dio Salvi il Giradischi!!!
Questa e', in "sintesi", la morale della favola… oltre non vado perché per scrivere questo riassunto ci ho messo quasi 2 ore ed oltre una mezza giornata per recuperare tutte l'informazioni precise dai vari archivi!!! :ugeek: