esatto, detto in parole molto povere.
sulla regolarità della licenza ci sarebbe da mettersi d'accordo cosa si intende, di certo non è un obbligo amministrativo, un obbligo di legge ma non è questo il topic adatto a discuterne.
Di suo la licenza è un contratto di natura privata ma questo è normale per la SIAE che, per quanto riguarda quell'aspetto, quello è l'ambito di sua competenza. Anche il famoso "Permesso SIAE" che il gestore della discoteca presso la quale lavori, ad esempio, è un contratto di natura privata. Se il gestore "fa il furbo" perché dichiara, che so, meno gente di quella che c'è in sala, commette una violazione contrattuale e sulla base delle penali contenute sul Permesso viene "multato", salvo le eventuali violazione connesse di natura fiscale che vanno a chi di competenza.
La differenza fondamentale è che il gestore è obbligato dalla sua natura imprenditoriale al rispetto del diritto d'autore e, se usa opere protette e gestite da SIAE, ha l'obbligo del "Permesso" della licenza SIAE.
La totale mancanza della Licenza diventa una violazione penale (al contrario dell'esempio sopra, dove la licenza c'è, l'attività non è abusiva e violazione sono sulle "clausole") proprio perché egli farebbe un uso "abusivo" (assenza di licenza) per scopi NON personali e a scopo di lucro, il DJ invece non è una impresa è un lavoratore, il più delle volte autonomo ma certamente un lavoratore. Per fare il DJ non devi ottenere nessuna "abilitazione", non è una "professione" stile commercialista, avvocato,medico etc, regolata da un ordine o da un albo. Se prendi una partita IVA non ti devi iscrivere alla Camera di Commercio, perché non sei un commerciante, un artigiano, un industriale o agricoltore.
Ma sopratutto, il tuo lavoro non prevede utilizzi diversi da quelli che sono già previsti al momento di una acquisizione legittima di un disco (sempre per fare un esempio). La "tua" musica comprata su Beatport, iTunes o dove preferisci è "tua" in quanto ad uso esclusivamente personale e senza nessuno scopo commerciale.
La Giurisprudenza lo ha detto chiaramente e senza dubbio alcuno già nel 2002, quando mandando assolto un DJ che si era copiato per ragioni tecniche di lavoro, dei suoi dischi su masterizzati, ha ribadito che per il profilo penale l'abuso deve essere diretto all'ottenimento di un vantaggio patrimoniale e non personale.
L'esatto contrario, cioè di quello che fa un normale DJ... se poi si vende le sue copie, quello è un altro paio di maniche ma non servirebbe neppure la licenza DJ a salvarlo visto che la stessa è rilasciata al SOLO uso personale e SENZA scopo alcuno. In pratica non licenzia nulla che il DJ già non possa fare senza nessuna licenza ...
Quindi, il discorso non è di tipo legale ma di comunicazione ... è semplice, puro marketing (non so se mi sono spiegato)
