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Schema riassuntivo della licenza ONLINE per DJ SIAE

Come essere un digital jockey in regola utilizzando file audio e video.
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madigi48
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Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da madigi48 »

Infatti Moorpheus mi riferisco alla copia che ti potrà AUTORIZZARE ESCLUSIVAMENTE L'AUTORE O IN QUESTO CASO LA SIAE CHE OPERA PER CONTO DELL'AUTORE E, LO FA ATTRAVERSO LA LICENZA CHE TI RILASCIA.
Tu sai bene che senza tale auotorizzazione la SIAE o anche l'autore direttamente può trascinarti in Tribunale e chiederti danni per decine di milioni se vuole, salvo che poi il Giudice lo accordi, ma intanto vai a difenderti in tribunale per aver utilizzato una copia senza alcuna autorizzazione.
Inoltre il funzionario della SIAE non ha bisogno di alcun permesso per chiedere l'intervento della forza pubblica, e i tuoi precedenti ho già avuto modo di ricordarlo in altro post, sono precedenti( scusa il bisticcio) all'entrata in vigore della licenza copie lavoro, e aggiungo, e qui sono d'accordo con ru.di., sono il risultato di una poco corretta informazione agli stessi "controllori periferici della SIAE" ma, mica durerà per sempre!!!
E se non bastasse la legge ad impedirlo, basterebbe il rispetto del DIRITTO ALLA PROPRIETA' INTELLETTUALE CHE DOVREBBE IMPEDIRTELO, NEL PRINCIPIO DI RISPETTO DALLE REGOLE DI CONVIVENZA CIVILE.
Questo non è un "fuori tema" come lo definisci tu, non è altro che la semplice regola che ci consete di vivere in una società democratica, senza la quale vige la legge del più forte o del più veloce alla pistola come nel Far West.
La gravità dei tuoi interventi è prevalentemente nel mettere in discussione questo principio, perchè è del tutto evidente dalle tue risposte a chi chiede informazioni che, se anche sei contrario all'entrata in vigore della licenza, comuqnue non uoi fare a meno di indicare che essa esiste e che attualemnte è oblligatorio dotarsene per svolgere l'attività professionalmente.
Ciao Massimo e, mi spiace sinceramente per le tue difficoltà a seguito dell'intervento che, spero comunque non sia nulla di grave.
Mario Di Gioia
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Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da Ru DiJ »

Se fosse obbligatoria potreste far chiudere il 95% dei locali da ballo italiani, compresi pub bar e ovunque ci sia un dj. Ma sopratutto se fosse obbligatoria ci sarebbe una legge che lo indica... non sareste li a cercare di arrancare qualche iscritto in più.
Fatti un giro per i locali e guarda con i tuoi occhi la situazione. Da presidente di un associazione di dj, proprio per capire chi stai rappresentando fatti qualche nottata a girare per i club a partire da gli aperitivi happy hours vari...

Nella gazzetta ufficiale non vi è traccia di un simile obbligo.
Meglio evitare di dare informazioni errate e/o tendenziose. Che non ci si fa bella figura.
Vedi esiste una differenza tra l'esprimere un opinione da parte di una persona come me o come morpheus o chiunque altro in questo o in altri forum, e che sottoscrivendo o no la licenza e libero di commentare, anche un non dj disinteressato al discorso potrebbe esprimere un opinione. Questo perche in Italia esiste la liberta di opinione. Io e altri lo facciamo argomentando le nostre opinioni in modo chiaro con esempi e quesiti pratici, portando esperienze dirette, e vissute in prima persona.
La posizione di un promotore della licenza, sempre a mio giudizio, dovrebbe essere quella di dire le cose come stanno, non come vorrebbe che fossero. Dare la corretta informazione per un promotore dovrebbe essere una priorità. Tanto quanto il confontarsi e il dare risposte chiare, argomentando in modo convicente quel che dice. COn fatti prove leggi sentenze,qualcosa di tangibile insomma.
Fatto questo ogni uno tratrra le conclusioni. E' evidente che se tu parli di obbligatorio su una cosa che obbligatoria non è, troverai qualcuno che ti ribatte. ci sara anche qualche sprovveduto che ci crede, qualcun altro si fara un opinione e la terrà per se. E tutto normale
Sta a te valutare se uscire con simili affermazioni sia positivo oppure controproducente. Anche perche parli a nome di piu persone, compresa siae, quindi se dici cose sbagliate a gli occhi di chi legge stai trasmettendo il pensiero della direzione. quindi tanto un successo quanto una misera figura si riperquotono su tutto l' ente.

Poi per carità c'è sempre tempo per rimediare, ma ti preg....o se è obbligatoria indicami la pagina della gazzetta ufficiale in cui trovare questa direttiva nazionale.
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The_Animal_DJ
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Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da The_Animal_DJ »

Fatto Rudy... scusa la cosa ma con tutte 'set carte sono nel pallone... era tutto più facile quando facevo la "spalla"!!! :lol:
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Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da Ru DiJ »

Che poi ci penso... se fosse obbligatoria come tu dici... ogni volta che un ispettore trova un dj usare masterizzati e non in possesso della licenza, dovrebbe visto che è suo compito chiamare le forze dell ordine per fare multare il dj. SUpponiamo che come dici le cose siano cambiate, non ti sembra assurdo che in due anni e passa non sia mai accaduta una cosa simile.
Se cosi fosse gli ispettori che non denunciano l' irregolarita cosa fanno.. favoreggiamento ?

Possibile che non vi rendiate conto che ogni sera ogni week end ci sono in giro ispettori a controllare e in due anni non si è verificata mai una volta questa situazione? Sono santi i Dj o sono ciechi gli ispettori ? O forse ti sei confuso ne dichiarare che è obbligatoria ?

La Siae resta un ente privato, e qualla licenza tra l' ente e un privato cittadino resta una accordo tra le due parti, al massimo ad essere perseguito e chi non rispetta quanto prevede l'accordo. Ma chi non lo sottoscrive si deve basare solo su cio che dice la legge, che non parla di obbligatorietà.
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Morpheus

Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da Morpheus »

quoto (ancora una volta) Rudi e aggiungo anche che qualsiasi DJ che lavora da anni, che quindi può testimoniare, grazie alla sua esperienza diretta, ciò che era prima della licenza DJ e ciò che è dopo e parla dal punto di vista normativo. Qualsiasi DJ con un minimo carico di esperienza sa che nulla è cambiato.
Infatti Moorpheus mi riferisco alla copia che ti potrà AUTORIZZARE ESCLUSIVAMENTE L'AUTORE O IN QUESTO CASO LA SIAE CHE OPERA PER CONTO DELL'AUTORE E, LO FA ATTRAVERSO LA LICENZA CHE TI RILASCIA.
a quale cosa tu ti stia riferendo, francamente non ho proprio idea, visto che sembra che si stia parlando di due argomenti diversi.
Ciò a cui faccio riferimento io è l'art. 71-sexies e seguenti, e cioè alla possibilità per la persona fisca di fare copia di propri dischi e usarli a titolo personale.
Questa possibilità è DEFINITA come ECCEZIONE AL DIRITTO DI RIPRODUZIONE, è cioè la possibilità per me DJ di fare COPIA secondo certe condizioni, SENZA RICHIEDERE ALCUNA LICENZA/AUTORIZZAZIONE A CHICCHESIA. E' LA LEGGE STESSA CHE, sia pur in eccezione, MI AUTORIZZA A FARE COPIA e attraverso l'equo compenso, va ad assolvere i "compensi" di TUTTI gli aventi diritto.
Questo "concetto" è quello che da più di dieci anni e perciò ANCHE DOPO l'introduzione della mitica licenza DJ, è ribadito con estrema chiarezza dai GIudici chiamati a esprimersi attraverso i loro atti.
Questo concetto è lo stesso che abbiamo preso ad aesempio molte volte, perché chiaro e recente e può essere visto da tutti, nella sentenza di Ischia.
Sentenza del 2008, perciò abbondantemente post licenza DJ

http://www.altalex.com/index.php?idnot=43166" onclick="window.open(this.href);return false;
----
questo è quello che nel primo paragrafo scrive la SIAE STESSA:


Cos’è la copia privata

La Copia Privata è il compenso che si applica, tramite una royalty sui supporti vergini fonografici o audiovisivi in cambio della possibilità di effettuare registrazioni di opere protette dal diritto d’autore. In questo modo ognuno può effettuare una copia con grande risparmio rispetto all’acquisto di un originale. Prima dell’introduzione della copia privata, non era possibile registrare copie di opere tutelate. In Italia, come nella maggior parte degli Stati dell’ Europa Unita (con l’eccezione della Gran Bretagna, dove riprodurre copie anche ad uso privato è considerato reato) è stata concessa questa possibilità, a fronte di una royalty forfetaria per compensare del mancato acquisto gli autori e tutta la filiera dell’ industria culturale. L’entità del compenso tiene conto del fatto che sui supporti si possa registrare anche materiale non protetto dal diritto d’autore.
La Siae riscuote questo compenso e lo ripartisce ad autori, produttori, editori e interpreti.


e poi continua


Ambito di applicazione dell’eccezione per “copia privata”

Possono beneficiare dell’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione spettante ad autori, artisti e produttori solamente le persone fisiche, a condizione che la riproduzione di fonogrammi e videogrammi sia effettuata:

per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali;
mediante l’utilizzazione di apparecchi di registrazione e supporti vergini per i quali sia stato corrisposto il compenso per “copia privata” previsto dalla legge.

Alle condizioni sopra indicate, le persone fisiche possono dunque effettuare riproduzioni di fonogrammi e videogrammi, senza il consenso preventivo (licenza) di autori, artisti e produttori.

Questo non lo dico io ma la SIAE a cui tu sembri credere incondizionatamente.

Tornando perciò " a bomba", io, utilizzando una cosidetta copia privata o copia lavoro o chiamala come vuoi, riferendoci alla "eccezione al diritto di riproduzione" (art. 71-sexies e seguenti) , non ho utilizzato una COPIA SENZA AUTORIZZAZIONE ma ho utilizzato una COPIA AUTORIZZATA DALLA LEGGE per effetto dell'eccezione.

La convivenza civile c'entra poco, c'è una legge, c'è anzi un insieme di legge più o meno armonizzate in senso Europeo, e quella va rispettata. SE puoi la SIAE mi offre un servizio tipo la vidimazione dei libri o la tenuta di daatabase di titoli, ho la libertà di decidere se mi nteressa o meno.
La gravità dei tuoi interventi è prevalentemente nel mettere in discussione questo principio, perchè è del tutto evidente dalle tue risposte a chi chiede informazioni che, se anche sei contrario all'entrata in vigore della licenza, comuqnue non uoi fare a meno di indicare che essa esiste e che attualemnte è oblligatorio dotarsene per svolgere l'attività professionalmente.
su questo punto rmai non so, anzi non sappiamo più come dirtelo. Il DJ non ha nessun obbligo per svolgere la "professione" di nessun tipo, tantomeno esiste legge che dica che debba assumere obbligatoriamente una licenza per la copia.
Esiste invece una legge (dal 1993 a venire in vanti) che permette ANCHE al DJ di fare copie dei propri dischi SENZA ALCUNA PREVENTIVA LICENZA.

Grazie per gli auguri, nella sfiga sono stato anch fortunato anche se la frattura di un femore è sempre una cosa dolorosa e lunga da recuperare. Ho un chiodo nella gamba ma sto recuperando bene. Grazie ancora. se poi penso che il chirurgo che mi ha operato è un metallaro... :mrgreen:
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madigi48
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Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da madigi48 »

Continuo a rispettare il mio imepgno a non ritornare a ridiscutere nel merito di un argomento già troppo trattato e, purtroppo devo dire anche male.
Gradirei che non mi si desse lezioni su come devo trattare gli inetressi dei nostri asscociati, che mi gratificano di tutta la loro fiducia incondizionata e neppure tollero caro Ru.Di. che si insista sul fatto che lavoriamo per qualche socio in più, io non solo mi reco nei locali ma con le piccole entrate dei tesserati giro anche l'Italia in lungo e in largo, cosa che a te non sarà mai consentito, e sono sempre ospite gradito di tutti, ma se questo è il tuo pensiero che evidentemente è offensivo per tutti i nostri soci direi di finirla qui, perchè oltre alla mancanza di rispetto dei soci mancate di rispetto proprio a quel principio per il quale nessuno vuole entrare in argomento, ovvero la mancanza di rispetto dei diritti altrui e, se di questo si tratta stiamo solo sprecando tempo e fiato. Non devo ripeterlo ulteriormente in quanto penso di parlare a dei "sordi" che non "vogliono sentire", la mia posizione è una posizione che mi consente di decidere, la vostra è solo una posiz<ione di comodo, polemica e insensata che non ha nessun futuro.
In un momdo dove i diritti secondari sono l'unica fonte di sopravvivenza delle imprese che operano in questo settore, se le attuali normative sono carenti si provvederà a migliorarle per evitare discussioni di questa portata e, io sono e sarò un fautore di queste normative sui tavoli dove si "DECIDE" e ho già provveduto a mettere a vostra disposizione una parte di questi tavoli, ma se le posizioni saranno sempre queste, - non mi pare in quanto chi si è presentato al tavolo ha capito bene in che direzione intendiamo muoverci in tempi brevi - le vostre saranno solo perdite di tempo. Tuttavia, sposto il tiro e, come dice Morpheus faccio un'altra "bambinata".
Chi di voi è disponibile a invitarmi ad una sua prestazione con l'utilizzo delle copie di qualche produzione di miei soci in assenza di licenza?
Naturalmente dovremo concordare il tutto e predisporre un controllo come va fatto IN QUALSIASI PARTE D'Italia, così facciamo contento anche Ru.Di. che mi accusa di aver paura di girare per le discoteche. Aggiungo solo che siccome ormai siete rimasti in due a sostenere l'insostenibile vi invito ad una riflessione.
Però un sassolino me lo devo togliere, è un mio diritto.
Cos’è la copia privata
La Copia Privata è il compenso che si applica, tramite una royalty sui supporti vergini fonografici o audiovisivi in cambio della possibilità di effettuare registrazioni di opere protette dal diritto d’autore. In questo modo ognuno può effettuare una copia con grande risparmio rispetto all’acquisto di un originale. Prima dell’introduzione della copia privata, non era possibile registrare copie di opere tutelate. In Italia, come nella maggior parte degli Stati dell’ Europa Unita (con l’eccezione della Gran Bretagna, dove riprodurre copie anche ad uso privato è considerato reato) è stata concessa questa possibilità, a fronte di una royalty forfetaria per compensare del mancato acquisto gli autori e tutta la filiera dell’ industria culturale. L’entità del compenso tiene conto del fatto che sui supporti si possa registrare anche materiale non protetto dal diritto d’autore.
La Siae riscuote questo compenso e lo ripartisce ad autori, produttori, editori e interpreti.
MASSIMO........... MA CHE CAPPERI CENTRA QUESTO CON LA DIFFUSIONE PUBBLICA DI MUSICA IN ASSENZA DI COPIA AUTORIZZATA, LA COPIA PRIVATA SI CHIAMA PRIVATA PERCHE' UTILIZZABILE PER IL PRIVATO ALTRIMENTI SI CHIAMEREBBE COPIA PUBBLICA NON COPIA PRIVATA, qual'è il motivo per il quale affermi che queste sono "la legge" e non tue interpretazioni su argomenti che appaiono molto come i cavoli, neppure a merenda ma addirittura a colazione, va bene che uno può fare la dieta con una soluzione come questa ma.................
Ciao e buone domenica e mi dispiace veramente per il tuo incidente, so bene di cosa parli in quanto è succcsso anche a mio filgio Matteo, a lui ne hanno messi due di ferri. Con un pò di tempo poi essendo molto giovane hanno provveduto ad asportarglieli e adesso sta bene. Ti auguro una ripresa in tempi brevi.
Mario Di Gioia
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madigi48
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Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da madigi48 »

La riflessione potete farla magari leggendo questa che mi è appena giunta sul pc in modo che comprendiate cosa significa sentirsi anche in parte responsabile dei danni che si provocano argomentando e sostenendo posizioni che mettono in discussione posti di lavoro, dei diritti e dell'economia della musica e.....pensate che a breve nessuno se ne occuperà per riparare questi danni???????

05/10/2011 18:07
Calabrò (Agcom), danni per 1,4 miliardi dalla pirateria per l'industria creativa
Corrado Calabrò
L’intervento del presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato

No alle misure repressive; sì alla difesa del diritto d’autore. Nell’ambito della presentazione della ricerca “Italia, a media creative nation” a cura di IsICult durante il convegno “Italia Audiovisiva: diritto d’autore e creatività” promosso da Mediaset, Corrado Calabrò, presidente di Agcom, ha concluso il convegno spiegando i contenuti del provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato in merito alla pirateria e all’uso illegale in Rete di contenuti protetti dal diritto d’autore. «Dalla ricerca emerge che il comparto dell'industria creativa, moda esclusa, in Italia perde circa 1,4 miliardi di euro l’anno per effetto della pirateria (tanto quanto l’Inghilterra che ha un’economia digitale doppia rispetto a quella italiana) e circa 22.000 posti di lavoro. Un provvedimento per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non può avere un contenuto esclusivamente repressivo, ma deve contenere anche una fase propositiva volta a incentivare iniziative mirate all’allargamento delle aree dell’uso legale, alla maturazione di una cultura del rispetto del diritto d’autore e allo stimolo verso nuove forme di licenze collettive. La nostra procedura di intervento prevede due fasi: una relativa al cosiddetto notice and take down che si svolge dinanzi al gestore del sito; la seconda dinanzi all’Autorità. Nella prima fase il gestore del sito, ricevuta la richiesta dal titolare del diritto, può rimuovere il contenuto sfruttato illegalmente. Accanto a questo meccanismo abbiamo introdotto la procedura della contro-notifica (counter notice). Il nostro provvedimento sta riscuotendo all’estero vastissimi consensi e viene considerato come un possibile modello presso la Commissione europea e, soprattutto, negli Stati Uniti. Ci vuole, innegabilmente, un sistema di diritto d'autore appropriato all'era digitale. Da 70 anni si parla di riforma del diritto d’autore: quanti anni dovremo aspettare prima che la legislazione si metta al passo con la velocità e con la mutevolezza della tecnologia?».
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05/10/2011 14:30

Pirateria, 200 milioni di Iva persi dal 1999 al 2009

Questa mattina si è svolto un convegno sulla pirateria on-line presso l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo

Si è svolto questa mattina, presso l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, il convegno “Piraterie contraffazione: strategie di contrasto e potenzialità degli organi di law enforcement”, sul tema della pirateria digitale e della tutela dei contenuti in Rete. Hanno partecipato, tra gli altri, Kyle R. Scott, Console a Milano degli Stati Uniti d’America; Frances Moore Ceo di Ifpi (Federazione Mondiale dell’Industria Discografica), Gianni Morandi, il direttore di Panorama Giorgio Mulè che ha coordinato la tavola rotonda ed esponenti del mondo delle istituzioni, della politica e delle autorità militari e giudiziarie.
Moore oltre a sottolinea il grandissimo lavoro svolto dalla Gdf in ambito antipirateria ha evidenziato l’impatto sul piano occupazionale del fenomeno citando lo studio di Tera Consultants secondo il quale da qui al 2015 andranno perduti 1 milione e 200 mila posti di lavoro nell’Unione Europea.
Nel corso del convegno il presidente di Fimi, Enzo Mazza, ha presentato i dati relativi ai danni causati dalla pirateria: “il calo del 73% del mercato italiano tra il 1999 e il 2009 non ha significato solo danni alle imprese e conseguenti riduzioni di posti di lavoro ed investimenti in giovani talenti, ma anche più di 200 milioni di evasione di Iva. Non solo, la nascita di piattaforme illegali collocate all'estero, ha dirottato milioni di euro di pubblicità su tali siti con ulteriori perdite per lo Stato” Mazza ha poi auspicato che le misure all'esame di Agcom in Italia vedano l'introduzione di serie procedure per il blocco e l’inibizione dei siti illegali. “Blocchi che quando attuati dalla magistratura hanno colpito le piattaforme parassite, come Pirate Bay e BTJunkie con conseguenti cali nel traffico illecito”.
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Morpheus

Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da Morpheus »

No Mario, quella che ho postato dal sito siae è LA COPIA (non c'entra na mazza la diffusione di musica, è LA COPIA) è la spiegazione che la SIAE da dell'art. 71-sexies e seguenti.
Viene definita COPIA PRIVATA per comodità, infatti è spesso accompagna dallla dicitura "cosidetta", "cd.". La sua esatta definizione, esatta per legge è "Riproduzione privata ad uso personale".

E' un'eccezione e te lo dice la SIAE affermando appunto "Possono beneficiare dell’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione spettante ad autori, artisti e produttori solamente le persone fisiche, a condizione che la riproduzione di fonogrammi e videogrammi sia effettuata:..."

Quell'articolo (il 71-sexies) è lo stesso identico articolo citato nella sentenza di Ischia (ma anche tutte le altre a noi conosciute) dove si definisce l'eccezione come "copia lavoro" visto che l'imputato era un DJ che aveva effuato la copia per il suo lavoro.

Quell'art. è lo stesso identico articolo che trovi nelle premesse della licenza DJ dove per giustificare la licenza stessa, si afferma che il DJ non può farla e pertanto si rende necessaria la sottoscrizione dell'accordo.

Il fatto è che tutta la giurisprudenza e le sentenze dicono che il DJ può avvalersi dell'eccezione LEGITTIMAMENTE e può utilizzarla per il proprio lavoro (non c'è lucro e l'uso è assolutamente personale). Da qui non trovi quell'obbligo (la licenza DJ) nella legge ma trovi la facoltà di avvalersi dell'eccezione che come ti dice la SIAE, NON NECESSITA DI AUTORIZZAZIONE PREVENTIA DELL'AUTORE etc...

Poi vabbè, insiti con sta diffusioni quando anche sulla stesa licenza è ASSOLUTAMENTE esclusa. E' SOLO per LA COPIA, o altresì detta RIPRODUZIONE (!!!)
Morpheus

Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da Morpheus »

Aggiungo:
Si chiama copia privata perché l'atto di riproduzione (dire copia o riproduzione è dire la stesa cosa. Riproduzione è copia, riproduzione è la definizione del diritto art. 13. Riprodurre (copiare) = fissare su supporto) è fatto dalla persona fisica per se stesso, l'uso è personale.
Privato è l'uso del diritto (masterizzare perrciò) personale è l'uso del supporto masterizzato "prodotto" grazie all'eccezione al diritto di riproduzione.

Sul tuo secondo post, personalmente non intervengo perché è, secono me il classico "fuori tema", offtopic ... non stiamo parlando di pirateria qui perché la copia privata o copia lavoro o copia personale o copia da art. 71-sexies e seguenti NON E' PIRATERIA.
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madigi48
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Re: Schema riassuntivo della licenza sperimentale

Messaggio da madigi48 »

Caro Massimo sono da sempre rispettoso delle convinzioni altrui e continuo a pensare che sostenerle come proprie argomentazioni merita rispetto, farle passare come risultati di sentenze o come applicazioni della legge non è sostenibile , almeno fino a quando non vi sarà una sentenza che lo affermi in modo definitivo, ovvero al terzo grado di giudizio che sarà sostenuto dall'accusa ora che è entrato in vigore l'accordo che è entrato in applicazione solo da un anno o poco più quindi non vi sono sentenze da prendere in considerazione.
Detto questo, cos'è o cosa non è pirateria e considerarlo fuori tema a mio parere e un modo per sviare l'argomento, che perfettamente invece in tema, visto le motivazioni che ci hanno portato a sottoscrivere quell'accordo ed è questo che mi dispiace, in quanto solo questo può essere portato ad esempio senza giri di parole.
Se il prodotto è mio, solo io posso decidere se tu puoi utilizzarlo in copia oppure no e, ammesso e non concesso che la legge non lo prevedesse in ogni caso lo prevede il rispetto dei diritti, altrimenti si corre il rischio che per farle rispettare tali regole, ognuno potrebbe pensare che se non ci pensa la legge ci si possa fare giustizia da sè e questo non può essere ne accettato ne legittimato.
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