Anche io potrei dire che, genericamente, odio tutto ciò che è commerciale (ho una certa età ed i miei gusti si sono formati a partire dalla new wave...) ma non sono molto d'accordo con voi su di alcuni punti.
A parte il valore in sé della singola traccia, o del genere (questione di gusti appunto), proposto da Bloody Beetroots (sono stato un marvel-zombie per anni, chi sa cosa significa può immaginare quanto adori le loro maschere!), croockers etc., non mi sento di sposare l'equazione house=commerciale.
Dipende un pò da cosa si intende con house music. Certo in italia il termine è in genere associato alla commerciale, ma esso, originariamente, ha un significato molto più esteso. Consideriamo, poi, che da un pò di anni a questa parte la classica distinzione tra house e techno è decisamente venuta meno...
Quando poi dite che questo è "il genere più bello che circola, ed è bello che ha origini italiane",...mmmh

... bè io direi piuttosto che mi fa piacere che dei gruppi italiani stiano riscuotendo successo (soprattutto all'estero) con un genere che circola oramai da svariati anni.
Insomma si tratta di una variazione (se volessimo fare i sofisti potremmo inventarci una di quelle diciture sub-genere che fa tanto figo, tipo "italo-indie-electro-hop"

) di quella musica electro che mischia sonorità rock ad altre elettroniche che in Europa circola da anni, della quale i francesi sono espertissimi e della quale gli inglesi hanno proposto un revival con in chiave "nurave" con piccole, insignificanti, variazioni sul tema (peraltro già non più hype...). La peculiarità italiana, semmai, mi sembra quella di aggiungerci elementi provenienti dall'immaginario musicale hip-hop, ma è un pò poco.
Inoltre, se poi consideriamo da dove origina questa commistione (e buona parte della house music europea) che partendo dai robot teutonici giunge alla seconda "summer of love" di madchester e della factory (Blue Monday/586 i love u

) e arriva fino ai '90 con reznor o primal scream, bé, l'idea in sé ha quasi 30 anni. Carina si, ma originale...
Io credo che viviamo, musicalmente parlando, in tempi di continuo "riciclaggio", remix se volete, e, proprio in questo senso, la House Music (intesa nel senso più ampio e nobile possibile) è ciò che meglio racconta i nostri tempi.
ciao
p.s. god is a dj
