Vestax VCI-380 – Recensione

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Forte dell’esperienza fatta con i precedenti modelli della serie VCI (a partire dal primo storico modello VCI-100) Vestax presenta la VCI-380:  una nuova console professionale 2+2 decks midi dotata di scheda audio e mixer vero; sarà infatti possibile utilizzare gli ingressi audio per collegare e mixare fonti sonore provenienti anche da giradischi e lettori CDJ.

VCI-380 offre elementi che possono sicuramente catturare l’interesse degli amanti del “controllerism”: sono infatti presenti 8+8 pads dinamici sensibili alla pressione (gli stessi che possiamo trovare sul controller midi Vestax Pad-One) e come sulla VCI-300 il software scelto è sempre il super completo Serato ITCH, che con questa console giunge alla versione 2.2.1.
Come per quel che riguarda la VCI-300 ed anche la più recente VCI-400 stiamo parlando di console di elevata qualità, indirizzate ad un utenza esperta che è disposta a pagare l’alta qualità del prodotto.

Le prime impressioni
Aperta la confezione si nota la console ben protetta da un imballaggio in polistirolo; la scatola include: un cavo usb per collegarla, l’alimentatore, istruzioni multilingua in giapponese e inglese, la garanzia, il CD contenente i driver ASIO per PC e un altro CD contenente il software Serato ITCH per Pc e Mac.
La console è larga 43cm, lunga 30, alta 6cm (nell’altezza è compreso anche l’ingombro dei potenziometri) e pesa ben 3,5Kg a causa dello châssis tutto in metallo; se da una parte il peso potrebbe risultare leggermente elevato, si può però notare che la robustezza della console è impressionante. L’ altro lato positivo è quello che difficilmente si potrà muovere una volta piazzata sulla console di un club.

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Posta la console sul banco di collaudo del Digital Jockey Lab di Ferrara partono i primi test.

Caratteristiche tecniche e costruttive
Osservando con attenzione i dettagli dell’ hardware si nota un assemblaggio ben curato nei particolari, comandi ben posizionati e dimensioni che sembrano davvero ben calcolate.
La novità più interessante che Vestax introduce con la 380 sono a mio avviso: i pad, le ampie jog wheel, le due strisce touch-sensitive ed il mixer vero.

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Nel pannello superiore si trovano un totale di 30 pulsanti di buona qualità, 8+8 pad, 2 fader per i Pitch a 14 Bit, 2 fader di volume più il crossfader, 16 potenziometri rotativi fra cui 5 a corsa infinita e cliccabili, 2 grandi e molto precise jog wheel di diametro 14cm.

Gli slider hanno la giusta lunghezza: più duri quelli dei volumi e più sciolto il crossfader (che può anche essere sostituito con il modello Vestax CF-X2, pensato per gli amanti dello scratch estremo).
Precisi i pitch a 14 bit lunghi 60mm, knob anch’essi precisi e i rotativi della parte mixer hanno la giusta presa, senza rimpiangere nessun altro componente di altri modelli di mixer Vestax.

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Prendendo spunto dalle console Numark NS6&NS7 o dai Pioneer CDJ-2000 anche Vestax ha introdotto due strisce sensibili al tocco, molti le chiamano Strip Search; Vestax le ha rinominate Ribbon (strip) control, ma stiamo sempre parlando della medesima cosa.
Durante la riproduzione queste due zone ci aiutano nella ricerca veloce di un punto della canzone (da qui il nome “ Strip Search”) ma quando per esempio facciamo un loop possiamo modificare velocemente la sua lunghezza posizionando il nostro dito su tale zona e spostandoci a destra e sinistra. Funzioni simili sono presenti anche nelle varie modalità utilizzabili con i pad che troverete descritte subito sotto, toccare per credere!

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Fra le altre peculiarità della 380 notiamo l’integrazione di 8+8 FSR trigger pads, dotati di tecnologia Velocity e Aftertouch, che inviano il segnale CC midi out durante la pressione.
La doppia funzione di questi pad permette di utilizzare le varie funzioni assegnabili (Sampler , Hot Cue, Slicer, Auto Loop & Roll) ed allo stesso tempo di manipolare anche un effetto audio (Pad FX). A seconda quindi della propria tecnica di mixaggio ogni DJ potrà ora sbizzarrirsi in mixaggi più creativi che mai (per avere qualche spunto cercatevi magari i video di controllerism di Moldover ed Ean Golden su YouTube).
Tengo a precisare che nell’utilizzo delle funzioni Sampler, Hot Cue, Slicer, Auto Loop & Roll basta una breve pressione perché la console riceva i nostri comandi, ma per l’utilizzo combinato della modalità Pad FX bisogna premere parecchio sui pad.
I led multicolore presenti sotto ogni pad aiutano non poco nel capire in quale modalità li si sta utilizzando, sarà fra l’altro possibile notare la rosa dei colori disponibili nel momento dell’accensione della console.

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Le jog wheel risultano pressoché identiche a quelle già viste sulla VCI-400:  Vestax ha infatti utilizzato la loro ormai classica tecnologia capacitiva in modo da permettere al DJ di scratchare su un brano semplicemente sfiorando la parte superiore della jog; toccandola a lato sarà invece possibile variare la velocità (pitch bend).
La manopola centrale permette una regolazione della frizione (atta a far ruotare con più o meno attrito la jog stessa) e si potrà inoltre regolarne la sensibilità elettrica dal pannello frontale.
La corona di led presente all’interno di ciascuna jog rappresenta una vera novità in casa Vestax, tale serie circolare di led segnala infatti la rotazione del disco rendendole perfette per ritrovare velocemente un preciso punto della canzone durante lo scratch.
Avrei personalmente preferito jog con rilevazione di tipo meccanico (tipo Hercules o Pioneer) in modo da funzionare in qualsiasi condizione e senza alcuna interferenza con la rilevazione elettronica: un sensore capacitivo può infatti essere disturbato dall’elettricità statica, dalle strutture tubolari degli impianti di illuminazione, nonché da moquette o scarpe che isolino elettricamente il DJ.

Sopra le jog dei due deck troviamo i relativi tasti Vinyl (che permettono di abililitare/disabilitare lo scratch in modo da usare la jog solo per il pitch bend) ed i tasti Shift (che mentre vengono premuti permettono a quasi tutti i comandi di raddoppiare le loro funzioni); senza entrare ora nelle specifico di ogni comando presente sulla console vi basterà dare una letta veloce al manuale.

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I tre pulsanti SYNC-CUE-PLAY/PAUSA posti sotto ogni jog sono gommosi ed hanno la stessa ottima risposta al tatto che hanno quelli della VCI-300; gli altri tasti più piccoli fanno “click” e sono anch’essi perfetti alla battuta ripetuta e dalla pronta risposta meccanica. Sono ovviamente tutti retroilluminati e ben riconoscibili anche al buio.

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Nelle connessioni della parte anteriore troviamo in primis le regolazioni per le sensibilità elettriche delle due jog e subito a fianco le regolazioni delle curve di intervento (taglio) per il crossfader e per i due fader dei volumi. Scorrendo poi verso destra vediamo i potenziometri per le regolazioni del volume cuffia e del preascolto della singola canzone (cue) o del master. Sono presenti infine le doppie prese cuffia e Jack da 3,5 e 6,3mm in modo da poter collegare ogni tipo di cuffie o auricolari senza bisogno di particolari adattatori.

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Nella parte posteriore si trovano due ingressi microfonici: il primo su Jack da 6,3mm e il secondo su Cannon XLR; entrambi sono dotati dei relativi potenziometri per la regolazione del livello del volume di ingresso. Procedendo con la descrizione degli ingressi troviamo una doppia coppia di RCA stereo utilizzabili per collegare sorgenti audio esterne analogiche come lettori CD o MP3 (swtich su line) o giradischi (swtich su phono); come per quel che riguarda gli ingressi mic descritti prima, anche qui sono presenti i relativi potenziometri per la regolazione del livello del volume di ingresso. In caso di collegamento di giradischi con massa scorporata (tipo i classici Technics SL-1200) sarà necessario collegare i relativi cavetti di massa all’apposito morsetto GND.

Scorrendo poi verso destra troviamo una uscita stereo sbilanciata (Booth Out su 2 RCA) che consente ai DJ di potersi collegare ad una comoda cassa spia o ai comuni impianti hi-fi da casa. Sono presenti anche due uscite separate bilanciate (Master Out Bal. su doppio Cannon XLR) particolarmente indicate per i collegamenti con casse attive.

Rimane infine il connettore per l’alimentatore esterno, l’interruttore On/Off e l’USB per collegare la nostra console al computer.

L’analisi della scheda audio integrata
Non è noto con precisione quale convertitore digitale/analogico (DAC) sia utilizzato dentro questa console, anche se Vestax afferma che sulle console VCI-380 e 400 hanno iniziato ad utilizzare una nuova tecnologia ad elevata qualità.
Pare infatti che i dati della trasmissione della parte midi siano in asincrona rispetto ai dati inviati alla scheda audio, questo a vantaggio proprio della latenza della scheda audio integrata che potrà essere impostata a valori molti bassi.

Nelle poche caratteristiche tecniche presenti nel manuale si legge:
– 24Bit/48kHz audio interface
– Frequency Response 20Hz to 20 kHz (+0/-0,5dB)
– SN 80dB (A -WTD) or better
– THD less than 0,05%

Da una prova pratica effettuata con una paio di casse attive Mackie HR824 da studio vi assicuro che sia le uscite audio master bilanciate, che le uscite booth (spia) sbilanciate, garantiscono un ottimo livello di qualità sonora.
La potenza e la definizione sonora dell’uscita cuffia è buona e l’ho potuto personalmente constatare collegando cuffie professionali da DJ come le nuove Pioneer HDJ-500/1000, Reloop RHP-10, AIAIAI TMA-1 e Stanton DJ PRO 3000. Il fatto che la console sia alimentata da un trasformatore dedicato fornisce un volume in cuffia notevole, indubbiamente più alto rispetto a console concorrenti alimentate dalla sola USB.

Driver e pannello di controllo
Sui sistemi operativi Windows troviamo driver ASIO che assicurano una bassa latenza mentre su Mac OS la console funziona tramite i driver nativi Core Audio.

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Fra le poche opzioni disponibili nel pannello driver (solo PC) notiamo la possibilità di:
– Visualizzare la versione di driver e Firmware ed eventualmente aggiornarlo
– Regolare l’USB streaming mode (chiamato anche Kernel buffer in altri driver simili)
– Regolare il numero di sample del buffer ASIO

Le impostazioni di questo pannello driver servono apparentemente solo per l’utilizzo con software di terze parti, con Serato ITCH la latenza può essere regolata direttamente dentro a tale software.

Modalità stand-alone mixer
Come detto all’inizio della recensione fra le peculiarità di questa console c’è la possibilità di utilizzarla anche come mixer vero: sarà infatti possibile collegare anche giradischi e lettori CDJ come schematizzato nell’immagine sotto.

VCI380_mixer

Quando il selettore PC-Mixer sarà spostato sulla posizione Mixer l’apposito led segnalerà tale modalità per uno o per entrambi i deck e su ITCH la traccia mp3 caricata risulterà grigia (segno che tale deck è stato “congelato” su ITCH) e sarà quindi possibile utilizzare anche un canale come mixer vero ed uno per gli mp3.

Vci-380__PC-Mixer

Oltre ai classici comandi standard di ogni mixer (crossfader, volumi, gain ed equalizzazione bassi-medi-alti) in questa modalità sarà inoltre possibile applicare un filtro passa alto, grazie ai comandi FX evidenziati in rosso e posti subito sotto l’eq dei bassi.
In caso di crash del software ITCH o cavo USB scollegato il mixer integrato nella console continuerà ovviamente a funzionare, grazie anche al fatto che la console è alimentata esternamente.

Il Test su PC e MAC con Serato ITCH
L’operatività è immediata ed è sufficiente installare driver e software allegato “Serato ITCH”; Basta collegare alimentatore, casse, cuffia e console al Pc o Mac tramite il cavo USB in dotazione e si è pronti per mixare!

VCI380_midi

La versione di Serato ITCH 2.2.1 include funzioni per la sincronizzazione delle tracce, la creazione di loop automatici e loop roll, la possibilità di usare 8 HotCue e 6 Sample, svariati effetti audio ed anche video grazie al nuovo plugin “Serato Video” – che Serato fornisce a pagamento (http://serato.com/video) –  e che permette di fare videomix anche su ITCH.

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Con i prossimi aggiornamenti di software/firmware sarà possibile registrare i propri mix sotto forma di file audio; ora la registrazione risulta distorta e speriamo che anche la funzione Slicer funzioni con tutte le canzoni, con alcuni MP3 infatti l’analisi dei BPM sembra essere effettuata ma il primo led degli 8 dei PAD rimane fisso e non è possibile saltare da un beat all’altro.
Giusto perché a noi di Digital Jockey piace essere trasparenti nelle recensioni segnalo che un paio di volte i vu-meter posti nella zona mixer non hanno funzionato, spegnendo e riaccendendo la console sono tornati poi a funzionare. Anche qui sarà colpa del software ancora acerbo?

La scelta di Serato ITCH come software PRO in bundle è stata un po’ obbligata dall’attuale mercato dei software per DJ. Native Instruments ormai sviluppa Traktor solo sul proprio hardware dedicato, VirtualDJ ancora viene visto da molti come un software da cameretta e MixVibes Cross è ancora un po’ acerbo se paragonato al colosso Serato.

Il Test su PC e MAC con Serato DJ e VirtualDJ (edit Dicembre 2013)
Oltre a Serato ITCH, è possibile utilizzare anche il più aggiornato Serato DJ, basta registrarsi e scaricarlo dal sito di Serato.

Essendo la 380 una console che rispetta lo standard MIDI la si può utilizzare anche con altri software di mixaggio come per esempio Traktor PRO, MixVibes Cross o VirtualDJ PRO.

Configurazione minima di sistema
Requisiti minimi PC:
Windows7 32-bit/64-bit SP1
CPU Intel dual core 1,8GHz o superiore (No Intel Celeron, ATOM o AMD)
2GB o più di RAM
Porta USB 2.0 o 3.0

Requisiti minimi Mac:
Mac OSX 10.6/10.7
CPU da 1,66GHz o superiore
1GB o più di RAM
Porta USB 2.0 o 3.0

Conclusioni
La qualità costruttiva generale e le ottime prestazioni della sua scheda audio (unite al fatto che si può usare anche come mixer vero) la fanno indubbiamente brillare fra le console dedicate all’utenza “PRO”.
Fra tutte le console che ho personalmente provato e recensito – e chi mi conosce sa che sono molte – vi posso assicurare che questa è sicuramente la console che meglio integra hardware & software, Setato pare davvero studiato su questa nuova VCI-380.

PREGI
– Disposizione dei comandi ottimale,.
– Gli 8+8 Pad si utilizzano in maniera davvero confortevole, grazie anche al posizionamento leggermente rialzato rispetto al resto dei comandi.
– Ampie e molto funzionali jog wheel, la serie di led rotativi all’interno, oltre ad essere molti utili per lo scratch, sono davvero una chiccheria.
– Veramente completa dal lato delle connessioni audio, non mancano certo ingressi ed uscite.

DIFETTI
– La console funziona solo se alimentata dall’apposito alimentatore, fornito si nella confezione, ma per un utilizzo prettamente MIDI (cioè senza utilizzarla come mixer vero), sarebbe stato utile poterla alimentare anche solo tramite USB.
– Sarebbero state apprezzate leve dei pitch con click centrale o almeno dei led per indicare il pitch posizionato al centro (0%).

Vestax VCI-380 è distribuita al prezzo al dettaglio consigliato di € 749 (IVA inclusa).

Ringraziamenti
Vestax – www.vestax.com
Djpoint.net – www.djpoint.net
Luigi Bressan aka Luz DiJ (Laboratorio Digital Jockey Ferrara)

Review by Cioce DiJ