Digital Jockey

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Allen & Heath, leader nella produzione di mixer da palco e da disc-jockey, ha presentato ad ottobre 2009 il suo primo controller all-in-one per DiJ, lo Xone:DX, che viene messo in vendita insieme al software per mixare Serato Itch 1.6. Da qualche mese nei negozi, lo abbiamo potuto provare. Ecco i risultati dei nostri test con tre video dimostrativi.

Cominciamo ad esaminare la scatola che è molto semplice e compatta con l’immagine del controller e con quella del software con cui viene messo in vendita, cioè Serato Itch. Aprendo la scatola ci si rende conto di come, seppure sufficiente, le dimensioni delle protezioni dagli urti siano molto ridotte rispetto ad altri prodotti in commercio delle stesse dimensioni. Sappiamo bene che in generale gli imballaggi sono una delle fonti maggiori di produzione dei rifiuti urbani nel mondo, quindi ridurli è un bene, ma ho avuto l’impressione di non troppa sicurezza. La confezione contiene oltre al controller l’alimentatore esterno, un cavo Usb, il cd con Serato Itch 1.6 ed il breve manuale d’istruzioni.

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Il controller si presenta veramente massiccio, la struttura metallica ed il peso danno una buona impressione di solidità, le dimensioni sono un giusto mix tra ampiezza e compattezza, e durante l’uso non si ha mai l’impressione di avere i controlli troppo vicini tra loro. Ai quattro angoli ci sono le protezioni in plastica per difendere il controller dagli urti. La parte superiore si presenta come un controller a quattro canali mixer dotati di controlli di equalizzazione più il gain, oltre ai tasti per l’attivazione dei due pannelli di controllo effetti di Itch. Ogni canale poi ha il tasto di preascolto, lo switch per l’assegnazione del canale al crossfader e quattro led-meters per il controllo del volume delle tracce. Al centro, tra le due coppie di canali del mixer troviamo il controllo del volume della cuffia con il tasto di split-cue, i controlli di browsing per selezionale la traccia da caricare, i controlli di volume delle uscite Master e Both ed i vu-meters dell’uscita master.

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Ai due lati troviamo i controlli deck che hanno funzioni doppie per utilizzare due deck per lato. Premendo il tasto “Layer” la retroilluminazione delle zone decks passa da rossa (per il deck di default) a verde per controllare il secondo deck. In questo modo risulta molto difficile sbagliarsi. Inoltre tenendo premuto il tasto “Shift” vediamo che ogni controllo ha una funzione supplementare, quindi le funzioni disponibili sono davvero numerose. In basso troviamo quattro pulsanti per richiamare gli hotcues, i tasti play-pause e cue, la jog-wheel non sensibile al tocco, i tasti Layer e Load ed l’encoder a corsa infinita per il controllo del pitch. I tasti play-pause e cue sono metallici e la loro qualità è equivalente a quella dei lettori cdj top in commercio. La jog-wheel presente è identica a quella presente nei modelli Xone 3D e 4D, di ottima qualità, ma non sensibile al tocco, scelta a mio parere giusta, troppo piccola per avere strane ambizioni da scratcher. L’encoder del pitch ha due funzioni, ruotandolo normalmente e ruotandolo tenendolo premuto: la scelta dell’encoder per la funzione del pitch può non piacere, ma vedremo più avanti che il risultato della prova sarà sorprendente.

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Più in alto troviamo i tasti per altre funzioni supplementari come l’attivazione del master tempo o il sync ed i controlli per la gestione dei loop e la sezione effetti dotata di quattro push encoders con altri ulteriori quattro tasti disponibili, layout studiato per Serato Itch, ma credo non a caso perfetto per l’uso insieme a Traktor Pro.

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La qualità di cursori, tasti e potenziometri è quella dei mixer Allen & Heath per dj, quindi il contatto con questo controller è davvero piacevole, c’è la sensazione di toccare qualcosa di assolutamente professionale che non ha niente da invidiare a qualsiasi mixer o cdj player sul mercato. Nella parte posteriore troviamo tutte le connessioni audio, visto che lo Xone:DX dispone di una scheda audio con 4 ingessi e 4 uscite stereo.

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Da sinistra troviamo l’uscita master bilanciata XLR con a fianco anche l’uscita sbilancia Rca insieme alle altre dei tre restanti canali in uscita. Le 4 uscite hanno le indicazioni delle funzioni che hanno all’interno di Serato Itch, ma ovviamente con altri software possiamo assegnare loro altre funzioni. Nella sezione input troviano una presa mini-jack per l’ingresso di input diretto utile nel caso ci fosse un crash da parte del software. Qui possiamo collegare una fonte sonora (ad esempio un lettore cdj o un player di files digitali) che va direttamente all’uscita master. Questo ingresso non ha nessun controllo di volume o di equalizzazione, quindi il volume va regolato direttamente dal player utilizzato, altrimenti potrebbero esserci differenze di volume evidenti tra il player e quello del software per mixare. La mancanza di un semplice controllo di volume per questo ingresso è una chiara scelta di marketing (separare nettamente lo Xone:DX dallo Xone 4D), ma è una scelta che non mi sento di condividere, quel potenziometro in più non avrebbe cambiato molto nella differenza tra i due prodotti ed avrebbe semplificato molto il lavoro dei DiJ con lo Xone:DX. I quattro ingressi della scheda audio hanno funzioni diverse, c’è un canale Mic-Line, due Phono-Line (con collegamento di massa per i giradischi) ed un Line. Per utilizzare le fonti sonore esterne all’interno di Serato Itch basta selezionare il canale desiderato sul controller e premere Shift+Cue, il led del tasto Cue diventerà di colore arancione e la finestra della waveform nel software diventerà grigia. A destra troviamo la presa di alimentazione, gli In-Out digitali, la prese Midi tradizionali, la presa Usb per il collegamento al computer.Nel frontale invece troviamo la presa cuffia a jack 6,3 e mini-jack e la presa microfono (solo XLR) con controlli di volume, degli alti e dei bassi. Non abbiamo informazioni ufficiali sui componenti interni della scheda audio, ma dopo alcune prove realizzate con impianti ad alta potenza posso dire che la qualità sonora è davvero notevole, sia dall’usicta XLR che da quella Rca, che lo Xone:DX può essere utilizzato senza alcun timore all’interno di grandi discoteche.

Video – Allen Heath Xone:DX – Caratteristiche costruttive

Installazione ed uso con Serato Itch 1.6

L’installazione dei drivers e di Serato itch è andata a buon fine senza problemi, sul computer utilizzato per il test è installato Windows Seven Home Premium a 64 bit che ha richiesto l’installazione di specifici drivers che si possono scaricare qui : http://www.xone.co.uk/forum/forum_posts.asp?TID=3483&PN=1.

Il software per mixare installato è Serato Itch 1.6, versione apposita per Xone:DX, l’unica che permetta l’utilizzo di 4 decks. Serato Itch in questa versione non si presenta in modo molto diverso dalla versione 1.5, in basso le waveforms che ovviamente sono 4, nella fascia centrale le informazioni relative ai decks che sono visibili in automatico in versione estesa o ridotta a seconda che sul controller si stia operando su una delle coppie di deck (1 o 2, 3 o 4), poco sopra la sezione effetti, in alto il browser. In questo senso l’utilizzo di Itch è identico alla versione per Numark NS7 con modulo effetti, Vestax VCI-300 + VFX1, o Numark V7, ma con quattro decks invece di due.

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Una modifica importante riguarda la gestione dei decks attivi e del preascolto che avviene in modo totalmente automatico. In cuffia è possibile preascoltare da uno a quattro decks contemporaneamente, basta premere i quattro tasti cue contemporaneamente, se invece se ne preme uno alla volta nello stesso tempo il controllo deck al lato si attiverà in automatico sul deck selezionato per il preascolto. Quando si disabilitano tutti i tasti cue, in cuffia si ascolta automaticamente l’uscita master. Un modo molto semplice ed immediato per la gestione del preascolto che durante le prove è risultato davvero ottimo. Un’altra funzione che è stata introdotta in Serato Itch 1.6, molto adatta per il mixing a 4 deck, è quella delle beatgrids con funzione autotempo. Replicando una funzione simile a quella presente in altri software, qui è possibile posizionare dei markers per la giusta collocazione dell’inizio delle battute musicali divise in 4 frazioni. Questo permette non solo di sincronizzare le tracce, ma di rispettare la metrica musicale delle tracce durante la loro esecuzione. Ovviamente queste beatgrids possono essere create, modificate, spostate e cancellate. Inoltre grazie alla funzione Autotempo è possibile stabilire un tempo predefinito del proprio mixset e tutte le tracce che verranno utilizzate si adatteranno al tempo stabilito in precedenza. Pur avendo Serato poca esperienza su questo tipo di funzione (Serato Scratch Live non ha mai avuto e non ha funzione di sync) devo dire che il funzionamento è senza dubbio positivo, anche se ogni tanto bisogna fare qualche piccola correzione per riallineare le tracce. Una cosa che si nota subito nell’utilizzo di Serato Itch con lo Xone:DX è l’impossibilità di accedere alla funzione scratch: questa è una scelta che appprovo al 100%. Per effettuare lo scratch con i software per mixare è assolutamente necessario avere jog-wheels sensibili al tocco di qualità, altrimenti sarà solo una brutta imitazione. In questo caso Allen & Heath e Serato hanno giustamente pensato alla qualità, senza dover inserire necessariamente una funzione che sicuramente non avrebbe avuto una resa all’altezza del controller e del software utilizzato.

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Parliamo poi del rotary encoder utilizzato per il pitch al posto del tradizionale fader. Questa scelta è stata fatta per mantenere compatto il controller, e certamente ai dj più tradizionali non piacerà. In realtà dopo un po’ di prove devo dire di essere stato stupito dal funzionamento di questo encoder. In Serato Itch ruotandolo tenendolo premuto si avrà una regolazione grossolana del pitch, ma ruotandolo senza essere premuto si passa alla regolazione fine del pitch al centesimo di Bpm. In questo modo è possibile ottenere una messa a tempo manuale di grande precisione. Personalmente ho fatto alcuni test di messa a tempo manuale con 4 decks e la precisione del sistema è davvero sorprendente. Nonostante io consideri un po’ strano usare Serato Itch a 4 decks con la messa a tempo manuale, posso dire che lo Xone:DX dopo un po’ di pratica lo permette senza grossi problemi. I loop e gli effetti (identici a quelli presenti in Serato Itch 1.5 ed in Serato Scratch Live 2.0) vengono controllati tramite lo Xone:DX senza alcuna dificoltà, tutto è molto chiaro e semplice, le indicazioni presenti sul controller permettono di non guardare il software troppo spesso durante l’utilizzo.

Video – Allen & Heath Xone:DX in test con Serato Itch 1.6

Allen & Heath Xone:DX e Traktor Pro

Ovviamente abbiamo deciso di fare una prova di compatibilità del controller con l’altro importante software per mixare a 4 decks, Traktor Pro, utilizzando uno dei tanti file di configurazione .tsi presenti sul forum ufficiale Native Instruments. Sia la configurazione della scheda audio che quella della mappatura midi sono andate a buon fine senza la minima difficoltà, i led ed i vu-meters funzionano correttamente. Come già detto in precedenza il layout dello Xone:DX si adatta perfettamente a Traktor Pro, quindi anche l’utilizzo con 4 decks è davvero molto semplice ed immediato. Ovviamente non tutte le funzioni di Itch e Traktor Pro sono identiche, quindi non tutte le scritte presenti sul controller si adattano alle funzioni di Traktor Pro, ma in realtà sono identiche al 90%. Inoltre le mappature presenti in rete sono un’ottima base per la realizzazione di personalizzazioni adatte al proprio stile di mixing. In conclusione lo Xone:DX risulta un ottimo controller a 4 decks per Traktor Pro, sicuramente il migliore in questo momento sul mercato.

Video – Allen & Heath Xone:DX in test con Traktor Pro 1.2.6

Conclusioni

Prima di scrivere le mie conclusioni sul prodotto voglio fare una semplice considerazione. Quando si parla di prodotti come questi la domanda ricorrente è: vale la pena di spendere tanti soldi per un controller con scheda audio integrata? La risposta può essere una sola: dipende da cosa ci si aspetta da questi prodotti. Bisogna ripeterlo fino alla noia, questo è un controller, non è qualcosa di diverso. Se si vuole qualcosa di diverso Allen & Heath ha lo Xone 4D. Finché si continueranno a fare questo tipo di domande, a mio parere senza senso, non sarà possibile valutare in modo corretto la qualità di questi prodotti. In ogni caso anche io ero molto curioso di vedere se un prodotto così costoso potesse avere un rapporto qualità-prezzo ragionevole. La mia personale opinione è che lo Xone:DX sia un prodotto di altissima qualità, che attualmente non ha paragoni sul mercato, considerando che i Numark NS7 e V7 sono dei controllers concettualmente diversi. Ma se volete il controller definitivo per mixare a 4 decks lo Xone:DX è l’unica vera scelta al momento sul mercato. Il prodotto realizzato da Allen & Heath è davvero impressionante sotto ogni punto di vista, la qualità dei componenti è al top in ogni sua parte, avendo poi in bundle un software a 4 decks con doppia sezione effetti come Serato Itch che permette di realizzare mixset superiori alla media. Senza dimenticare che anche Serato Itch avrà il supporto di The Bridge per mixare insieme ad Ableton Live Suite 8. L’unico vero difetto che vedo è quella mancanza della regolazione del volume per l’ingresso audio esterno, ma queste rimangono scelte di marketing sulle quali spesso è difficile discutere.

Per questa recensione ringraziamo Grisby Music (http://www.grisbymusic.it) ed il suo presidente Lorenzo Benigna che è stato in questi mesi così paziente da rispondere ogni volta alle mie email, ed a Debby Maxted di Allen & Heath UK (http://www.allen-heath.co.uk/UK/) che ha permesso di attivare l’iter per la realizzazione di questa recensione.

Review by CyberMix